Seminario:
"Dall'ausilio sognato a quello vero."

 

Enrica Pietra Lenzi - Presidente Comitato Regionale AIAS 

"Introduzione della Coordinatrice"


Il seminario di questa mattina cercherà di analizzare il percorso che va dal bisogno della persona disabile alle possibili soluzioni tramite ausili informatci ed elettronici. Quindi avremo una serie di interventi che si soffermeranno sulle tappe di questo percorso abbastanza accidentato, la potenzialità del settore e la risposta, direi, corale a questo convegno promosso da ASPHI, in collaborazione con la Regione, con gli Enti Locali di Bologna, con l'Ausilioteca AIAS e USL della città di Bologna, ne è anche la riprova, il rapporto costi/benefici, la normativa attuale e anche la funzione dei centri di consulenza.

Il titolo del seminario è indicativo: "Dall'ausilio "sognato" a quello vero, realtà, problemi e proposte per una reale fruizione degli ausili informatici ed elettronici".

Chiunque lavora nel settore, chiunque ha esperienza sa che nonostante l'ausilio possa essere individuato, personalizzato, non sempre vi è una risposta come si attende; credo anche che sia opportuno richiamare che tutti gli ausili tendono a migliorare la qualità della vita, ma la qualità della vita del singolo ha una coloritura diversa per ogni singola persona.

Quello che mi preme sottolineare è che non è possibile pensare di utilizzare o di proporre un ausilio senza senza un'attenta compartecipazione da parte di quello che l'ausilio deve utilizzare.

Non è così semplice come può sembrare, alle volte io sento anche questa facilità, o faciloneria, forse, a individuare soluzioni nel campo della disabilità che siano in qualche modo uguali per tutti. Faccio un esempio: sento molto spesso proporre, vedere,"Il telelavoro potrebbe risolvere i problemi delle persone che hanno problemi di mobilità". Ma chi l'ha detto?

Chi ha detto che una persona non desideri invece sobbarcarsi una notevole fatica pur di lavorare nel contesto di un ambiente dove stabilisce delle relazioni interpersonali. Così spesso, e spesso anche per carenze di informazione, per ansietà di trovare una soluzione, le famiglie vedono nel computer il taumaturgico mezzo per la comunicazione o per il lavoro a scuola del figlio, quando molte volte non si tratta soltanto di un mezzo che permetta la comunicazione ma vi sono problemi connessi a questa sul piano cognitivo.

La semplificazione nel settore della disabilità non è ammessa, non esistono soluzioni semplici per problemi complessi, quindi anche rispetto agli ausili elettronici ed informatici, pur riconoscendone la grande potenzialità, va tenuta presente la necessità di operare con una persona che ha delle esigenze, che ha un suo vissuto; è diverso l'approccio e l'ausilio di chi ha un handicap congenito o di chi ha invece un handicap acquisito per trauma o per malattia, è diverso se c'è un handicap motorio o sensoriale, è diverso soprattutto se il proprio deficit è accettato o rifiutato, ed è diverso anche il contesto famigliare in cui la persona naturalmente vive e deve utilizzare l'ausilio.

Ho fatto questa premessa perchè credo che sia alla base di tutto il lavoro, che pure certamente è importante, sia dei ricercatori sia anche di coloro che istruiscono sugli ausili informatici.

 

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