Seminario:
"Dall'ausilio sognato a quello vero."

 

Claudio Bitelli - Ausilioteca AUSL di Bologna

"Gruppi di lavoro interregionale Centri ausili informatici ed elttronici per disabili" 


Io oggi parlo a nome della Ausilioteca e a nome di una nuova realtà che è il Gruppo di lavoro Interregionale dei CENTRI, che poi andrò, nella seconda parte dell'intervento a presentare, e volevo come ambientazione richiamare il perchè abbiamo pensato di organizzare questo seminario. Questo seminario inizialmente era nato come un incontro ristretto fra addetti ai lavori. Poi l'evoluzione e la maturazione anche di determinate problematiche che vi presenteremo ci ha indotto a pensare che era il caso di fare un evento aperto al pubblico e credo che la partecipazione qui confermi l'interesse.

Fino adesso stanno emergendo delle caratteristiche che mi sembrano importanti, le relazioni che mi hanno preceduto e anche quelle che seguiranno connotano questo seminario in modo multidisciplinare, abbiamo visto diversità di approcci, altri ne vedremo ed è questo un contenuto di fondo che mi sembra determinante nel nostro settore, nel nostro campo d'interesse.

Non possiamo analizzare il settore degli ausili informatici, quello per cui tutti siamo qua, senza una varietà ed una diversità di approcci che si intersecano e che collaborano.

Perchè è intitolato così il seminario? Questa vignetta riproduce un attimo quelle che sono le aspettative diffuse e quello che, così, (viene) dall'informazione che circola o che spesse volte i mass-media enfatizzano, il ruolo degli ausili, come risolutivi di situazioni e così pensano tanto persone disabili quanto famiglie, questo almeno è quanto osserviamo dal nostro operare di centro.

Viceversa crediamo che uno dei contenuti importanti, anche un'acquisizione culturale che dobbiamo fare è passare dal concetto della soluzione oggetto, dalla soluzione strumento, al concetto di soluzione intesa nel senso più generale, cioè abbiamo parlato di fruizione degli ausili; fruire di un ausilio non significa solamente averlo individuato, aver trovato ciò che va bene per la mia disabilità funzionale, che sia motoria che sia sensoriale o che sia di tipo cognitivo, ma occorre che l'ausilio funzioni veramente nella situazione reale, quindi entrano in gioco anche gli altri interlocutori della situazione. E questo è un po' un passaggio che come gruppo di Centri ci siamo detti, e ci siamo detti come è importante da promuovere il passaggio dalla focalizzazione dell'interesse dall'ausilio all'utilizzo reale dell'ausilio.

Per questo si chiama "Le soluzioni e le proposte per una reale fruizione dell'ausilio".

Che cosa ci sta di mezzo fra questi due punti interrogativi, che cosa stanno a significare?

Ecco, il senso dell'intervento di oggi è una prima bozza di analisi per vedere che cosa sta al posto di quei due punti interrogativi, un'analisi condotta in un'ottica di processo.

Questo seminario è organizzato mettendo in fila,... non necessariamente in fila, comunque radunando le diverse componenti che compongono il processo dal bisogno alla soluzione.

Ed è, come dicevo prima; in un'ottica di processo necessariamente risaltano i contributi di tipo pluridisciplinare.

Allora andiamo a definire per prima cosa di cosa stiamo parlando, e stiamo parlando di un settore, abbiamo deciso volutamente di parlare di un settore definito di ausili, restringere il campo, anche se il Dott. Bottos ci ha riallargato gli orizzonti parlando della necessità di un intervento integrato, il senso di questo intervento va invece sul settore specifico degli ausili, possiamo chiamarli come vogliamo, abbiamo scelto ausili di tipo informatico ed elettronico, perchè è quello che più chiaramente chiarisce di che tipo di strumenti stiamo parlando.

Gli utenti di questi ausili si potrebbero definire, ma non ha (importanza) ..... sono potenzialmente tutte le disabilità.

Come possiamo definire a che cosa servono questi ausili?

Sono ausili in generale, possiamo dire per l'interazione con l'ambiente, cioè ciò che può consentire alla persona disabile di interagire con l'ambiente fisico e umano circostante, realizzando funzioni di comunicazione contro l'ambiente, ma anche facilitando la riabilitazione, il processo di apprendimento ecc.

In generale abbiamo scelto di definire il settore, quello che vi sto dando sono definizioni che all'interno del Gruppo dei Centri abbiamo cominciato a darci per creare una cornice di lavoro. Il settore l'abbiamo definito come il settore degli ausili informatici ed elettronici per l'integrazione e l'autonomia e la qualità della vita.

Facendo riferimento alle classificazioni standardizzate degli ausili, possiamo ritrovare gli ausili di interesse nelle classi della classificazione ISO 9999 in diverse classi,

Terapia e Rieducazione,

Adattamenti per la casa ed uffici,

Comunicazione, Informazione e Segnalazione,

Ecc.

Quindi sono categorie di ausili trasversali rispetto alle classi standardizzate.

Ancora per capire meglio di che cosa stiamo parlando, stiamo parlando di strumenti particolari. Di nuovo la scelta di un settore preciso è perchè in questo settore diversamente da altri settori in cui c'è una cultura più stabilizzata, sia della conoscenza sia dell'uso degli ausili sia del tipo di utilizzo, questo settore è caratterizzato da una relativa novità, gli ausili informatici ed elettronici sono entrati da poco, nella conoscenza, anche solo per sentito dire, dei riabilitatori, sono entrati da poco nelle scuole, quindi nel mondo di chi opera con le persone disabili, parlo verso gli operatori, è una relativa novità culturale che presuppone un adeguamento anche culturale, si tratta comunque di oggetti di tecnologia in rapidissima evoluzione, quindi di nuovo l'aggiornamento culturale presuppone una formazione costante, un seguire l'evoluzione.

Si tratta di strumenti non specifici, questa è abbastanza una caratteristica di questi oggetti, pensiamo al Personal Computer, che non sono di per sè autoesplicativi, una carrozzina sappiamo tutti a che cosa serve, ad un computer possiamo dare migliaia di valenze.

Allora questo di nuovo lo connota in un modo particolare; la personalizzazione, abbiamo sentito da prima l'esposizione di diversi tipi di patologie, ma non dimentichiamo le patologie di tipo sensoriale e cognitivo, e tutte richiedono un intervento assolutamente centrato sulla persona, sia dal punto di vista della funzione a cui andiamo incontro con l'introduzione dell'ausilio , sia dal punto di vista della contestualizzazione, questo lo vedremo meglio in seguito.

La personalizzazione vuol anche dire curare gli aspetti tecnici, cioè definire lo strumento proprio relativamente alla persona, ma definirne anche il modo d'uso.

In ogni caso nel nostro settore credo che qui siamo tutti consci del fatto che non si può fare a meno di considerare le soluzioni che stiamo considerando come soluzioni complesse, che vanno introdotte in un progetto articolato, che richiedono un approccio multidisciplinare.

Connota, stranamente un po' fuori linea, l'ultimo punto, connota ancora il settore la finanziabilità, punto dolente e i nostri ausili sono stati fino ad oggi all'interno dell'allegato B del nomenclatore tariffario; sappiamo tutti, il dott. Giacobini poi ci chiarirà la situazione attuale, il fatto che di finanziabile a livello del Servizio Sanitario Nazionale c'era ben poco.

Normative e legislazioni a livello regionale hanno supplito in qualche scarsissima misura, però oltre ad essere ausili nuovi e complessi, sono stati e sono tuttora ausili che richiedono un investimento economico da parte della persona o della famiglia.

In questo senso abbiamo definito come particolari le soluzioni di cui ci stiamo occupando.

Quali sono gli ausili, gli utenti del settore che stiamo definendo?

Potenzialmente, l'abbiamo detto, tutte le disabilità, Mancin nel primo intervento, nel secondo intervento ci ha parlato di disabilità emergenti, di disabilità di persone adulte che a seguito di eventi accidentali o di malattie sopravvenute diventano disabili con la rappresentazione anche di situazioni gravissime, e le patologie congenite, le patologie su diversi versanti delle funzionalità. Non dimentichiamo gli anziani, gli anziani per il momento sono ancora fuori dal nostro campo di interesse, o quanto meno non sono ancora entrati nell'interesse attivo di servizi che si occupano di ausili informatici, ma sono l'utenza del futuro.

Quanti sono, se volessimo quantificare il settore, perchè poi andremo a dire che è un settore, lo sappiamo tutti, con forti potenzialità espansive; possiamo dare dei dati? no, ce lo siamo chiesti qui non possiamo dare dei dati perchè non esistono dei dati significativi sulla popolazione disabile che ci consentano di leggere il fenomeno, di fare anche delle previsioni su un eventuale dimensionamento d'intervento.

Esistono dati aggregati ad un livello tale che non sono utilizzabili nel nostro campo di interesse. Dall'esperienza dei Centri però vediamo una cosa, in questi ultimi anni è andata crescendo in modo notevole, direi vertiginoso, la richiesta di tecnologie, cioè è andata crescendo una diffusione di una cultura sulle possibilità che le tecnologie offrono.

Questo ha fatto sì che nei disabili, nelle famiglie e negli operatori crescesse fortemente un'aspettativa, soprattutto nei casi più gravi o nei casi in cui proprio per ancora per questa cultura che separa l'intervento riabilitativo dall'intervento dall'uso dell'ausilio, nei casi più gravi in cui l'intervento riabilitativo ha poco da risolvere, grossa parte delle aspettative vengono riversate sull'ausilio.

Allora abbiamo visto crescere, tutti, molto fortemente, la richiesta, l'interesse, e l'unica cosa che possiamo dire è che i centri più consolidati, io parlo dell'esperienza dell'Ausilioteca, ormai da tempo hanno raggiunto il tetto delle prestazioni fornibili.

Cioè se volessimo dare dei dati numerici, possiamo vedere fino a qualche anno fa, parlo di 4 o 5 anni fa, un incremento costante della richiesta, che adesso si è verticalizzato sempre di più, e la nostra esperienza è che noi e anche gli altri centri abbiamo già raggiunto il massimo delle prestazioni fornibili. Ma quello che ci perviene è la sensazione che la richiesta è talmente grande che occorre intervenire seriamente, analizzare seriamente il problema, perchè il problema si connota non solo come una domanda di ausili in senso riduttivo, diventa una richiesta di servizi.

Che cosa..... come possiamo....come abbiamo tentato, come gruppo di Centri di classificare ciò che ci viene richiesto? Quali prestazioni ci vengono richieste?

Di nuovo questa classificazione connota fortemente il nostro settore di ausili informatici ed elettronici. Ci viene richiesta, sì, un'informazione che è "sapere cosa esiste", "sapere dove posso comprare una determinata cosa", "sapere se esiste qualche cosa per", ci viene richiesta molto di più una consulenza, cioè un intervento che richiede una, l'abbiamo definita "Relazione d'aiuto", che comporta la capacità di analizzare le domande, valutare i bisogni, quindi rielaborare la richiesta, questa perchè ancora la situazione culturale è , come dicevo prima, non è sufficientemente assestata e matura in questo campo, quindi le richieste sono spesso sovradimensionate o sono conseguenza del carico di aspettative che ci sono dietro, definire gli obbiettivi e dare risposte motivate; questa è il il fulcro della richiesta che viene rivolta ai centri.

Dare risposte motivate vuol dire dare risposte che tengano conto della situazione della persona e della contestualizzazione del suo ambito di vita in modo multidisciplinare, quindi con interventi sul piano sicuramente medico-riabilitativo, ma anche sul piano psicologico e anche sul piano delle soluzioni delle facilitazioni di tipo tecnologico.

La consulenza diventa quasi sempre, molto spesso, richiesta di un supporto, proprio perchè come avevo detto prima, trattiamo con oggetti non specifici, oggetti cui possiamo dati significati e valenze infinitamente diversi.

La richiesta diventa "OK abbiamo capito qual è lo strumento che ci può servire, ci avete detto che esiste, che potrebbe essere questo, che potrebbe essere anche inserito in un certo modo, adesso aiutateci ad usarlo, supportateci, dateci un addestramento nell'apprendimento all'uso, seguiteci perchè i problemi, sappiamo tutti, si modificano e se ne propongono sempre di nuovi, eventualmente se c'è bisogno dateci una mano a personalizzare la soluzione".

La richiesta di supporto presuppone quindi un intervento articolato.

I primi tre punti sono ciò che ci fa capire che l'aspettativa da parte delle persone disabili e delle famiglie e degli operatori è legata, è più spostata non tanto solo sull'oggetto ma sull'uso reale dell'oggetto, torno alla seconda diapositiva.

Ancora c'è bisogno di formazione, c'è bisogno di ricerca, formazione verso gli operatori, ricerca sia in campo tecnologico, che in tutti i settori che interessano le applicazioni, quindi anche sui campi più prettamente riabilitativi e di taglio psicologico.

La situazione italiana qual è?

Vi sono alcuni problemi che emergono, abbiamo parlato di questa pressante richiesta, è quella per cui siamo tutti qua, e c'è sicuramente una grave carenza di punti di riferimento.

Poi vedremo quelli che esistono, come operano, ma in generale

c'è una marcata carenza di luoghi dove le persone possono rivolgersi per avere le prestazioni di cui parlavamo prima,

ci sono carenze normative, fino ad oggi il nomenclatore tariffario è rimasto, ... dal nomenclatore tariffario sono rimaste assenti le nostre tipologie di ausilio,

la Legge 104 prevede per certi versi una serie di indicazioni, sia riguardo all'istituzione di servizi, sia riguardo alla fornitura di ausili, che ci risulti è ancora in larga parte disattesa, a livello di attuazione regionale

la situazione del mercato: siamo tutti, quelli che abbiamo lavorato alla preparazione di questa manifestazione, siamo tutti contenti della partecipazione di Aziende e di pubblico al padiglione dell'esposizione, ma di fatto il padiglione è piccolo ma il mercato è piccolo.

Il fatto che la normativa, le legislazioni non abbiano consentito la finanziabilità di questo tipo di ausili ha tenuto il mercato in una situazione assolutamente in embrione, sono pochissime le ditte, operano a livello di piccola dimensione, non c'è di fatto un regime di distribuzione, per cui gli ausili uno se li deve andare ad acquistare presso la ditta, ho detto le ditte sono poche, che eventualmente sta dall'altro capo dell'Italia, quindi verrà trattato, credo, in seguito questo problema della fruibilità reale del prodotto.

Investimenti economici e progettuali: ad ampio respiro guardando la situazione dall'alto, possiamo dire che non ci sono stati fino ad ora, e uno dei sensi maggiori della nascita dei Centri è questo non ci sono stati fino ad ora progetti di ampio respiro in questo settore, per cui le iniziative che si sono sviluppate si sono sviluppate in modo isolato, non hanno trainato uno sviluppo globale.

I Centri che esistono sono (qui è saltata una diapositiva) dislocati in 6 regioni italiane, e sono esattamente il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, l'Emilia-Romagna, la Toscana e il Friuli.

Questi sono i Centri che fino a questo momento abbiamo monitorato, ne abbiamo monitorati 20 in tutto, capite bene che queste regioni fanno parte fondamentalmente del Nord-Est, come concentrazione di Centri, Nord-Est Italia il resto d'Italia è scoperto, questo vuol dire che persone del Centro-Sud debbono migrare per poter avere risposte di consulenza presso Centri lontani, l'intervento, l'abbiamo detto, è un intervento complesso, spostarsi per andare presso un Centro lontano vuol dire che l'intervento non avrà sicuramente continuità, sarà un evento episodico, un intervento complesso, gestito con eventi episodici ha scarsissima probabilità di successo, e questo è quello che tocchiamo con mano tutti i giorni, quelli che operano nel settore, e questo è quello che ci induce a dire che occorre lavorare concretamente perchè si crei una diffusione di punti di riferimento, almeno uno per regione, in tutt'Italia.

Cosa succede concretamente quando si manifesta un bisogno? Abbiamo tentato di leggerlo secondo una scaletta che definisce un processo, questa è una scaletta proposta a livello Europeo, per tutti i tipi di ausilio, quella che vediamo in rosso. Di fatto abbiamo provato a riportarla nel nostro settore, tantissimi passi saltano, in gran parte non esistono, si passa in modo ancora abbastanza approssimativo o casuale dal bisogno all'ausilio, l'ultima parte evidenziata dall'ausilio, all'uso dell'ausilio è la parte in questo momento più problematica.

Rivediamo adesso questo processo per vedere quale può essere (scusate) il ruolo di un Centro, all'interno di questo processo.

Un Centro che eroghi prestazioni di informazione, di consulenza, di supporto, di formazione e ricerca a diversi livelli, eventualmente in campi specialistici, però che fornisca questo tipo di prestazioni è di fatto una risorsa per tutta una serie di realtà che operano intorno al problema, non solamente per la persona disabile o per la famiglia, ma è una risorsa per i servizi, in primo luogo, la pianificazione di un intervento che richiede l'utilizzo di un ausilio, prendo come esempio il caso delle disabilità di cui parlava Mancin, delle disabilità da trauma, casi gravi ,per esempio, che richiedono un intervento su una globalità di aspetti di una persona, questa è una persona che prima aveva tutte le potenzialità integre, adesso non le ha più.

Occorre intervenire sui piani, sui diversissimi piani, e quindi vengono messi in gioco una serie di servizi alla persona, il Centro che si occupa di ausili informatici ed elettronici è una risorsa per questi servizi, perchè insieme si possono pianificare percorsi di autonomia, percorsi di riabilitazione, percorsi educativi, percorsi di inserimento al lavoro, ma è anche una risorsa per quanto riguarda le realtà di studio e di commercializzazione degli ausili.

E' anche, deve essere, una realtà di diffusione di informazione di una cultura. In particolare per quanto riguarda il ruolo di un Centro, l'abbiamo individuato, qui si parla, questa è una mostra-convegno abbiamo come interlocutori anche aziende, anche chi fa ricerca e progetta ausili, crediamo che il Centro possa essere in questo momento nella situazione italiana, un fulcro, una cerniera che permette ai bisoni, cioè alle persone disabili, il modo di far arrivare le le loro esigenze a chi sviluppa ausili, e viceversa, chi sviluppa ausili, e chi commercializza ausili può collaborare strettamente con il Centro per diffondere la conoscenza degli strumenti e per testarli, e quindi il Centro ha questo ruolo tra bisogno e mercato proprio di elemento che fluidifica un rapporto.

Questo è la definizione ideale di Centro, no, una risorsa, un elemento di fluidificazione, una cerniera, (arrivo alla seconda parte rapidissimamente), e dicevo prima, la situazione italiana però vede un'estrema carenza di questi centri.

Ci siamo guardati negli occhi, un po' di tempo fa, all'inizio del 1996, avevamo in Ausilioteca ordinato alcune carte, relative a convegni vecchi di qualche anno, e ci siamo con sorpresa, con sorpresa abbiamo scoperto che, guardando come descrivevamo la situazione nazionale agli inizi degli anni '90 potevamo tranquillamente usare quegli scritti anche oggi; questo nonostante il fatto che diversi Centri italiani abbiano condotto esperienze interessanti, e anche notevolmente valide dal punto di vista del servizio.

A questo punto abbiamo promosso un coinvolgimento di tutti i Centri e da qui è nato un percorso che ci ha portati a cercare di analizzare le problematiche del settore, insieme, tra addetti ai lavori.

Vi leggo alcune frasi che sintetizzano il perchè dell'esistenza del gruppo dei Centri:

"Da diversi anni sono state condotte importanti esperienze da parte di alcuni Centri; queste si sono svolte però in modo isolato e con scarse conseguenze su di un significativo sviluppo dell'intero settore. I centri che oggi operano sul territorio nazionale hanno maturato la consapevolezza della necessità di uscire dal quotidiano e di mettere a disposizione le conoscenze per l'interesse comune.

Queste considerazioni hanno spinto i Centri a creare una sede permanente di confronto e di collaborazione. Il gruppo di lavoro è un'occasione innovativa e percorribile per analizzare potenzialità e limiti dell'attuale situazione italiana, elaborare proposte e contributi concreti, finalizzati al potenziamento qualitativo e quantitativo delle risposte ai bisogni dell'utenza.

Questa è la motivazione che ci ha spinti, con questi obbiettivi generali:

Crescita e valorizzazione delle realtà esistenti, mediante attività di informazione, di scambio e di confronto operativo; molte realtà non sono conosciute, non sono riconosciute a livello istituzionale, si tratta di servizi che hanno quasi autonomamente deciso di occuparsi di un certo settore e questo fa sì che anche l'investimento delle istituzione verso un determinato tipo di servizio sia carente o quasi nullo; quindi crescita e valorizzazione delle realtà esistenti.

Il confronto sulle tematiche di fondo con lo studio di proposte di ampio respiro è il supporto alla creazione di nuove realtà; è quello che dicevo prima, crediamo che occorra lavorare dialogando con le istituzioni per la diffusione di realtà, punti di riferimento.

I Centri hanno in comune la finalità del confronto e del lavoro su obbiettivi condivisi e non ristretti ai soli partecipanti al gruppo, ma allargati all'intero settore.

Il gruppo è rappresentativo di Centri e non di singole persone, per sua natura è di tipo tecnico, ed opera con contenuti scientifici ed operativi, è composto da Centri che sono identificati da disabili ed operatori come punti di riferimento, sono Centri in grado di fornire le prestazioni di cui parlavo prima dotati di un'equipe multidisciplinari, dotati comunque di un parco di ausili e di soluzioni. Sono realtà stabili. Gli obbiettivi che in questo momento stiamo perseguendo sono obbiettivi specifici, sono "mettere in rete le risorse", "definire strumenti e metodologie di lavoro per qualificare il lavoro e per creare un'integrazione delle risorse". Nel poco che esiste cerchiamo di ottimizzare quello che c'è, cerchiamo di mandare alle istituzioni contributi tecnici per un potenziamento e un miglioramento delle risposte e anche per l'attuazione di eventuali soluzioni normative che siano più aderenti ai bisogni delle persone".

Infine "definire forme di dialogo con le realtà del mercato per una maggiore diffusione degli ausili e delle informazioni".

I primi risultati che abbiamo ottenuto sono, in un lavoro che è cominciato nell'Aprile 1996, un avvio di analisi, abbiamo definito:

una prima base terminologica condivisa, anche questo è un problema, si parla spesso lingue diverse,

abbiamo cominciato a coordinare a raccogliere dati sulle informazioni, sulle risorse esistenti,

una prima versione di schedatura dei Centri è disponibile in Internet, all'indirizzo di HANDImatica, quindi www.handimatica.it,

una prima catalogazione dei Centri, anche è disponibile presso gli stand dei Centri qui in mostra.

Le proposte che il gruppo avanza in questo momento sono esigenze, il gruppo mette a disposizione delle istituzioni il proprio contenuto tecnico, qualora si affrontino problematiche inerenti i settori degli ausili informatici ed elettronici, ricerca dalle istituzioni di un riconoscimento, nelle sedi locali e nazionali.

Il gruppo evidenzia la necessità di costituire una fase di studio per costituire una base di conoscenza ed elaborare ipotesi per lo sviluppo del settore. La proposta oltre a quella di un riconoscimento è quella della costituzione di un organismo di riferimento come un tavolo di lavoro o una consulta per analizzare il settore.

All'interno di questo tavolo di lavoro proponiamo siano rappresentate le diverse realtà che compongono il processo dal bisogno all'ausilio.

Grazie.


FINE DELLA RELAZIONE - Segue una fase di domande dal pubblico

 

Domanda a Bitelli: 

"A che punto è il discorso del controllo dell'ambiente in cui il disabile vive?".

 

Risposta di Bitelli:

Anche il controllo ambiente lo fa, cioè svolge questa funzione di consentire un'azione, un uso diretto delle proprie potenzialità sull'ambiente.

La situazione del contollo d'ambiente in questo momento è che stanno cominciando a esistere sul mercato "normale", cioè sul largo mercato, soluzioni pensate per la popolazione anziana. L'interesse si sta sviluppando in quel senso lì, quello è l'ambito in cui c'è mercato che in parte possono essere utilizzate anche in casi di disabilità di altro tipo.

Peraltro invece, prodotti speciali, cioè prodotti pensati per il mercato delle disabilità, esistono, sono drammaticamente, totalmente a carico della persona.

Quindi ciò che si trova sul mercato "normale" ha costi accettabili perchè c'è un fattore di scala, piuttosto grande e la concorrenza gioca in questo senso, ciò che si trova sul mercato speciale continua ad essere a costi piuttosto elevati. Non so se la domanda era relativa a questo, se era relativa a possibilità tecniche, magari ..sì anche dal punto di vista tecnico.

Ecco dal punto di vista generale io penso questo: le tecnologie esistono, esiste ancora il bisogno di ricercare, di sperimentare sul tecnologico, prò in giro per il mondo, se non già in Italia, le tecnologie esistono, il problema è renderle fruibili, e questo è il punto che trattiamo oggi è questo, ce n'è tanto da fare, siamo già ad un livello in cui le possibilità tecnologiche ci sono, adesso bisogna fare in modo che vengano utilizzate.

[non rivista dall’autore]

 

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