Convegno:
 
"Le autostrade dell’informazione : opportunità per i disabili ?"

 

Francesco Levantini - IBM SEMEA

"Accessibilità culturale: il mouse, un bastone bianco per la normalità"


Quando mi hanno detto: "Devi andare ad Handimatica a parlare male di Windows, sono subito partito al volo". Io lavoro in IBM e parlare male di Microsoft e di Bill Gates mi sembrava un'opportunità. Poi (mi hanno detto) "tu non hai capito niente, tu devi andar lì e parlare delle finestre",allora lì mi sono ricordato che è vero che lavoro anche in IBM, ma fondamentalmente sono un appassionato di informatica ed ho studiato che cosa c'è dietro queste finestre, questo oggettino simpatico che è il mouse. Non c'è dietro Bill Gates, l'IBM, non ci sono dietro le case; c'è dietro il lavoro di un importante ricercatore Oliver Sacks, che si è sempre occupato di usabilità. In un messaggio di posta elettronica una volta mi ha scritto: "Io che ho costruito delle protesi incredibili (proprio perché sfruttava questa enorme capacità di studiare l'usabilità, la fruibilità della realtà) passerò alla storia per la più stupida delle protesi che abbia mai inventato, il mouse!"

L'inventore del mouse, delle schermate che inizialmente sono finite sui primi modelli di calcolatori, ora, ancora parecchi anni prima di Windows, ancora prima dell'OS2, che erano quelli di Macintosh. Ora cosa c'è dietro questo studio che poi di fatto è realmente chiamato barriera architettonica. Io sono un informatico, un appassionato di informatica, ma sono anche un non vedente ed effettivamente lotto quotidianamente contro questi sistemi operativi grafici, al punto tale da dire che per molti versi la lotta che stiamo facendo nei confronti della grafica a mio avviso è persa. Ha vinto lei, ha vinto lei per molti punti di vista. Però c'è un altro elemento importante, guardate, non ha vinto solo nei confronti dell'handicap, ha vinto nei confronti di tutto. Uno degli elementi più importanti per cui è nata l'usabilità è stato proprio tradito dal fatto, che questa realtà questi strumenti sono stati spintiall'esasperazione. Pensate le finestre Windows sono una barriera per il disabile, provate a chiederlo non al disabile ma al normodotato, che ogni mattina è lì ad istallare prodotti nuovi. Bellissimo l'uso di Netscape. Bah! Io ho appena finito di istallare la versione 3, ed è già apparso il messaggio: "Guarda che sta scadendo devi passare alla versione 4", con tutta una serie di problemi, che realmente sono barriere architettoniche.

Attenzione, però, quando nel progetto O. Sacks. - O. Sacks è un nome ma ce ne sono molti altri legati dietro questo personaggio, insieme a lui consentitemi di citare l'altro grande mio maestro in questi temi Nicholas Negroponte, direttore del Medialab del Massachusetts Institute of Technology, che è colui che ha concepito le idee più importanti e più significative della multimedialità.

Dietro questi aspetti c'è qualcosa di più rispetto alla grafica, alle finestre, al modo come siamo abituati a concepire l'informatica, c'è qualcosa di più in cui l'handicap è presente, ma attenzione non è presente perché c'è una legge che tutela, non è presente perché c'è una volontà economica, è presente perché è inscritto in una logica, in una architettura, in una filosofia di pensiero, che sono le stesse che hanno portato alle barriere architettoniche di Windows, alle barriere architettoniche rappresentate e costituite dal mouse.

Quello di cui oggi si parla come sviluppo è proprio continuare verso questa usabilità. Vi dicevo Windows non è una barriera architettonica solo per i non vedenti, è veramrnte una barriera architettonica per tutti, per il medico, per l'avvocato, per chi deve continuamente inseguire un livello di aggiornamento, di usabilità, che se all'inizio era interessante, non lo è più.

Mi viene in mente una delle battute con cui solitamente proprio O. Sacks presenta questi aspetti e fa riferimento ad un suo precedente e dice quando Ford ha annunciato al mondo intero la catena di montaggio, tutto il mondo ha detto: "Ah! Geniale! E' riuscito a costruire, a razionalizzare i concetti importanti del Tailorismo.

Ha sbagliato tutto però non poteva applicarlo all'automobile, perchè quante automobili riuscirà mai a vedere quante sono il numero degli Americani disposti a fare da autisti. Avevano ragione. Certo che avevano ragione era così perché l'automobile del tempo si guidava in un certo modo, cosa ben diversa è il lavoro che Ford e l'industria automobilistica ha fatto nei confronti dell'automobilie ha investito l'usabilità. Un tempo l'automobile si guidava con la tuta e la chiave inglese, oggi invece l'automobile si guida con il jeans con il tailleur, in giacca e cravatta, oggi c'è il servosterzo non si accende più con la manovella e tutto questo ha fatto sì che oggi siamo tutti autisti e anzi abbiamo più di un'automobile a testa. La stessa cosa sta succedendo nel mondo dei calcolatori. Badate bene che l'informatica è un mondo strano da questo punto di vista. Guardando i numeri, uno dice, sembra incredibile un tasso di crescita del 10% al mese.

Leggevo l'altro giorno, oggi ho molto sentito parlare di Internet, in Italia siamo circa cinquecentomila regolarmente abbonati ad Internet, non parlo poi di tutti quegli abbonamenti volanti che si accendono e si spengono si parla circa di sessanta milioni nel mondo. Dall'altra parte però ci sono realtà stranissime, io sono un addetto ai lavori dal punto di vista informatico e vedo che in realtà c'è un settore in cui c'è un tasso di disinvestimento del 20% l'anno; cosa che è normale in un settore in cui chi ha investito nel passato, oggi vuole rientrare ed ha capito che per rientrare deve investire sull'usabilità. E investire sull'usabilità significa soprattutto eliminare quei problemi di accesso che oggi fanno sì che chi compra un PC, e non solo il portatore di handicap, ma chiunque si imbatte in un'avventura incredibile, stimolante, affascinante, ma anche il più delle volte finisce con il dire ha vinto lui.

Dietro i lavori di O. Sacks e di N. Negroponte c'è un concetto importante si chiama "network centric computing", ma non è questo che conta è la filosofia con cui questa realtà è organizzata.

Oggi abbiamo molto spesso sentito parlare di browser, di strumenti capaci di visualizzare documenti che arrivano direttamente dalla rete, abbiamo sentito parlare di WEB, cioé di una ragnatela che è tutta costituita da Internet, che è tutta basata su questa idea geniale del server di creare uno standard di aggancio, di legame fra i documenti, ma quello di cui sentiremo parlare tra brevissimo sono di un'informatica completamente nuova, fatta di calcolatori molto piccoli, dei veri e propri elettrodomestici fatti di un video, di una tastiera e basta. Il dischetto non c'è, il disco fisso non c'è. Mi viene in mente una battuta che ha fatto il manager di una azienda a cui ho fatto un corso: "Ma, lei mi dice che finalmente mi toglie il dischetto e il disco rigido, così tutti i miei utenti non possono rovinare l'estrazione? mettendo dentro video games". "Sì vi dò proprio il vecchio terminale!" Ma attenzione, cosa significa tutto questo, significa che l'utente finale che non vuole più essere informatico, vuole usare Internet, vuole usare il computer, così come oggi usa la radio, la televisione, il frigorifero, anzi meglio di come usa il frigorifero, perché l'idea base è che se scadono le uova c'è qualcuno che provvede a cambiarle. La parola net work center computer significa proprio che accendere il calcolatore significa proprio collegarsi con un fornitore di servizi, che mi fornisce il sistema operativo, l'ultima versione, quella che piace a lui quella che piace a me, il sistema in foglio elettronico, il sistema di video scrittura, lo strumento per potermi scrivere le mie lettere, per potermi preparare i miei grafici, per poter mettere in piedi le mie tabelline tutto consultabile dal mio apparecchietto, che mi arriva dal mio fornitore centrale.

Recentemente ho visto un mouse della Logitech, sapete che quando si rompe il mouse è un disastro perché non si riesce mai a trovare il drive che funzioni, ebbene questo mouse della Logitech attaccato alla macchinetta si collega direttamente con la Logitech, prende i drive che gli servono e li installa sulla mia macchinetta. Fantascienza! Forse sì forse no! Per me non lo è più, per le grandi aziende che di questi problemi ne hanno a bizzeffe, probabilmente tra poco non lo sarà più neanche per il privato cittadino.

Pensate però a questo tipo di architettura applicata con altre filosofie di fondo. Oggi pensate ad un network centric computer, a un fornitore centrale che sa che dall'altra parte c'è un portatore di handicap che non gli passa Netscape 3.0 con la grafica, con le tendine...., gli passa uno strumentoche lui ha pensato e che è compatibile con la sintesi vocale che in quel momento è installata e se quella sintesi ha bisogno dei drive, come il mouse della Logitech, passa automaticamente questo drive e glieli monta. Gli passa un sistema di video scrittura che salva i documenti in un formato che è leggibile da tutto l'universo della rete e chegli permette di utilizzarlo con i criteri e con la scansione tipica della disabilità che in quel momento si trova a fronteggiare. Questo è lo sviluppo per questo non me la sento di parlare male di Windows nel senso delle finestre, delle icone e del mouse, perché hanno portato veramente l'informatica ad una dimensione di usabilità in cui c'è spazio anche per il portatore di disabilità, e c'è spazio a tutti gli effetti. Perché mentre con Windows '95, con OS 2, con Netscape stiamo continuamente inseguendo, mi cambiano il colore di una finestrella e io sono nei guai, perché la mia protesi era abituata a riconoscere il bordino blù, qua siamo assolutamente in tempo per fare tutto non dobbiamo assolutamente preoccuparci di nulla, l'unica cosa è l'idea di poter pensare ad un modo di fare l'informatica completamente diverso.

Ancora una cosa sulle prospettive di questo sviluppo ci vorrà tanto per arrivare al net work center computer, vi dò delle informazioni. La mia azienda IBM ha annunciato che uscirà con i propri sistemi operativi dal mondo dei computer per l'utente finale. Windows, Microsoft ha annunciato che uscirà dal mondo l'ultimo sistema operativo per l'utente utilizzatore del computer è Windows '95 perché tutte queste aziende si sono accorte che non sono più competitive, non riescono più a vendere un Pentium 586 o 686 facendo concorrenza a chi. Oggi non è mica l'IBM a vendere i computer, sono i mobilieri che te li vendono già incastrati nelle scrivanie, sono queste le macchine che a mio avviso stanno entrando nelle aziende e nelle case.

C'è poi l'aspetto economico verso cui si sta dirigendo anche il mondo dell'handicap, oggi si parla di impresa rete sono tutte realtà che trovano spazio e soluzioni in questo modo di pensare di applicare l'informatica.

Chiudo dicendo che per la prima volta siamo in tempo e non dobbiamo inseguire, qualunque sia la disabilità dobbiamo solo pensare ad un modo di utilizzare l'informatica organizzato in modo diverso. Non il singolo che lotta con ilproprio sistema operativo, ma il gruppo che lavora intorno ad una organizzazione capace di risolvere a monte i problemi di usabilità, di fruibilità del mezzo.

[non rivista dall’autore]

 

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