Convegno:
 
"Le autostrade dell’informazione : opportunità per i disabili ?"

 

Roberto Mancin - H2000 Assoc. Universitaria

"Uso di Internet per favorire la partecipazione sociale e scolastica delle persone con disabilità"


Sono il coordinatore di H2000, un’associazione universitaria di ragazzi più o meno abili. La maggior parte di noi, pur non avendo disabilità importanti, condivide le proprie conoscenze e abilità; in ogni caso non è vero che un disabile è meno abile di uno studente  disabile (da non confondere con lo studente inabile) nell’utilizzare strumenti informatici. Un ultima cosa: il disabile viene confuso con l’inabile.

Collaboro anche con la Commissione Disabilità e Handicap dell’Università di Padova che pur essendo nata da pochi anni ha già fatto cose molto importanti ed interessanti.

La mia esposizione è ridondante, le cose più importanti che dico le potete leggere; se qualcosa vi sfugge potete trovare su Internet questa relazione

Ho scritto una serie di parole chiave che vogliono esprimere la filosofia secondo cui H2000 e l’Università di Padova si stanno movendo per facilitare l’integrazione degli studenti con disabilità.


Permettendo (e non facilitando)

Lo studio universitario è un diritto, non un obbligo.
Noi vogliamo, possiamo e dobbiamo solo rendere reale questo diritto.

Mentre per tutti i bambini, anche per quelli con disabilità, è un obbligo frequentare le elementari e le medie, l’iscrizione all’università è solo un diritto. Tutti gli studenti, anche quelli le disabilità più gravi, che si iscrivono all’Università hanno il diritto di accedere alle stesse informazioni ed alle medesime strutture didattiche. Purtroppo non è così poiché gli studenti con disabilità troppo spesso non possono usufruire dei servizi di cui a diritto ogni studente regolarmente iscritto (biblioteche, aule studio, etc..). E’ anche vero che agli studenti con una percentuale di invalidità importante vengono parzialmente o totalmente esonerati dalle tasse. Verrebbe da pensare che questo serve per evitare che uno studente possa dire: “Io pago le stesse tasse ma non posso usare gli stessi servizi”. Abbiamo così un università di serie A per gli studenti normodotati ed una di serie B con meno servizi ma anche meno tasse. Peccato uno studente disabile possa solo “giocare in B” e che la A sia inadatta a lui


Sensibilizzando (e non costringendo)

L’accoglienza del diverso deve nascere principalmente da una volontà interiore e non può essere imposta per legge

Non è possibile imporre dall’esterno una nuova cultura dell'handicap per legge. E' quanto mai opportuno invece lavorare dall'interno sensibilizzando gli studenti e i docenti normodotati. Questo non vuole affatto dire che la legge deve tenersi alla larga; anzi!


Costringendo (e non sensibilizzando)

Il volontariato e la "bontà d’animo" sono indispensabili nelle situazioni di emergenza quando si tratta di diritti dello studente è lo stato che si deve muovere

Se è vero che non si può imporre una cultura è altrettanto vero che non si può affidare alla bontà d’animo ciò che è un diritto di una persona che fa l’Università. In questo momento sto parlando di studenti ed università ma potete applicare questo ragionamento anche al binomio persone e società.

Sono belle e importanti le iniziative che stanno nascendo in Italia per garantire il diritto allo studio all’Università. Nascono spontaneamente da volontari in risposta ad un’emergenza. E’ necessario però che queste iniziative vengano al più presto sostenute e potenziate da servizi ben organizzati e finanziati.


Evidenziando (e non nascondendo)

Le disabilità emergenti sono per lo più invisibili, ma non per questo sono meno handicappanti

Diagramma tridimensionale a torta con le cause di morte nell'89 per i maschi di 5-24 anniQueste iniziative hanno portato alla luce un fatto sconcertante: gli studenti universitari disabili sono tantissimi. A pensarci bene è normale che sia così dato che si stima che nelle società occidentali un quinto dei cittadini abbia una qualche disabilità; se all’università non ci fosse nessuno sarebbe alquanto anomalo. “Ma dove sono tutti questi disabili?” si chiedono molti docenti. Purtroppo spesso la disabilità è un problema nascosto. Molti credo che disabili siano solo le persone sorde, cieche o che utilizzano una sedia a rotelle. Questo è in parte vero dato che la maggioranza degli studenti disabili rientrano in queste tipologie di disabilità; spesso le disabilità sono invisibili; la menomazione che causa la disabilità può essere solo temporanea (incidente o malattia) o permanente (trauma cerebrospinale o malattia genetica degenerativa)

Nel grafico di questa slide, tratto da bollettino ISTAT sulle cause di morte si vede che poco piu' del 50% dei ragazzi di 5-25 anni dei 15 mila che ogni anno in italia perdono la vita, muoiono per incidenti stradali e traumi vari.

Nulla ivnece si sa degli altri 30000 (stima) che rimangono in vita ma con menomazioni così invalidanti da impedire la continuazione della scuola. Abbiamo quindi tantissimi ragazzi, con alle spalle anni di formazione che non possono utilizzare ed applicare le conoscenze e capacita acquisite. Questo è un grosso danno sia per questi che per la società. Per i ragazzi neo-disabili ed ex-normodotati perché se è difficile crescere con una menomazione congenita,  spesso è ancora più difficile accettare limiti acquisiti; per la società perché i costi umani e materiali indotti dalla perdita di anni di formazione  sono enormi.


Nascondendo (e non evidenziando)

Un handicap è indotto da una menomazione quando questa causa uno svantaggio.
Non sempre quindi una menomazione è causa di una disabilità e quindi di un handicap

Gli studenti disabili non si vedono poiché si nascondono. Infatti, quando è possibile, è preferibile celare la propria diversità per evitare inutili pietismi e riguardi. E’ importante rispettare le scelte personali. Mai imporre l’etichetta di studente disabile!


Applicando (e non teorizzando)

Non serve a nulla ipotizzare soluzioni future se non si cerca di risolvere giorno per giorno i problemi "sporcandosi le mani con la realtà". E’ importante rendere ora accessibili le risorse informative e didattiche (libri, aule...) perché ora le persone ne hanno bisogno

E’ importante “sporcarsi le mani”, vedere di risolvere, di dare risposte concrete alla legittima richiesta degli studenti con disabilità fisiche (sensoriali e motorie) fanno in questo momento. L’Università di Padova sta fornendo servizi molto interessanti per non vedenti, non udenti, disabili motori ma quelli più importanti sono quelli apparentemente più banali come il pulmino per il servizio di trasporto o la difesa delle tazze nei bagni; capita infatti che nei bagni degli studenti maschi le tazze vengano sostituite con delle turche. Questo è un problema enorme per chi è in sedia a rotelle o per chi non vede. E’ importante rimuovere le barriere fisiche che ostacolano la regolare frequenza e partecipazione.


Teorizzando (e non applicando)

Non serve a nulla "sporcarsi le mani" cercando di risolvere giorno per giorno i vari problemi senza avere un progetto e degli obiettivi

L’affrontare i problemi quotidiani limita le risorse disponibili per studiare e sperimentare soluzioni innovative. E’ importante tenere in mente questo rischio. L’università di Padova non dovrà mai adagiarsi sugli allori

In Italia le persone con disabilità raramente hanno un atteggiamento lungimirante e propositivo, poiché sono troppo indaffarate in una lotta quotidiana per non venire handicappati, svantaggiati e soffocati dalla società. Non sanno comunicare; sanno ‘solo’ dire che va tutto male ma quando si tratta di concretizzare, di costruire, è tanto difficile.

Per questo per me è importantissimo l’utilizzo della telematica. In questo modo si superano molte barriere causate dalla paura di non vedere accettata la propria diversità e diventa possibile concentrarsi sui problemi del prossimo futuro come l’accessibilità della didattica telematica.

L’ingegner Tronconi stamattina ha parlato della mia lista di discussione; ha detto che si chiama Handimatica ma il nome esatto è Hmatica. In questa lista sono iscritte ormai un centinaio di persone; cos’è una lista (mailig list), per chi non lo sa, è difficile da spiegare:)è una specie di "agorà" dei tempi dell’antica Grecia in cui la gente comunica e tutti possono leggere, commentare e capire; è una cosa molto interessante, soprattutto rispetto alla comunicazione in tempo reale in cui devi essere veloce a scrivere e non hai tempo di riflettere; una lista di discussione è invece fatta di lettere che uno spedisce agli altri solo quando ritiene di aver scritto uno cosa sensata.


Integrando (e non dividendo)

La partecipazione delle persone con disabilità alla società non è importante per l’1% degli studenti disabili ma per il 99% degli altri studenti che hanno l’opportunità di crescere, di studiare, di collaborare con questi.

A molti sfugge un concetto che invece è fondamentale: l’Università di Padova si occupa di disabilità non solo per dare dei servizi a 200 studenti disabili ma per dare agli altri 60000 studenti normodotati l’opportunità, più unica che rara, di diventare insegnanti, giornalisti, padri e madri consapevoli del fatto che la disabiltà non è una sventura, una cosa di cui avere paura ma occasione di crescita personale e di arricchimento tecnologico e culturale. Qualche anno fa questo concetto era vissuto quotidianamente da alcune studentesse disabili e dalle loro accompagnarici che hanno fondato H2000, dopo hanno trovato manforte dalla Commissione Disabilità e Handicap (CDH) dell’Università di Padova; è proprio recentissima la cosa che... la varie Università Venete hanno detto: - che bella questa cosa anche noi vogliamo partecipare. Sta nascendo, anzi è già nato, un coordinamento tra le Università Venete e si spera presto di estendere questa nuova cultura dell’Handicap meno assistenziale e più partecipativa anche alle altre Università Italiane. La nostra nazione infatti è veramente indietro rispetto alle altre nazioni; ho visitato ieri su Internet il sito dell’università di Città del Capo. E’ segnalato un servizo per studenti disabili che in Italia ce lo sogniamo.


Il mondo dell'Università deve elaborare, diffondere e applicare ausili tecnologoci e atteggiamenti sociali che possono permettere e facilitare l'inserimento e la partecipazione della persona con disabilità nella cultura.

Finisco leggendo l’obiettivo della CDH e di H2000: elaborare diffondere ed applicare ausili tecnologici ed atteggiamenti sociali che possano permettere e facilitare l’inserimento e la partecipazione della persona con disabilità nella cultura.

La meta è chiara; la strada meno. Per questo riteniamo utili e importanti le competenze e le sensiblità di tutti; H2000 ha deciso di usare come strumento principale Internet perché la comunicazione telematica facilita l’integrazione e la collaborazione fra studenti più o meno abili. Il Centro di Calcolo di Ateneo (CCA) attiva per ogni studente che ne fa richiesta un indirizzo di posta elettronica utilizzabile per comunicare con i compagni e con i professori.

Invece di fare mezz’ora di fila per parlare con un professore gli si può mandare un messaggio. Solitamente dopo meno di un giorno si riceve la risposta.

Abbiamo realizzato un sito FTP,  una banca dati che contiene un i lavori che vengono fatti all’università a livello di tesi,di Software. per la riabilitazione ed anche sorgenti in modo che come vale per internet che una cosa che sai non deve tenerla ma devi diffonderla (solo così aumenta la conoscenza globale).

Concludo mostrandovi 2 siti:

  • quello di H2000 che è situato presso il server di “Città Invisibile” che si trova qui a Bologna. Questo sito è stato creato nel lontano maggio dell’95 presso il server del Dipartimento di Statistica dell’Università di Padova. E' fisicamente da queste parti solo da pochi mesi,

  • l’Home Page della Commissione Disabilità e Handicap dell’Università di Padova, faccio notare che anche noi abbiamo il nostro bel logo che dichiara e promuove l’accessibilità. Come abbiamo visto questo è un tema molto importante.

Concludo, e questa volta è vero, con una vignetta che mi piace molto; la discussione se e' piu giusto chiamare handicappata o disabile una persona che usa una sedia a rotelle si risolvere chiamandola per nome. Va bene questo è tutto

vignetta

 

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