Convegno:
 
"Le autostrade dell’informazione : opportunità per i disabili ?"

 

Mario Moruzzi - Centro Servizi CUP 2000 s.r.l.

"Accesso ai servizi sanitari e socio sanitari: i problemi delle persone anziane e disabili e una loro soluzione attraverso il progetto CUP 2000"


Il tema che mi è stato sottoposto parte da una esperienza concreta, quella del Centro di Prenotazione della Città di Bologna. Questa esperienza ha un valore particolare se riferita alle persone anziane e comunque alle persone che hanno difficoltà a superare quelle barriere non solo fisiche, a volte psicologiche, a volte economiche, che vanno superate per accedere ai servizi sanitari e sociosanitari. Noi ci occupiamo e ci siamo occupati di queste barriere. Il CUP di prima generazione, che nei prossimi mesi verrà sostituito da quello di seconda generazione, è un sistema unificato che permette da vari punti dislocati nel territorio della città di accedere ai servizi sanitari prenotando una visita, un esame diagnostico, una visita specialistico, un esame di laboratorio, cioè una prestazione sanitaria. Il sistema permette anche altre funzioni: quali il pagamento di ticket, il disbrigo di pratiche di medicina legale, etc. L’innovazione, introdotta nel 1990, sta essenzialmente nell’aspetto della distribuzione: il sistema prevedeva l’apertura di 50 sportelli distribuiti nel territorio, collocati in luoghi particolarmente frequentati dai cittadini: non solo ospedali e poliambulatori, ma anche centri civici, centri commerciali, uno sportello in piazza Maggiore, tutti in luoghi accessibili, a piano terra. Da uno di questi 50 punti era possibile prenotare un servizio sanitario in tutte le strutture cittadine: i quattro ospedali e dodici poliambulatori cittadini. Questo servizio ha permesso l’abbattimento di molte barriere per anziani e disabili, sia architettoniche che psicologiche, come dover andare in un ospedale, orientarsi, trovare gli sportelli per espletare gli atti burocratici. Il CUP ha permesso di abbattere un numero considerevole di passaggi che costituivano un insieme di barriere burocratiche, quali cercare uffici, ma anche economiche: quali il costo di una mezza giornata di lavoro persa per procurarsi una prenotazione.. Ad esempio, per una visita oculistica c’erano otto passaggi burocratici, a partire dall’impegnativa del medico di base. Ora, con il CUP, sono ridotti a tre. Questa, in sintesi, è stata l’esperienza del CUP, servizio che a Bologna è stato usato almeno una volta nel 1996 da 282.148 utenti, su una popolazione dell’intera città che non raggiunge i 400.000 abitanti. Il 40% degli utenti hanno oltre 60 anni, il 13% oltre i 75 anni, il che dimostra i benefici ricevuti dalla popolazione più anziana. Dopo questi primi cinque anni abbiamo ripreso la progettazione. Nel 1996 il CUP è stato riprogettato completamente da una commissione, istituita dalla municiplità di Bologna, che io ho coordinato. Il nuovo progetto è ancora più sensibile alle esigenze di anziani e disabili. Quali sono i punti qualificanti ? La rete dei punti CUP si estende ulteriormente. Ai cinquanta punti già attivi, è stata aggiunta una rete di 45 farmacie comunali, saranno 90 tra due mesi, su un totale delle 126 presenti a Bologna, che verranno collegate, assieme alle altre comprese nell’ area metropolitana. E’ inoltre previsto il potenzamento della prenotazione telefonica dalle abitazioni, già assicurata da CUP di prima generazione, introducendo ora anche la possibilità di prenotazione dal computer di casa, via posta elettronica, grazie ad apposite schede. Si noti che questa operazione di posta elettronica comporta una serie di collegamenti anche con gli studi dei medici di base e con le farmacie. E’ in corso la sperimentazione con 10 studi di medici di base che possono accedere al sistema di prenotazione direttamente dallo studio. Ora questa applicazione sembra interessare prevalentemente la popolazione più giovane che ha più familiarità con i computer, ma se il servizio viene esteso a grandi utenti: ad es. ad associazioni di volontariato, o a sedi di sindacati pensionati, ecco che questi collegamenti diventano molto interessanti per persone anziane e disabili. Inoltre abbiamo pensato,oltre a quelli sanitari, di estendere il servizio anche ad altre richieste di servizi, ad esempio a quelli sociosanitari: da esempio di assistenza domiciliare, a cui lo stesso tipo di utenti sono interessati. Un altra sfera di intreventi riguarda la riorganizzazione delle reti. L’intervento della Dottoressa Rauber ha menzionato le reti di teleconsulto, stiamo pensando alla possibilità di abbinare alla prenotazione anche il teleconsulto, effettuato in collegamento con le città che utilizzano i servizi sanitari della città di Bologna. E’ un progetto condotto con la Telecom, promosso dagli Istituti Ortopedici Rizzoli, su iniziativa del Prof. Ardigò. Una sede periferica, grazie alla rete, può richiedere all’Ospedale un teleconsulto, o altri esami. Come ultimo punto, vorrei richiamare quell’ aspetto innovativo del progetto CUP 2000 che prevede una gestione completamente autonoma dal sistema sanitario: azienda USL o Ospedale. Il Centro Servizi CUP 2000 è previsto come società autonoma: società pubblica ma organizzata in s.r.l. autonoma, con il compito di intermediazione tra i cittadini e gli erogatori dei servizi. Tale approccio può alleviare gli effetti di autoreferenzialità connessi alle grosse strutture sanitarie. Un grande ospedale esercita nella distribuzione di servizi un potere di autoreferenzialità che può risultare in un danno per l’utenza, in particolare per quella più debole. Creare un soggetto terzo, più vicino all’utente, costituisce un ulteriore contributo all’abbattimento delle tante barriere, non solo architettoniche che in qualche modo limitano l’accesso ai servizi e l’effettivo utilizzo delle strutture sociosanitarie. In questa ottica, mi associo a un intervento precedente, nel notare una di queste potenziali barriere nella tariffa urbana a tempo, oggi applicata da Telecom. Uno dei compiti del Centro servizi CUP 2000, costituita dal Comune e dalla Azienda USL, è inoltre quello di partecipare alle ricerche sulla utilizzazione delle tecnologie informatiche e telematiche. Ciò si accompagna alla ricerca sui temi dell’accesso e di una più efficiente organizzazione nel campo dei servizi sanitari e sociosanitari alla persona, temi sui quali vorremmo costituire un polo di ricerca. Confermo quindi il nostro interesse verso l’attività di ASPHI che a Bologna da tempo studia lo sviluppo delle applicazioni informatiche e delle telecomunicazioni, come fattore di promozione e di accesso per i cittadini disabili e svantaggiati. Grazie.

[non rivista dall’autore]

 

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