Convegno:
 
"Le autostrade dell’informazione : opportunità per i disabili ?"

 

Pierluigi Ridolfi - Comitato di Orientamento ASPHI

"Coordinatore"


Buongiorno e benvenuti a questo convegno promosso dall'ASPHI sul tema delle tecnologie avanzate per l’integrazione del disabile. A nome dell'ASPHI ringrazio la Regione Emilia-Romagna, la Provincia, il Comune, il Provveditorato agli Studi e l'Ausilioteca di Bologna per aver collaborato all'organizzazione di quest’evento. Una sala così piena è la dimostrazione di quanto importante e sentito sia quest’argomento.

Il programma si svilupperà nell'arco di tre giornate. Quella di oggi è destinata a dibattere il tema: "Autostrade dell’informazione: opportunità per i disabili ?". Il nocciolo del problema in sintesi è: quali tecnologie per quali disabili? A questo proposito vorrei ricordare che nessuna tecnologia vale in sé ma solo in quanto viene utilizzata. Di conseguenza nell'esame del valore della tecnologia intervengono considerazioni che tengono anche conto delle sue applicazioni e dei valori economici in gioco. Quanto costa utilizzare una tecnologia in una certa applicazione, quali sono i vantaggi concreti in termini di incremento di produttività, qual è il valore sociale dell’applicazione misurata in termini di capacità che ha la persona umana di adattarsi a certe tecnologie o di adottare certe tecnologie? A questo riguardo a volte si introduce il concetto di tecnologia "giusta", concetto che sembra banale ma non lo è affatto. La tecnologia giusta è quella che serve a raggiungere un determinato obiettivo: niente di più ma niente di meno. Mi rendo conto che rendere concreto questo concetto non è semplice: penso però che come primo passo bisogna avere idee chiare sugli obiettivi.

Ho trovato in "Alice nel Paese della meraviglie" un episodio significativo. Alice sta vagando tra le tante meraviglie, incontra un gatto e gli chiede: "Mi può dire per favore dove posso andare da qui?" E il gatto risponde "Dipende da dove vuoi andare".

Si sente dire che con la tecnologia si può andare ovunque: ma dipende da che cosa vogliamo, sempre che sappiamo che cosa vogliamo. Questo è veramente il nocciolo del problema: dove vogliamo andare?

In questo convegno vogliamo capire dove vogliamo andare, quali sono le tecnologie giuste per i disabili e quali sono i criteri per stabilire se una tecnologia è giusta oppure no. Evidentemente a priori certi discorsi si fanno male: bisogna sperimentare e poi giudicare le esperienze. E' quello che faremo in questo convegno e nella mostra che potete visitare nei locali accanto. Io credo che ci siano due livelli di tecnologie: quelle consolidate, che hanno dato luogo a servizi generalmente accettati, e quelle invece che sono proiettate al futuro, che potrebbero, ma non è detto, diventare consolidate domani. Nel materiale che vi è stato dato c’è il primo numero di una nuova rivista per i disabili curata dall'ASPHI: "ASPHInforma". Leggo un brano dell’articolo di apertura. "Per comprendere le ragioni di ASPHI dobbiamo tornare indietro di una ventina di anni. Nel 1977, presso gli uffici IBM di Bologna, Giovanni Zanichelli dimostrò che era possibile mettere un non vedente in grado di operare col computer, organizzando i primi corsi per ciechi sulle tecniche di programmazione elettronica. Vincendo questa sfida, alla quale allora ben pochi credevano, si dimostrò che la tecnologia informatica può essere uno strumento ai servizi dei bisogni dell'uomo per aiutarlo a superare i propri handicap." Ho letto questo trafiletto con emozione perché io sono uno dei primi che ha creduto a Zanichelli. A quell'epoca ero il direttore della filiale IBM di Bologna: è vero che Zanichelli ebbe un ruolo fondamentale nel convincere tutti, e anche me, che si doveva affrontare in modo innovativo il problema dei non vedenti, ma debbo anche ricordare le "affettuose" insistenze con le quali le organizzazioni sindacali, a quell'epoca rappresentate da Luigi Rossi, mi hanno spinto ad assumere come programmatori due persone non vedenti. Questo è stato l'inizio di tutta un'avventura, una bella storia, come dice questo articolo, che ha dato poi luogo all'ASPHI.

Torniamo a parlare di tecnologie: quale era l’orizzonte tecnologico allora e quali furono gli argomenti che spinsero Zanichelli? La tecnologia di programmazione a quell'epoca era basata sul COBOL; come tecnologia di lettura per i non vedenti si stava affermando uno strumento chiamato Optacon. Il primo problema è stato quello di avviare i due colleghi alla programmazione COBOL utilizzando l'Optacon. Ci fu pertanto la massima apertura all'inserimento di disabili nel mondo del lavoro, con tecnologie consolidate, il Cobol e l'Optacon, e in forme lavorative equivalenti a quelle utilizzate dagli altri programmatori. Questa fu un'idea fondamentale: non fare una cosa "strana", particolare, ma inserire nel sistema normale di lavoro questi due colleghi. Contemporaneamente, e qui andiamo nel campo delle nuove tecnologie, abbiamo cercato di sviluppare un nuovo strumento elettronico che consentiva ai non vedenti di "sentire" pronunciate le parole che apparivano sullo schermo. Non è noto a molti, e per questo mi fa piacere ricordarlo, che qui a Bologna siamo stati fra i primi al mondo a sperimentare l'uso dei terminali parlanti per programmatori non vedenti. Il merito di questa idea è del collega Giorgio Sommi, che è qui accanto a me e che è ancora attivissimo con l’ASPHI.

Sono passati 20 anni ed è il momento di spostarsi ai giorni nostri. Oggi la tecnologia dominante, di cui tutti parlano, è Internet: il problema che vogliamo discutere è come operare per rendere Internet accessibile ai disabili, non in forme ridotte, ma preservando tutta la potenza e tutta l'efficacia del servizio generale. Viene spontaneo chiedersi se non si tratti di una posizione velleitaria. Io non ho risposte precostituite: siamo qui proprio per discuterne. Internet è una "cosa grande": la offriamo ai disabili così com'è, o dobbiamo costruire per loro delle versioni particolari ?

Internet è importante, questo è fuor di dubbio, e le sue implicazioni sul modo di comunicare, per chi ha necessità di farlo, sono notevolissime. Internet non si può quindi ignorare, va conosciuta dall’universo dei disabili. Io credo però che bisogna guardare al di là di quello che è oggi Internet, per immaginare con fantasia costruttiva che cosa si potrebbe domani inventare di specifico per i disabili.

Questo seminario si propone proprio:

· di parlare a chi non ha particolare esperienza di informatica e di reti;

· di fare riferimento al mondo della disabilità;

· di trattare non tanto di tecnologia quanto di servizi che essa può dare;

· di presentare esperienze concrete;

· di prepararsi a costruire il futuro;

· di mediare fra entusiasmi e diffidenze.

La mattinata è organizzata in questo modo. La d.ssa Pia Paola Paoletto porgerà un saluto a nome dell'assessore del Comune di Bologna. Poi l'ing.Giorgo Sommi illustrerà un'indagine promossa dall'ASPHI per quantificare l'uso di Internet da parte dei centri dell'Unione Europea che operano nel settore della disabilità. Si tratta di un’importante indagine, appena conclusa, di cui vi saranno forniti i primi risultati. Come ultimo argomento della mattinata si affronterà il tema della reperibilità delle informazioni disponibili in Internet, in particolare di quelle riguardanti gli strumenti tecnologici per ausilio alle persone disabili. Prenderemo in considerazione sia lo scenario nazionale sia quello internazionale. Parleremo anche di accorgimenti da seguire nella realizzazione di servizi che consentano il più ampio accesso a utenti con diversi tipi di disabilità.

Il pomeriggio è diviso in tre gruppi. Nel primo gruppo, subito dopo l'intervallo di pranzo, verranno presentati i servizi nel campo sociale che già fanno ricorso alla telematica e che sempre più potranno dimostrare la loro validità e la loro portata, accresciute dalla diffusione e dallo sviluppo delle reti come Internet. I servizi di cui parleremo sono quelli già disponibili a livello nazionale, come la telefonia sociale di Telecom, e a livello locale, esemplificato dal progetto CUP 2000.

Il secondo gruppo di interventi è dedicato al tema dell'accessibilità ai servizi, argomento fondamentale per la comunità dei disabili. Relativamente a questo tipo di problemi verranno illustrati alcuni programmi e progetti dell’Unione Europea e i vari aspetti dell’accessibilità: quelli fisici, associati allo specifico handicap, e quelli culturali, legati alla maggiore o minore rigidità dei "paradigmi" che vengono adottati nell'interazione.

Il terzo gruppo prevede due interventi, che hanno lo scopo di avvicinare i partecipanti a particolari applicazioni o servizi di Internet. Si parlerà del chatting come nuova modalità di comunicazione che, oltre ad acquistare crescente popolarità in Internet, presenta caratteristiche che la rendono molto interessante per i disabili; infine verrà illustrata un’iniziativa dell’Associazione Universitaria H2000 per favorire la partecipazione sociale e scolastica delle persone con disabilità.

Apro pertanto i lavori con l'augurio che questo convegno non serva solo a informare, che è un processo a una sola via, ma atttivi soprattutto un processo di comunicazione, che per sua natura è almeno a più vie.

La parola alla D.ssa Pia Paola Paoletto dell'Assessorato alle politiche sociali del Comune di Bologna.

 

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