Convegno:
 
"Le autostrade dell’informazione : opportunità per i disabili ?"

 

Alberto Tronconi - CNR IROE

"Le informazioni per la disabilità reperibili su Internet."


Ringrazio ASPHI per la cortesia e l’onore fattomi, invitandomi a parlare in questo convegno. Mi conforta vedere che almeno il 50% dei partecipanti hanno familiarità con Internet e i siti sulla disabilità, come quello di ASPHI. A favore del restante 50%, vorrei riprendere alcuni concetti che riguardano le reti, e Internet: la rete delle reti.

Gli aspetti economici, politici e sociali degli scambi internazionali di informazioni, tramite le reti telematiche, stanno acquistando un rilievo paragonabile agli scambi di materie prime e di capitali.

Per gli aspetti economici, se si considera che per il nostro paese quest’anno è previsto un tasso di sviluppo del prodotto interno lordo dell’1%, spiccano gli indicatori di alcune aziende statunitensi operanti nel campo della telematica, operatori famosi che compaiono nei primi 50 posti della classifica Fortune: ad es. la U.S. Robotics nel ‘95 ha presentato un incremento del fatturato del 188%. In Italia, nel 1996 sono già 100.000 i telelavoratori che esercitano un lavoro, da casa, da un ufficio satellite, o da postazioni mobili. In Europa, nel 2005 ci saranno 15 milioni di abitazioni connesse alle reti, con circa 900 milioni di unità di conto europee di profitto previste per le aziende del settore. Nel mondo si prevede che che alle soglie del 2000 ci saranno 16 milioni di utenti di servizi fonici su Internet (telefonate effettuate via Internet, al costo di un solo scatto, anzichè su rete telefonica). Questo sviluppo ha avuto elementi trainanti fondamentali negli USA e nelle scelte politiche del primo quadriennio della presidenza Clinton - Gore, che ha avuto tra i propri scopi quello di varare un sistema di governo che lavori meglio e costi meno, fondato sulla creazione di una comunità federale basata selle tecnologie della telecomunicazione, con lo sviluppo delle reti civiche, con la reinvenzione dei processi produttivi all’interno della pubblica amministrazione. Molto si sta facendo anche in Italia in questo settore. Nei sistemi produttivi si stanno affrontando riprogettazioni attraverso l’utilizzo della telematica, della posta elettronica ed altri strumenti. Un parametro: negli Stati Uniti, nel 1985, l’80% dei nuovi posti di lavoro si riferisce al settore delle telecomunicazioni e delle reti. Le reti sono importanti.

Cos’è una rete? E’ una interconnessione di calcolatori elettronici che consente lo scambio di informazioni, è caratterizzata da due elementi fondamentali: i nodi, i cacolatori, e le linee, che sono i mezzi trasmissivi, i canali attraverso i quali le informazioni circolano. Mezzi trasmissivi sono: i fili del telefono, i cavi coassiali, le fibre ottiche, e anche i collegamenti via satellite. Dal tipo di canale dipende la velocità di trasmissione. Le reti sono di varie tipologie, a seconda delle dimensioni: da quelle locali, a quelle metropolitane, a quelle geografiche.

Le reti esistenti sono in genere di proprietà di aziende o di istituti di ricerca, caratterizzate da

tecnologie diverse, ovvero protocolli che regolano lo scambio delle informazioni. L’eterogeneità delle reti ha fatto sorgere due necessità: 1) quella di internetworking, scambio tra reti di tipo diverso 2) quella di interoperabilità, scambi tra elaboratori di tipo diverso. La risposta a queste due esigenze è Internet. Internet non è un oggetto, una rete fisica, ma una modalità di internetworking e di interoperabilità tra reti eterogenee. E’ una filosofia: mi riaggancio ai concetti di democrazia richiamati da Giorgio Sommi, in precedenza, non è un oggetto, non ha un proprietario, è di libero accesso ed ha avuto uno sviluppo vertiginoso. I primi studi risalgono al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Già nel 1985 un suo progetto collegava tra loro 326 computer, di cui 16 fuori degli USA, uno dei quali a Pisa al CNR. Questo progetto era pensato per garantire una bassa vulnerabilità ai sistemi di comunicazione militare USA in caso di attacchi atomici e di offesa di una parte del territorio. Il sistema di comunicazione avrebbe continuato ad operare grazie al routing smistato su percorsi alternativi della rete. Fortunatamente non si sono verificate queste evenienze sul piano militare, sono stati invece gli scienziati ad impadronirsi immediatamente di Arpanet, e l’hanno utilizzata per scambiarsi messaggi: posta elettronica e programmi. Nel 1985 il Dipartimento della Difesa decide che gli scienziati bisognava lasciarli da una parte e costituisce Milnet come rete militare separata. Così Internet si è sviluppata, è passata dagli scienziati, a tutti noi, ed infine al business. Ecco i numeri che danno la misura del vertiginoso sviluppo. Si passa dalle 1000 reti connesse nel 1990, alle 60.000 del 1996. Tra i fattori di sviluppo: il fatto di non avere proprietari, il fatto di essere rete di libero accesso, il fatto di offrire all’utente metodi di interazione amichevoli, a portata di mano, con interfacce anche di tipo ipertestuale. Infine l’entrata in scena del business. Oggi l’accesso a Internet è diventato un prodotto di tipo commerciale. Fino a qualche anno fa per entrare in Internet ci si doveva rivolgere al GARR (CNR, Enea, o altri grossi centri di calcolo), oggi gli Internet Provider si sono garantiti accessi fuori di Italia, con velocità di trasmissione molto elevate e rivendono i singoli accessi agli utenti.

Il WWW (World Wide Web) è un servizio realizzato del CERN di Ginevra nel 1989, con una interfaccia ipermediale tale da gestire con facilità informazioni ipertestuali e multimediali, vale a dire informazioni basate su testi, suono, grafica, immagini, immagini in movimento.

Ci sono apposite interfacce Client, ovvero programmi sui calcolatori degli utenti che facilitano la navigazione in Internet. Veniamo ora al tema dell’accesso a Internet da parte dei disabili. Su Internet c’è un problema di accesso perchè le reti non sono state pensate per i disabili, ma per i normodotati. Se nessuno facesse niente, alla fine, in determinate condizioni, si potrebbero creare nuove barriere tecnologiche, che si verrebbero ad aggiungere a quelle tradizionali già conosciute. Anche la multimedialità è qualcosa di interessante là dove si possono apprezzare tutti i canali attraverso i quali viene proposta. Se esiste sufficiente ridondanza, anche il disabile può farlo, ma spesso non è così.

E’ necessario quindi intervenire.

A seconda della disabilità si deve intervenire in settori diversi: sul Server (il sistema sorgente, che trasmette in rete) o sul Client (il sistema destinatario, che riceve).

In caso di disabilità fisiche, spesso la persona ha difficoltà a puntare con il mouse le ancore o i nomi che in Internet consentono gli agganci ipertestuali. In caso di spasimi, tremori, cattivo controllo dei movimenti fini, possono essere impiegati emulatori di mouse. Il CNR di Firenze ne ha realizzato uno, compatibile con varie piattaforme di sistemi. Questi emulatori hanno lo scopo di consentire l’interazione di norma effettuata con il mouse, recuperando le abilità residue della persona.

In caso di disabilità sensoriali, il problema va affrontato dal lato del Server. L’informazione va organizzata opportunamente. Ci sono regole per la scrittura delle varie righe di istruzioni destinate a formare pagine di testi o di immagini, con il linguaggio HTML.

Può anche porsi un problema di interfaccia fisica sul lato Client: ad esempio aggiungere la possibilità di interazione consentita dalla sintesi vocale - un dispositivo che traduce in forma fonica le informazioni che appaiono sullo schermo. Oppure di aggiungere tastiere Braille che con le loro vibrazioni, percepibili al tatto, decodificano via via le zone dello schermo esplorate. Tutto questo deve essere gestito da appositi programmi, cioè da software, che è in grado di tradurre il testo o l’immagine all’interfaccia di tipo speciale. Abbiamo accennato al codice HTML, cioè alle regole per scrivere le pagine Internet sul Server. Ci sono Enti che hanno lavorato molto su questo tema e hanno individuato delle regole. Primo fra tutti il Trace Center dell’Università del Winsconsin, di cui qui vedete la pagina di benvenuto su Internet. Il Trace Center ha dettato le norme di comportamento nella scrittura di pagine Web in modo da renderle accessibili ai disabili. Qualcosa di analogo ha fatto la Washington University. Un documento interessante è questo articolo del collega Giampaolo Costantino dello CSELT di Torino, che lascio a vostra disposizione, che parla delle regole per implementare pagine Web destinate all’utilizzo da parte di disabili. In rete vi sono numerosi esempi di implementazione. Ecco vari centri in USA e Canada. La questione è resa complessa dall’approccio WWW così amichevole perchè consente di muoversi tra le informazioni per nessi logici, passando da un documento dello CSELT, tramite un nome o un’ancora, a un altro documento, che si trova nel sito della Università di Winsconsin. Cliccando sull’ancora, la macchina gestisce il collegamento, e i cambi di sito, in modo automatico. Questa che vedete è la pagina di benvenuto delTrace Center della Università del Winsconsin, che come vi dicevo si occupa di progettare un mondo accessibile per la disabilità, vale a dire l’accesso ai sistemi di telecomunicazione, ai prodotti di elettronica di consumo, ai prodotti per la gestione dell’ambiente domestico, e anche alle pagine Internet dei siti Web. C’è questo simbolo, conosciuto come D - tag, che dichiara al mondo che il sito ha costruito le sue pagine in modo accessibile ai disabili.

Ecco un elenco di siti che forniscono le raccomandazioni utili per scivere pagine HTML accessibili:

- quello della Università del Winsconsin: trace/wisc.edu/HTMLgide/htmlgide.htm

- quello della Università di Washington: weber.u.washington.edu

- quello della Telecom Italia: sia.telecomitalia.interbusiness.it/insieme/ (vedi pubblicazioni).

Appaiono tutta una serie di raccomandazioni che riguardano aspetti diversi dei documenti. Ve li passo rapidamente in rassegna. Tra le componenti principali di un documento notiamo: la grafica, i filmati o animazioni video, le mappe sensibili, i form, altri elementi come le tabelle. Quali sono i problemi per la grafica? Notate che qui hanno problemi non solo i non vedenti, ma anche i normodotati che hanno un modem lento rispetto alla rete. Per rendere l’informazione accessibile si tratta di inserire, accanto all’immagine, una descrizione del contenuto dell’immagine. Se questa è solo decorativa, ciò ha poca importanza. Se invece l’immagine è pregnante, bisogna darne una descizione alternativa, accessibile al non vedente tramite, ad esempio, il sintetizzatore vocale.

Soluzioni analoghe vanno adottate per la grafica con programmi di visualizzazione esterna, sulla quale ora non posso soffermarmi.

Vediamo ora un altro esempio: quello di componenti audio. Qui i sordi hanno problemi, così come li hanno gli utenti normodotati non dotati di un PC multimediale, ad es. senza scheda audio. Anche per gli spezzoni di sonoro si tratta di inserire un’ancora con un testo che descrive il contenuto della informazione audio. Eccovi per esempio la pagina Internet di Al Gore. Cliccando su queste icone, potete sentire la voce del Vice Presidente dare il benvenuto al visitatore. Però, per chi non sente, è disponibile anche il testo scritto. Per i filmati, o le animazioni, si tratta sempre di introdurre forme di descrizione alternativa. E’ vero che ancora non circolano su Internet molti filmati.

Le mappe sensibili sono invece molto diffuse e quindi l’argomento ha maggiore rilevanza. Anch’esse sono barriere per i non vedenti. Si tratta di affiancare a ogni tabella una pagina alternativa in forma di testo. Ecco nell’esempio l’immagine di un catalogo realizzato dal CNR di Firenze in collaborazione con la USL di Mondovì. Vedete questo simbolo: è il D - tag, un carattere intercettabile dallo screen reader, cioè dal programma che controlla il sintetizzatore vocale con il quale il cieco interagisce. Basta intercettare con lo screen reader il D - tag per far apparire il testo esplicativo con le opportune ancore, associato a quella figura che un cieco non potrebbe usare.

Un discorso a parte va fatto per i link: cioè per le ancore che permettono quei salti per nessi logici che consentono i collegamenti ipertestuali. Lo screen reader e gli utenti non vedenti si aspettano di distinguere le ancore come nomi sottolineati. Questa convenzione va rispettata per non ingenerare confusione. Le sottolineature vanno riservate esclusivamente ai nomi che attivano un link.

I form sono maschere speciali di dialogo, all’interno delle quali è possibile scrivere una serie di informazioni a richiesta. Anche i form rappresentano un problema per i ciechi, a causa della molteplicità dei campi di immissione e di puntamento. Cliccando su un apposito tag si può presentare, in alternativa ai form, dei menù sequenziali a tendina, che possono essere scorsi tramite sintetizzatore vocale, e, una volta trovata la voce, selezionarla con il tasto di invio. Una ovvia raccomandazione è di evitare l’uso smodato di form e tabelle, a vantaggio di più semplici approcci sequenziali. Anche il colore, un importante elemento nella realizzazione di pagine Web, non deve essere usato in modo da costituire un messaggio discriminante per i daltonici. Possiamo citare a questo punto un utilissimo programma: ‘Bobby’ che è in grado di valutare il grado di accessibilità delle pagine HTML di un sito dal punto di vista dei disabili. E’ reperibile all’indirizzo: cast.org/bobby. Tra i siti internazionali di interesse vi segnalo quello della Associazione Evan Kemp: disability.com/index.html.

Come potete vedere, il sito presenta un menu principale assai completo dal quale è possibile accedere a menù di secondo livello e così via fino ad arrivare a singole pubblicazioni ed articoli specialistici.

Un sito italiano che apprezzo per la sua completezza è quello gestito da un gruppo di volontari di Acqui Terme: www.geocities.com/CapitolHill/4746/gva2gc.htm.

Hanno organizzato le loro pagine con 11 liste directory, 23 gruppi di riferimento a disabilità in generale, 28 riferimenti a disabilità specifiche, 8 settori di informazione: educazione, cultura, aspetti legali. Hanno fatto un lavoro ottimo.

E’ interessante notare che si appoggiano su un server americano. Come mai? Mentre l’accesso a Internet si acquista da un provider locale, lo spazio Web destinato ad ospitare un sito che vuole trasmettere informazioni si può acquistare ovunque. I criteri sono la potenza del server (per rispondere velocemente anche a molte richieste contemporaneamente) e l’economicità del servizio, e questo ci dà modo di osservare che il rapporto tra i costi attuali di spazio Web dei siti americani, rispetto a quelli italiani, si aggira su un valore di uno a otto. Tra gli altri siti che vi voglio segnalare:

- quello della Associazione H2000: www.citinv.it/associazioni/H2000/

- quello di Mc - link: mc link: www.mclink.it/mclink/handicap/

- quello della Associazione ASPHI: www.asphi.it

- quello della Associazione per il morbo di Alzheimer: www.alfea.it/italz/welcome.htm

- quello della Ausilioteca di Bologna: arci01.bo.cnr.it/usl

- quello che dà la lista degli alberghi italiani accessibili a persone disabili: www.esrin.esa.it:8080/

e, ovviamente, quello del sito CNR di Firenze: www.idg.fi.cnr/disabili/ che ha una sua originalità specifica, essendo stato il primo sito dedicato alla disabilità sviluppato in Italia, due anni fa, nella edizione 1995 del convegno Informatica, Didattica, Disabilità. Con l’occasione vi ricordo che l’edizione 1997 di questo convegno si svolgerà a Bologna in questa stessa sede, nella prima settimana di novembre.

E’ tempo di concludere. Navigare nel mare magnum di Internet può significare anche perdersi perchè Internet è veramente lo specchio del mondo e ci si può trovare di tutto, e, come avete visto oggi anche molto di buono. Non mi preoccuperei molto dei luoghi comuni, periodicamente ripresi dalla stampa, che paventano i pericoli della rete: pedofilia, pornografia, etc. non più minacciosi del pericolo rappresentato dalle stesse edicole. Spero di avervi dato una idea delle problematiche della rete, e mi associo all’appello di Giorgio Sommi alla necessità di lavorarci sopra, per rendere questo importante sistema di comunicazione più accessibile, più efficace e più efficiente. Grazie.

[non rivista dall’autore]

 

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