Convegno:
"Europa, disabili, tecnologie e mondo del lavoro."

 

Claudia Montedoro - Coordinatrice

Passo ora la parola al Professor Vittorio Capecchi che presenta un po' con il ruolo di valutatore esterno gli elementi di innovatività e anche le criticità dei progetti HORIZON della prima fase del programma , i progetti chiaramente rivolti all’utilizzo delle tecnologie per l’integrazione formativa e lavorativa dei disabili. Quindi i progetti italiani relativi alla società dell’informazione che sono stati presentati e che sono realizzati nell’ambito del settore HORIZON.


Vittorio Capecchi - Università di Bologna

Europa, disabili, tecnologie e mercato del lavoro


L‘analisi dei progetti Horizon preparata dall’Asphi e l‘esposizione dei progetti in questa mostra - convegno Handimatica mostrano chiaramente che oggi in Europa c’è una contraddizione profonda tra: (a) le grandi possibilità, offerte dalle nuove tecnologie, di aumentare l’autonomia e la comunicazione delle persone disabili; (b) una politica di welfare state nazionale, regionale e locale che tenga conto di queste potenzialità e le inserisca in una adeguata politica sociale

Occorre quindi che tra i diversi attori che sono collegati alla relazione disabili - tecnologie - mercato del lavoro si diffonda la consapevolezza che c’è oggi lo scontro tra due interpretazioni (e relative strategie) sulla relazione welfare state e nuove tecnologie ed è necessaria una messa in rete degli atteggiamenti e dei comportamenti dei diversi attori perché si possa andare nella direzione che vede un intreccio dello sviluppo economico, tecnologico e sociale nella direzione di un miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita di tutte le persone.

 

1. Welfare state e nuove tecnologie : due interpretazioni e relative strategie

Per esemplificare una delle due principali interpretazioni (e relative strategie) della relazione tra Welfare state e nuove tecnologie si può considerare la recentissima presa di posizione (luglio 1997) della rivista Wired, mensile di nuove tecnologie stampato con successo negli Stati Uniti a S.Francisco. Questa rivista documenta con grande attenzione lo sviluppo della Information technology e segue con grande attenzione lo sviluppo delle relazioni economiche su Internet dal punto di vista dei principali attori economici statunitensi. In questo numero del luglio 1997 pubblica un saggio di Peter Schwartz (fondatore e responsabile del Global Business Network) e Peter Leyden (uno dei direttori di Wired) dal titolo "Il lungo boom, una storia del futuro 1980-2020" ed è la lettura di questo saggio che permette di capire bene una delle due possibili interpretazioni della relazione tra Welfare state e nuove tecnologie.

Questo saggio considera cinque principali tecnologie (Pc, telecomunicazioni, biotecnologie, nanotecnologie, energie alternative) ed esamina i loro principali cambiamenti dal 1980 al 2020 indicando,ad esempio, l’avvento di Internet nel 1993 e la definitiva ascesa della Global networked economy (l’economia globale basata su reti come Internet) nel 2010. In un grafico molto schematico vengono indicati gli ingredianti del circolo virtuoso che si realizzerà quando la Global networked economy avrà il suo massimo sviluppo : aumento della tolleranza, aumento del benessere, riduzione della povertà, possibilità di più innovazione, società più aperta, un mondo più integrato. Come entrare quindi il più presto possibile in questa era "miracolosa" della Global networked economy?

La ricetta di Wired è semplice ed espressa senza mezzi termini. Per arrivare al circolo virtuoso della Global networked economy è sufficiente seguire la via della liberalizzazione totale e della competitività senza esclusione di colpi indicata da Ronald Reagan e Margaret Thatcher. Come scrivono i due autori : " Intorno agli anni ‘80 Margareth Thatcher e Ronald Reagan hanno insieme definito la formula che ci porta verso la nuova economia. In quei tempi ci sembrò brutale : distruzione dei sindacati, privatizzazione delle imprese statali, smantellamento del Welfare state. Questa strategia è stata però pagante. Oggi a metà degli anni ‘90 il tasso di disoccupazione statunitense è intorno al 5% e quello inglese è sceso fino al 6%. Per contro, in tutte le altre nazioni europee, la disoccupazione è intorno all’11% ed in alcune è ancora più elevata. Le altre nazioni europee infatti, negli anni ‘90, sono rimaste intrappolate nella eredità dei loro welfare states che hanno matenuto la loro attrattiva politica indipendentemente dal loro valore economico. Ma nel 2000 la disoccupazione cronica e l’aumento del deficit statale costringerà anche questi leaders riottosi ad agire."

L’interpretazione (e conseguente strategia) della relazione tra Welfare state e nuove tecnologie che Wired propone è quindi basata su questi punti :

  1. Lo sviluppo delle nuove tecnologie rende possibile la creazione di un nuovo tipo di economia, la Global networked economy, che crea nuove possibilità di scambi economici, di informazioni, di conoscenze ecc.. al livello mondiale saltando le interferenze dei singoli Stati e creando un circolo virtuoso che dovrebbe portare benessere, un mondo più integrato, riduzione della povertà ecc...

  2. Non c’è relazione tra Welfare state e nuove tecnologie perché il Welfare state fa parte di un "vecchio modo" solidaristico-europeo di fare politica in cui i singoli Stati cercano di creare uno sviluppo economico intrecciato con uno sviluppo sociale mentre le nuove tecnologie portano verso un "nuovo modo" reganiano-tatcheriano di fare politica in cui gli Stati si ritraggono da intervenire nelle società a favore di una Global networked economy in cui il benessere complessiva deriva dalle possibilità che ogni persona possa competere, in questa economia fuori dagli Stati, senza protezioni e senza vincoli.

  3. Il modo per raggiungere il più velocemente possibile la Global networked economy passa attraverso la diffusione di una ideologia liberista (nessun vincolo e nessuna protezione) che comporta la distruzione dei sindacato, la privatizzazione delle imprese statali, lo smantellamento del welfare state.

Molti punti sono immediatamente confutabili in questa interpretazione :

  1. Innanzi tutto c’è un errore tecnico. Il "successo" della linea Reagan-Tatcher è misurato dai tassi ufficiali di disoccupazione del 1996-97 negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone "ufficialmente " più bassi delle altre nazioni europee ma questa valutazione non è accettabile perché se si considerano insieme i lavori precari e part-time ufficialmente rilevati con i lavori precari e part-time non ufficialmente rilevati è stato stimato che in Gran Bretagna (dove il part-time ufficialmente riconosciuto nel 1995 come "occupazione" rappresenta il 24,1% delle persone occupate; tra le donne occupate il 44,3%) il tasso reale di disoccupazione è intorno al 12% come in Italia (dove il part-time ufficialmente riconosciuto nel 1995 è il 6,4 % di tutte le persone occupate; tra le donne il 16,6%). Altri studi come quelli di Joseph Fitchet, riferiti da Marcello De Cecco ("Lavoro, il trucco americano", La Repubblica, 7 Luglio 1997), ci ricordano che nelle carceri statunitensi ci sono 1.500.000 maschi e che 8.000.000 di altri maschi sono in libertà vigilata. Queste due cifre rappresentano il 10% circa della forza lavoro maschile americana che non entra nelle statistiche ufficiali della occupazione/disoccupazione per cui se si considerano correttamente queste persone come "non occupate" si arriva ad un tasso di disoccupazione complessivo del 12% simile a quello italiano e delle altre nazioni europee. Ugualmente più elevati di quelli "ufficiali" sono stimabili i tassi di disoccupazione giapponesi in cui soprattutto tra le donne e le persone anziane (donne ed uomini) sono considerate "occupate" anche persone che svolgono lavori che durano poche ore e sono saltuari (tipo baby sitter) per alcune ore alla settimana (la denuncia ufficiale di questi "lavoretti" che porta ad aumentare il numero delle persone "ufficialmente occupate" è favorita da una legislazione che non prevede tassazione e costi del lavoro aggiuntivi per questi tipi di lavori).

  2. Viene attribuita da Wired alla Global networked economy la capacità di per sè di ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche tra le persone ma questa ipotesi "ottimistica" è del tutto improbabile perché solo con una capillare azione dei governi locali, regionali e nazionali, una attiva politica delle parti sociali e la presenza di adeguate strutture intermedie è possibile prefigurare una situazione in cui lo sviluppo economico si intrecci con quello sociale ed ecologico sia così possibile integrare persone diverse come le persone anziane e le persone disabili. E’ del tutto evidente che una politica liberista pura non può che portare ad una società duale in cui una parte (quella meno competitiva) viene esclusa presentandosi questo dualismo sia all’interno delle nazioni più industrializzate (l’esempio oggi più vistoso è rappresentato dagli Stati Uniti) sia considerando le relazioni tra le nazioni più industrializzate e quelle meno industrializzate.

  3. L’interpretazione antagonistica della relazione tra nuove tecnologie e welfare state data da Wired è contraddetta da tutto questo numero che mette in evidenza le potenzialità aperte dalla innovazione tecnologica che può rendere molto più autonome e integrate le persone anziane e disabili all’interno di una società "amica".

E’ quindi proponibile una seconda interpretazione, e relative strategie, della relazione tra Welfare state e nuove tecnologie che vede non solo questa relazione possibile e auspicabile (per dare sempre maggiore autonomia a tutte le categorie di persone) ma che vede in questa relazione un possibile rovesciamento dell’ideologia che identifica il Welfare state solo come una spesa senza vederne le potenzialità di nuova imprenditorialità e nuovi posti di lavoro oltre che di nuovi stimoli alla ricerca scientifica. E’ possibile una maggiore integrazione delle persone anziane e disabili accompagnata da un maggior sviluppo imprenditoriale, tecnologico ed occupazionale? Molti dei progetti presentati in questa mostra - convegno di Handimatica sono in questa direzione ma occorre, perché questa seconda strategia si realizzi, che si costituisca una rete tra attori diversi all’interno di una strategia comune.

 

2 . Una rete tra attori diversi per una comune strategia

Gli attori che sono coinvolti nella relazione disabili - tecnologie - mercato del lavoro sono raggruppabili in ameno dieci gruppi : 

  1. La Comunità europea sia nelle componenti che definiscono le politiche più generali di economia, welfare state, e sviluppo delle nuove tecnologie e quelle specialistiche che propongono programmi specifici (come Tide, Horizon ecc..); 
  2. Lo stato ed i ministeri che intervengono nella reazione disabili - tecnologie - mercato del lavoro (dal ministero della sanità che predispone il Nomenclatore tariffario delle protesi al ministero del lavoro e degli affari sociali che regolano l‘inserimento di persone disabili ne mondo de lavoro); 
  3. Gli Assessorati (economici, formazione, servizi sociali, sanità, urbanistica ..) dei comuni capoluogo, province , regione che intervengono con leggi e provvedimenti in questa area; 
  4. Le Unità sanitarie locali relativamente alle strutture che si occupano di persone anziane e disabili; 
  5. I Centri pubblici e privati che svolgono un ruolo di assistenza, consulenza e intermediazione in relazione alla relazione persone anziane - persone disabili - tecnologie (come Asphi, Siva ecc..) ; 
  6. Le Imprese che erogano servizi o costruiscono ausili o macchinari per persone disabili e persone anziane, le imprese che accolgono al loro interno persone con handicap, le imprese costituite da persone disabili
  7. Le associazioni imprenditoriali e sindacali che intervengono in questa materia in termini generali oppure coordinando interventi nelle imprese precedentemente indicate ;  
  8. Il sistema universitario e della ricerca scientifica che si occupa della reazione disabili - persone anziane - tecnologie ;  
  9. Il sistema scolastico e della formazione professionale che si occupa della formazione di chi opera in questa area e della formazione di persone disabili e persone anziane; 
  10. Le persone utenti, le loro associazioni e le associazioni di volontariato che raggruppano persone e si occupano di persone con diverse disabilità e di persone anziane .

La relazione considerata persone disabili - persone anziane - tecnologie fa immediatamente emergere la fragmentazione e l’assenza di una rete tra questi diversi attori per una comune strategia.

La separazione principale, nelle strutture pubbliche a tutti i livelli (Comunità europea, Stato, Regione, Comuni, Province), è tra le politiche economiche e di sviluppo tecnologico e le politiche sociali che si occupano di persone anziane e persone disabili . Questa assenza di contatti fa si che le politiche sociali siano viste solo come una spesa e quindi siano politiche che si muovono sempre all’interno di vincoli molto rigidi. Mentre le politiche ambientaliste sono riuscite ad emergere a livello delle politiche economiche più genera li (anche per la presenza di partiti "verdi" che hanno posto l‘accento sulla possibilità di creare nuovi posti di lavoro in politiche ambientaliste ) le politiche sociali sono rimaste al di fuori dell’economia nonostante che la ricerca scientifica e tecnologica in questa area oggi apra possibilità consistenti di imprenditorialità e nuovi posti di lavoro. Inoltre questa separazione ha immediati riflessi sull’area della ricerca e della formazione con percorsi di formazione tecnologica del tutto separati da percorsi che formano "operatori sociali"

A questa separazione si aggiunge quella tra le politiche che hanno come utenza le persone anziane e quelle che hanno come utenza le persone disabili . Questa separazione attraversa le Associazioni di utenti e rende sempre più difficile il formarsi di una rete tra i diversi attori.

Progetti europei come Tide (Technology Initiative for Disabled and Elderly people ) considerano insieme le tecnologie per persone disabili insieme alla tecnologie per le persone anziane e nel volume curato da Placencia Porrero e Puig de la Bellacasa che raggruppa gli atti del secondo congresso Tide del 1995 si precisa nei saggi introduttivi che è importante considerare le applicazioni tecnologiche per le persone disabili insieme a quelle per le persone anziane perché questi collegamenti : (a) consentono di far emergere figure professionali intermedie importanti per agevolare la diffusione di una comune tecnologia assistenziale (una "assistive technology" ) ; (b) consentono di passare dalla immagine di un mercato di prodotti tecnologici per persone disabili e anziane caratterizzato da "piccoli mercati, alti prezzi e informazioni molto difficili da avere" ad un mercato molto più ampio con possibili prezzi bassi e garanzie di controllo delle prestazioni .

Questa ultima osservazione ci porta ad indagare con maggiore attenzione al mondo delle imprese ed ai diversi tipi di mercato che possono avere i prodotti e servizi tecnologici per persone anziane e persone disabili.

 

3. I quattro mercati dei prodotti e servizi tecnologici a favore di persone anziane e persone disabili

Se si analizza la relazione tra tecnologie e persone anziane e tra tecnologie e persone disabili e si considerano i vari prodotti e servizi tecnologici che oggi è possibile acquistare si possono identificare quattro mercati di questi prodotti e servizi : (a) il mercato totalmente privato; (b) il mercato sperimentale , (c) il mercato pubblico-privato (d) il mercato privato-pubblico

  1. Il mercato privato (cioè un mercato in cui siano totalmente assenti contributi pubblici) degli ausili tecnici e delle abitazioni attrezzate per persone anziane e disabili ha portato il costo di questi ausili e di queste applicazioni tecnologiche molto vicino al costo di beni di lusso.

Oggi un letto o una vasca da bagno particolari arrivano facilmente a costi elevatissimi così come risulta costosissima ogni soluzione per rendere accogliente e praticabile una abitazione per persone anziane e disabili. Il mercato privato per attrezzature meno costose finisce con il concentrarsi su alcuni prodotti come l'apparecchiatura salvavita per identificare fughe di gas o il telesoccorso che consente ad una persona che sta male di premere un pulsante (inserito in un orologio, una collana, un braccialetto ecc..) che attiva dei numeri telefonici precedentemente indicati a cui viene fatto conoscere un messaggio in cui si avverte che quella data persona sta male. Se il primo numero non risponde si passa al secondo e così via.

I limiti di un mercato tutto privato sono evidenti anche considerando l’esempio del telesoccorso . In nazioni come la Danimarca, dove il telesoccorso è diffusissimo, quando la persona anziana preme il pulsante chi risponde alla chiamata non è la figlia o il figlio (o altra persona amica) che corre dalla mamma o dal babbo (la figlia o l figlio possono abitare in una città diversa e arrivare troppo tardi, non sapere cosa fare ecc...) ma un operatore od una operatrice, presente in una struttura assistenziale - sanitaria pubblica aperta ventiquattro ore su ventiquattro, che si mette subito in contatto con la persona anziana di cui ha già nel proprio video un quadro clinico preciso con quindi la capacità di dare una risposta di pronto soccorso realmente efficace.

In Danimarca, come risulta da studi recenti, il telesoccorso funziona come servizio pubblico ventiquattro ore su ventiquattro ed una recente ricerca, su di un campione di alcune migliaia di chiamate avvenute in un anno e mezzo, ha indicato che il 20% erano appelli che di fatto si concludevano solo con una conversazione tranquillizzante con l'operatore, il 14% erano chiamate per controllare il funzionamento dell' apparecchio o chiamate involontarie, il 57% erano richieste di una visita a domicilio per avere un aiuto concreto in relazione ad una particolare attività, il 5% erano richieste di una visita a domicilio di personale infermieristico, il 2% di personale medico e solo nell'1% l'appello si era concretizzato in una ospedalizzazione immediata. I dati mostrano quindi come sia essenziale che a rispondere alle chiamate di telesoccorso siano persone professionalmente preparate in grado di selezionare la diversa gravità dell'appello e come a questi tipi di richieste sia molto limitante una risposta data solo da familiari o amici a prescindere dalla distanza in cui si trovano.

  1. Il mercato sperimentale . Questo secondo mercato molto interessante è oggi promosso in Europa da programmi della Comunità europea come Tide e Cost A5 a cui si aggiungono i più recenti programmi di Telematics. Questi programmi della Comunità europea agevolano la costruzione di prototipi sia per persone anziane dipendenti sia per persone con vari tipi di disabilità e rappresentano una importante pportunità per iniziare a collegare Centri di ricerca, strutture pubbliche come Comuni e Regioni ed imprese.

  2. Il mercato pubblico- privato definibile come un mercato in cui c'è una politica pubblica che aggrega la richiesta di attrezzature o ausili (da parte delle persona anziane meno autonome e de l le persone disabili) ed orienta la produzione delle imprese..

Un esempio di questo mercato viene dalla Danimarca . In questa nazione l'attenzione governativa per le persone anziane e per quelle disabili si è concretizzata in un sistema di tassazione molto capillare che ha consentito il poter dare a tutte le persone anziane (indipendentemente dal loro lavoro) una pensione fissa relativamente alta e di rendere responsabili le strutture pubbliche danesi dell'assistenza tecnica delle persone anziane sia per i diversi ausili tecnici che siano necessari (in Danimarca sono dati gratuitamente a chi ne ha bisogno dalle sedie a rotelle agli occhiali e cornetti acustici) sia per modificare le loro abitazioni in modo da mantenerli il più possibile nelle loro abitazioni.

In Danimarca per ritardare l' entrata delle persone anziane e disabili nelle case protette per persone anziane non autosufficienti e per disabili molto gravi sono state definite queste strategie pubbliche : a) aiuti tecnici e sociali (assistenza domiciliare e telesoccorso pubblico ventiquattro ore su ventiquattro) per poter restare nella propria abitazione anche se sopravvengono disabilità ; b) edificazione di case speciali costruite e arredate appositamente con un insieme di innovazioni tecniche tali da rendere possibile un loro utilizzo anche da persone che hanno una ridotta capacità motoria e possono, ad esempio, dover usare delle sedie a rotelle. c) Centri diurni sistematicamente diffusi in tutto il territorio per favorire le persone anziane anche con iniziative sociali di tempo libero, possibilità di avere pasti appositamente preparati ecc..

Collegata a questa politica per le persone anziane e disabili è stata definita una politica di intervento a favore delle persone disabili (non solo anziane ma dalla nascita o per incidente) costituendo a Copenhagen una struttura pubblica per le pari opportunità delle persone disabili . Questa struttura è denominata Equal Opportunities Centre for disabled Persons e si tratta di una struttura che ha sia compiti di cambiare e aggiornare la legislazione nazionale per persone disabili tenendo conto dei progressi legislativi che avvengono nella Comunità europea sia compiti di funzionare come interfaccia tra le necessità (o le denuncie) che provengono dalle persone disabili e le strutture pubbliche e private con cui entrano in contatto (le aziende come luoghi di lavoro, le scuole e le università come luoghi di studio, ecc..).

Il risultato è che oggi il governo danese nelle sue articolazioni regionali e comunali (la tassazione è in Danimarca comunale e la presa in carico delle persone anziane e disabili è ugualmente comunale) costituisce il principale committente di un mercato pubblico degli ausili tecnici inidviduali e delle attrezzature tecniche per le abitazioni e per la circolazione nelle città per persone anziane e disabili.

In quanto committente lo stato danese ha potenziato un suo centro di ricerca tecnologica, il Danish Centre for technical aids for rehabilitation and education che ha due dipartimenti : uno a Taastrup vicino a Copenhagen che si occupa di " Mobilità, verifiche di qualità e test dei prodotti" ed uno ad Arhus che si occupa di "Comunicazione e formazione ". In questo centro vi sono competenze tecnologiche molto elevate (informatiche ed elettroniche) ed il centro opera in stretto contatti con altri Centri legati alle strutture ospedaliere ed assistenziali che si occupano di persone anziane e disabili (ad esempio con il Centre for Gerodinamics R and D che si trova all' interno dell' Ospedale di Copenhagen specializzato per pazienti anziani, il Kommunehospitalet )

Il Dipartimento che opera a Taastrup è quello che maggiormente ha definito una interfaccia con le imprese ed il suo progetto principale da poco realizzato è quello chiamato La casa di Sofia. Si tratta di un progetto in cui è stata studiata una abitazione di settanta metri quadri progettata per persone anziane e disabili che possono avere bisogno di sedia a rotelle e problemi motori anche molto consistenti (tali ad esempio da richiedere un sistema di trasporto tipo teleferica dal letto al bagno).

Per realizzare questo progetto il Danish Centre ha chiamato tutte le imprese locali ed ha con loro cercato non solo di prevedere strutture interne abitative con modifiche complesse (ad esempio un sistema informatizzato di controllo della abitazione con telesoccorso ed apertura automatica di porte e finestre oppure letti con tre movimenti e bagni anche per persone molto disabili) ma anche piccole innovazioni nel salotto, nella cucina e nella camera che risultano complessivamente essenziali per le persone anziane e che possono anche essere utilizzate senza particolari costi aggiuntivi nella linea "normale" dei prodotti venduti.

Il risultato è oggi visibile nel senso che questa Casa di Sofia è esposta all'interno di un complesso residenziale (il Sophielund Day Centre) per persone anziane nel comune di Horsholm vicino a Copehagen. La visita a questa abitazione è molto interessante perché fa capire quale deve essere la direzione di una "casa tecnologica" per persone anziane e disabili. Se si visita infatti questa casa la prima impressione generale è quella di entrare in una normale abitazione danese. E solo dopo questa prima impressione che si avvertono tutte le piccole e grandi innovazioni pensate per aiutare a vivere bene una persona con sedia a rotelle che ha difficoltà nel compiere i gesti della vita quotidiana. Ad esempio nella cucina il piano di cottura prosegue nel piano di preparazione del cibo in modo da non dover spostare con fatica le varie pentole, dal rubinetto dell'acqua sul lavabo parte un tubo che consente di mettere l' acqua direttamente nelle pentole sul piano cottura, tutti i mobili base della cucina (tavolo, lavabo, piano cottura) sono alzabili e abbassabili per adattarsi alla presenza di una persona disabile su sedia a rotelle, tutti i cassetti, mobili pensili e forno a microonde sono pensati con sportelli apribili con il minimo sforzo, gli utensili sono pensati per persone che possono avere artrosi alle mani (c'è quindi ad esempio un particolare coltello che consente più facilmente di tagliare il pane) , le sedie sono ugualmente pensate per facilitare i movimenti di entrata ed uscita, le finestre sono apribili con telecomando, il controllo di tutti gli accessori e forno è informatizzato ecc..

Interventi molto dettagliati sono ugualmente presenti nella camera da letto, nel soggiorno e nel bagno e, come nella cucina presa ad esempio, vi sono innovazione minime (piccoli accorgimenti per agevolare la lettura del giornale a persone con difficoltà nella vista o piccoli accorgimenti per poter accedere agli armadi dei vestiti facilmente anche se si è in una sedia a rotelle) ad innovazioni più complesse (il letto ed il bagno sono progettati modularmente per permettere di restare in questa abitazione anche se le disabilità motorie diventano molto gravi).

Tre considerazioni sono importanti da tener presente . Innanzi tutto è da ricordare che tutte queste innovazioni sono entrate in massa in tutte le abitazioni speciali e nei Centri diurni predisposti dai Comuni danesi con una loro progressiva diffusione nelle abitazioni di tutte le persone anziane con elementi di dipendenza Si è quindi operata una strategia di generalizzazione di ausili molto validi il cui prezzo è stato fortemente abbassato perché le ditte produttrici hanno venduto un numero elevato dei loro prodotti al committente pubblico (il costo, ad esempio, di un letto a tre movimenti fatto per un committente pubblico che lo ha progettato insieme ad una ditta locale non è certo quello di un prodotto simile acquistabile oggi sul mercato privato in Italia )

Occorre poi aggiungere che molte di queste modifiche sono state accettate dalle imprese e inserite anche nella vendita al "grande pubblico" che non è solo formato dalla "minoranza giovane e atletica" a cui in genere fanno riferimento le ditte produttrici di arredamento per le abitazioni. Questo è avvenuto senza cambiamento nei costi dei prodotti, contrariamente a quel che avviene ad esempio nel nostro paese dove oggetti di questo tipo sono pensati come prodotti "speciali" e assimilati a "beni di lusso".

Infine l'intervento pubblico, con la presenza del coordinamento specialistico del Danish Centre molto attento ai bisogni differenziati della utenza anziana e disabile, ha consentito di raggruppare e selezionare le imprese danesi qualificandole anche sul mercato internazionale. Queste imprese sono oggi raggruppate nella associazione Danish rehabilitation group ed è stata anche costituita l'Associazione Exsos promossa dal Ministero danese degli affari sociali e dalla Associazione delle istituzioni di cura che ha il compito di esportare pacchetti integrati di soluzioni tecnologiche per persone anziane e disabili.

Da tener presente che oltre ad intervenire nelle abitazioni in Danimarca si interviene nelle città ed è stata realizzata, a Fredericia, una citta sperimentale in cui si è cercato di eliminare al massimo le barriere architettoniche agevolando le informazioni ed i percorsi per persone non vedenti , con difficoltà nell'udito o con difficoltà motorie .

  1. Il mercato privato- pubblico è invece definibile come un mercato in cui, pur essendovi contributi pubblici per ausili e uso di tecnologie a favore di persone anziane e persone disabili, manca una politica di coordinamento e di intervento pubblico come quella precedentemente descritta relativamente alla Danimarca.

Questo tipo di mercato privato- pubblico è presente oggi in Italia. Il sistema di tassazione centralizzato (e non comunale come in Danimarca) ed una elevata evasione fiscale ha portato il governo a realizzare tagli elevati alla spesa sociale. Nell'area degli aiuti tecnologici alle persone anziane e disabili c'è comunque una spesa pubblica elevata che è concentrata nella spesa per tecnologie ospedaliere e nei contributi che vengono dati alle persone che hanno bisogno di ausili tecnici. In una pubblicazione ufficiale edita da una commissione nazionale del Ministero della Sanità Nomenclatura tariffario delle protesi sono pubblicati i contributi che vengono dati alle persone in possesso di una richiesta di ausilio firmata da un medico specialista per l'acquisto delle diverse protesi e ausili tecnologici. L'acquisto può essere effettuato scegliendo tra i prodotti di più ditte in un elenco ufficiale delle ditte possibili.

Le differenze delle strutture pubbliche italiane rispetto a quelle danesi sono evidenti: (a) La parzialità dei contributi fa si che siano nettamente sfavorite le persone disabili con bassi redditi. Nel tariffario infatti sono soprattutto presenti ausili tecnici pensati in relazione a specifiche menomazioni e molto meno ausili tecnici per garantire funzioni come quelle della comunicazione, sicurezza, autonomia , assistenza. Si hanno così contributi per una carrozzina elettronica ma più difficilmente è possibile avere supporti informatici per organizzare le funzioni di comunicazione, sicurezza e assistenza ad una abitazione. Inoltre anche quando c'è un contributo è sempre un contributo parziale. (b) nei confronti delle ditte private non c'è alcuna strategia nè di controllo tecnologico nè di controllo dei prezzi. Le strutture pubbliche gvernative e regionali pur costituendo un forte incentivo alla domanda non hanno una strategia a questo riguardo e la presenza di contributo ha portato in vari casi ad una levitazione dei prezzi in quanto le ditte usano il contributo pubblico per aumentare i loro guadagni ("visto che c'è il contributo può anche pagare qualche cosa in più "). In Italia una struttura privata, il centro Siva (Servizio informazioni e valutazioni ausili) della Fondazione Pro Juventute Don Gnocchi di Milano compie una funzione meritoria dando le valutazioni tecniche degli ausili ma ovviamente non ha potere di definire una strategia di prezzi bassi come fanno le strutture pubbliche danesi ; (c) le strutture pubbliche non fanno alcuna opera di qualificazione delle imprese esistenti nè incentivano la formazione di nuove imprese nell'area della così detta Assistive Technology. Il loro contributo si limita ad accettare l'impresa nel loro elenco ed il prodotto nella Nomenclatura tariffario.

 

4. La relazione tra politiche economiche e politiche sociali per persone anziane e disabili

A conclusione di queste riflessioni, e sulla base delle esperienze e progetti presentati ad Handimatica, si possono indicare tre tipi di relazioni importanti tra politiche economiche e politiche sociali se viene ad essere favorito un mercato pubblico - privato dei prodotti e servizi tecnologici per persone anziane e persone disabili . I vantaggi economici di questa strategia, che richiede una rete tra più attori , va in tre direzioni:

  1. Come risparmio di costi per aumento del periodo in cui le persone anziane dipendenti restano autosufficienti.

Uno dei punti più evidenti di collegamento tra politiche sociali per le persone anziane e disabili e una linea di politica economica è il risparmio complessivo che si può realizzare nei costi (sia pubblici che privati) se nelle diverse regioni sono realizzate (per la presenza di una adeguato intervento pubblico nazionale e locale) politiche preventive (con utilizzo di strategie sia sociali che tecnologiche) che aumentano l' autonomia delle persone anziane dipendenti e le persone disabili in modo da ritardare il più possibile il loro inserimento in una casa protetta o in una situazione di assistenza continua.

Ricerche come quella di EGV Fonden di Copenhagen hanno mostrato che in Danimarca alla metà degli anni '80 il costo di una persona anziana in una casa protetta con assistenza medica e paramedica continua era di 34.000 dollari statunitensi per anno mentre questa cifra si riduce a 17.000 dollari se la persona è assistita a domicilio. Inoltre studi successivi hanno sottolineato che una buona assistenza domiciliare ha fatto risparmiare in un anno 5 milioni di corone danesi di posti letto in ospedale non utilizzati.

Si può anche ricordare che l‘Istituto di medicina legale di Milano ha verificato che nel periodo 1979-1983 a Milano, la percentuale più elevata dei 364 incidenti mortali avvenuti in casa (la quasi totalità per impianti e attrezzature difettose) ha colpito persone anziane: il 40% di questi incidenti mortali ha infatti coinvolto persone con più di 65 anni ed il 23% . Un intervento tecnologico a favore delle persone anziane e delle persone disabili può assumere quindi caratteristiche di emergenza.

  1. Come risparmio dei costi in un sistema integrato delle relazioni tra prevenzione, cura, riabilitazione e assistenza.

Un secondo collegamento tra linee di politica economica e politiche a favore di persone anziane dipendenti e di persone disabili si basa sulla constatazione queste politiche se sono coordinate in modo integrato possono portare ad un elevato risparmio di costi senza penalizzare l' utenza.

I noti principi della qualità totale in una struttura aziendale indicano tre punti principali : tener conto delle esigenze e pareri dei clienti, tener conto delle esigenze e pareri espressi da tutti i diversi livelli gerarchici di chi opera in quella azienda ed infine analizzare tutti i processi che collegano, nelle diverse fasi di lavorazione, il flusso delle informazioni e delle parti hard del prodotto.

Questi principi possono essere facilmente applicabili per ridurre i costi anche nelle strutture che si occupano di persone anziane non autonome e persone disabili Per fare un esempio è evidente che se una persona ha un incidente e deve essere operata se chi la opera ha presente le possibilità di un dato tipo di protesi l'operazione fatta in un certo modo porterà ad un risparmio quando dovrà essere progettata la protesi; una volta poi fatta la protesi vi saranno ulteriori risparmi se la persona sarà agevolata da interventi anche tecnologici che le possono permettere di restare a vivere nella propria abitazione ecc...

Analizzare dal punto di vista della qualità totale le politiche per le persone anziane e disabili, inserendo al loro interno le tecnologie, significa anche effettuare una verifica che parte dalle esigenze dei clienti (le persone anziane e disabili) e considera i collegamenti , le esigenze e i pareri espressi ai diversi livelli gerarchici dagli attori pubblici e privati della assistenza a domicilio, della riabilitazione, della gestione ospedaliera, delle case di ricovero per persone anziane non autosufficenti ecc...

Ugualmente importante è l'analisi dei diversi flussi che portano ai prodotti e servizi per le persone anziane e disabili, analisi che è però molto più complessa di quella individuabile in un sistema industriale. Occorre infatti considerare insieme a tutti gli attori precedenti (utenti e responsabili dei servizi) anche tutti i diversi attori che si inseriscono in questi flussi: i responsabili delle politiche edilizie (da quelli della bioarchitettura a quelli che progettano case speciali per persone anziane), delle politiche industriali e tecnologiche di chi costruisce e vende ausili e servizi che comportano molta tecnologie di vario tipo delle strutture formative e dei centri di ricerca che hanno come punto di riferimento le persone anziane e disabili ecc...

Più il sistema è considerato nelle sue interconnessioni e più è possibile risparmiare costi che non siano penalizzanti per la qualità dei servizi e quindi per l' utenza.

  1. Come incrementi nella ricerca tecnologica, riqualificazione industriale e creazione di nuovi percorsi imprenditoriali, come aumento di posti di lavoro

La partecipazione ai mercati sperimentali di imprese private e centri di ricerca pubblici e privati e il perseguimento di una linea di mercato pubblico - privato portata avanti dalle strutture pubbliche potrebbe avere come conseguenze positive un incremento nella ricerca tecnologica incoraggiata dai numerosi programmi della Comunità europea, una riqualificazione industriale e la creazione di nuovi percorsi imprenditoriali e di posti di lavoro.

Lo scontro oggi in atto in tutte le nazioni più industrializzate tra le due strategie prima ricordate pone a tutti gli attori , oggi presenti ad Handimatica, l’obiettivo di essere sempre più consapevoli della importanza di mettersi in rete non solo per risolvere i diversi problemi che ogni struttura incontra nella vita quotidiana ma anche per delineare una comune strategia comune che possa farsi valere al livello delle politiche nazionali e regionali.

 

Ritona a
Progetti ed Atti  '97

Ritorna ad
elenco relatori

Relatore
successivo