Convegno:
"Europa, disabili, tecnologie e mondo del lavoro."

 

Claudia Montedoro - Coordinatrice

Grazie ancora ad Aspasia Dassios per l’intervento e passerei la parola a Fabio Focardi, direttore dell’AMIG - Associazione Minorati Gravi - che presenterà proprio un progetto Horizon che si svolge proprio nell’ambito dell’innovazione tecnologica.


Fabio Focardi - direttore AMIG

Progetto "Formazione ed inserimento lavorativo di disabili mentali e fisici in attività della tradizione artigianale e dell'innovazione tecnologica"


Buon giorno. Vi porto anche i saluti dei nostri partner inglesi ed irlandesi che purtroppo non sono potuti venire. Inizio con un dato e una piccola informazione. Solo nella provincia di Firenze ci sono cinque miliardi di multe alle aziende accumulati in questi ultimi anni. Cinque miliardi che corrispondono a circa tre dei progetti Horizon, a tre volte i progetti Horizon pronti e in via di attuazione in Toscana in questo momento. La dottoressa Montedoro diceva del cambiamento dello stato sociale. Io vi do un dato e da questa situazione contraddittoria, vi indico quelle che sono state le motivazioni proprio alla base del progetto. Avevamo fatto delle esperienze di inserimento, esperienze che venivano circuitate: pre-formazione, formazione, inserimento, uscita dalla azienda e guarda caso di nuovo percorso pre-formativo e formativo, un corto circuito da cui non riuscivamo ad uscire. Abbiamo pensato alla autoimprenditorialità. Abbiamo pensato a creare una piccola azienda che poi non è tanto piccola perché prevede quaranta operatori di cui trenta disabili e sottolineo dieci con ritardo mentale, quella disabilità psichica di cui si è accennato più volte stamane. Il principio di fondo è stato essenzialmente questo cioè di coniugare i bisogni dei nostri pazienti, degli ospiti della nostra associazione, con quella che è la realtà, con quella che è la realtà fatta appunto di dinieghi dal punto di vista delle aziende, e fatta dalla invece dalla ricerca di lavoro da parte delle persone disabili. Da questo punto di vista abbiamo voluto prendere anche un vantaggio rovesciando un altro dei canoni tradizionali di cui si parla molto, cioè il canone della disoccupazione e abbiamo detto, creiamo si una azienda ma coinvolgiamo in questa azienda non i disabili, coinvolgiamo i disoccupati, i normodotati disoccupati, rovesciamo il canone tradizionale su cui si sta operando in questo momento. Smettiamo di considerare i disabili disoccupati, invertiamo i termini della faccenda cerchiamo di creare un punto di autoimprenditoria. La fase attuale e che sono state ormai espletate circa seicento ore di formazione, sono pronte le attrezzature e i luoghi di lavoro, siamo sostanzialmente nella fase in cui dovremmo attivare l’operatività di mestiere, confrontandoci con le aziende del tessuto fiorentino, direi semplicemente da pari a pari, interfacciando l’Associazione Industriali, interfacciando la Confederazione dell’Artigianato, il CNR perché queste istituzioni e anche le aziende che ci supportano si sentano così forse alleggerite e possano liberamente dare un contributo alla nascita di una nuova azienda. Ancora sul concetto di integrazione. Si parla molto ormai di post - fordismo, post - keneisismo, si parla di supporto delle nuove tecnologie, di lavoro cooperativo, di superamento della vecchia concezione del lavoro. Nella nostra esperienza con persone con disabilità mentale e anche fisica, ci siamo accorti che è possibile ottenere un prodotto seppur fatto da più persone, in più tranche, la cui fase di lavorazione è articolata ed affidata per non più mansioni, ma per capacità. Io non credo che questa sia una grossa scoperta teorica, è una piccolissima scoperta empirica che ci dà l’opportunità di affidare a delle persone con disabilità anche gravi, un compito significativo nella produzione e di prodotti informatici e telematici e di prodotti tradizionali. Io credo che più che telelavoro noi applicheremo l’informatica e la telematica alla gestione di una azienda, alla produzione di una azienda. Il primo settore su cui stiamo lavorando è il settore della ceramica, una delle tipologiche attività del territorio fiorentino, iniziamo ad applicare per esempio al design tutta l’attività di CAD. Stiamo iniziando insieme al CNR a rendere automatiche alcune macchine per le persone che hanno disabilità e posso dire che i risultati sono molto più che incoraggianti. Per l’informatica invece stiamo pensando ad una attività di editoria elettronica con spero anche un’appendice di editoria tradizionale con spero il Comune di Scandicci che forse metterà a disposizione la sua tipografia, per quanto riguarda invece la gestione della carta restauro libri lo stiamo facendo insieme alla Biblioteca Nazionale di Firenze e anche li è possibile prevedere una semplificazione dei processi lavorativi attraverso l’applicazione dell’informatica e della telematica. Stiamo andando quindi ad una concezione - lo diceva prima bene la collega greca - di centri di attività che hanno come momento di supporto l’informatica, che hanno come momento logistico l’attività informatica che nulla più è che non una attività normale, tradizionale svolta nelle aziende. Abbiamo per esempio ormai collegati il settore amministrativo, al settore amministrativo lavora una persona disabile per quanto riguarda Horizon. Interfaccia sistematicamente con la nostra amministrazione e non c’è nessuna sorta di problemi. Così come nell’ambito della produzione dell’editoria elettronica, stiamo lavorando ad un CD ROM che vorremmo prima o poi mettere sul mercato e in questo settore lavorano persone con disabilità. Sono forse dei primi momenti, non vanno esaltati, vanno ben considerati. Il lavoro impostato con questo concetto di lavoro cooperativo e di gruppo incomincia a funzionare. Devo dire l’ultimissima cosa e poi finisco, accanto a quello che stiamo facendo per Horizon abbiamo iniziato una serie di percorsi spontaneamente richiesti dalle persone disabili. Per esempio in collegamento con CGIL, CISL e UIL, l’Associazione Industriali e l’Ufficio del Lavoro vorremmo riuscire a creare veramente un percorso di informazione e se è possibile di Job Integration nell’ambito della nostra provincia. Così come con il CNR stiamo pensando ad un servizio di documentazione giuridica, e c’è a Firenze l’Istituto di Documentazione Giuridica, da mettere a disposizione di chiunque voglia. Grazie.

[non rivisto dall’autore]

 

Ritona a
Progetti ed Atti  '97

Ritorna ad
elenco relatori

Relatore
successivo