Convegno:
"La tecnologia per favorire l'integrazione scolastica:
la formazione dei docenti."

 

Andrea Canevaro - Coordinatore

Grazie Patrizia Ghedini. Credo anche qui che le difficoltà messe così bene in luce siano utili per capire che una prospettiva dell’integrazione è anche un impegno difficile, perché vuol dire cambiare alcune abitudini su cui siamo poco propensi a fare reali cambiamenti. Una è proprio questa: una dizione alla moda, "entrare in rete", significa non pensare in termini troppo o esclusivamente autoreferenziali. A volte può capitare - è capitato e capiterà certamente ancora - che lo stesso ente promotore di un’attività di centro di documentazione non convogli le risorse, le richieste, perché si dimentica che ha questa possibilità, quindi non rinforza nè l’immagine nè la sostanza, ma fa attività parallele, promuove attività che nascono sparpagliate.

Questo è un enorme problema. Il problema del decentramento che ha bisogno paradossalmente di un più forte, ma più leggero, centro di collegamento. Certamente una rete informatica che collega gli sportelli bancari è più semplice e una rete di contatti che mette insieme delle esperienze promosse è molto più difficile (anche perché molte situazioni nascono sulla base di doni e le scelte sono quindi difformi).

Questo non deve fare il cattivo scherzo di far pensare che queste sono strutture inutili, superflue, perché sono - proprio sul piano dell’economia- , degli strumenti preziosi per non perdere le esperienze.


ALDO COSTA - Provveditorato agli Studi di Bologna

"L'utilizzo delle tecnologie per favorire l'integrazione scolastica: il Progetto Marconi come modello organizzativo di esperienza interscolastica."


Vi porto anzitutto i saluti ed un augurio di buon lavoro da parte del Provveditore agli Studi Giorgio Temperilli, impossibilitato ad intervenire per esigenze di servizio.
Brevemente intendo riferire di un'esperienza da noi condotta come esperienza "di base", vale a dire come esperienza che parte dalla e si fonda sulla scuola, non originata all'esterno di essa. E' importante soffermarci su tale aspetto, perchè per capire un'esperienza occorre capirne la logica. Al riguardo - ed in relazione al tema di questo nostro dibattito -, parlare di "formazione dei docenti", di "nuove tecnologie" e di "handicap", significa parlare di un trinomio i cui elementi non sono facili da interpretare, da comporre e da gestire: probabilmente ognuno di noi, qui presente, ha una sua idea su come fare formazione, applicata all'handicap e marcata da un forte carattere tecnologico.
Le convinzioni da cui siamo partiti si possono così riassumere:
- formazione: scarsa fiducia verso i metodi formativi tradizionali, basati su corsi a termine e tecniche didattiche di tipo frontale e maggiori certezze verso strategie di auto-formazione, di formazione continua e di ricerca-azione;
- nuove tecnologie: ricerca di modalità di approccio e approfondimento flessibili dal punto di vista organizzativo e "mirate" dal punto di vista dell'interfaccia macchina - utilizzatore;
- handicap: capacità di ripartire da zero, di rivedere continuamente il proprio lavoro, in relazione alla necessità di affrontare problematiche complesse e continuamente da riverificare e ripensare.

Riflettere, sperimentare, verificare e divulgare sono gli obiettivi da cui è partito il Progetto "Marconi", unitamente alla convinzione - profonda e determinante - che la scuola è ricca di risorse e di potenzialità. Se è vero, infatti, che la scuola esprime un forte bisogno di formazione in materia di nuove tecnologie applicate alla didattica, è anche vero che ciò avviene a macchia di leopardo e che la scuola chiede molte volte di potersi esprimere, di poter liberare energie che già possiede, di poter - solo - avere la disponibilità di utilizzare con flessibilità le risorse umane aggiuntive necessarie a realizzare i propri progetti.
Sulla base di queste premesse è nato il Progetto "Marconi", rispetto al quale il Provveditorato - che lo coordina - si è preoccupato di costruire la "cornice", lo scenario tecnico-formale capace di contenere le attività, lasciando libertà alle scuole partecipanti di costruirne i contenuti.
Le scuole aderenti al Progetto - inizialmente 7, poi 8, a breve 11 - sono così divenute poli di riferimento dove si fa sperimentazione, ma dove si producono anche servizi e ci si propone come "Centri di risorsa". In tale modello organizzativo il carattere distintivo è la non eterogestione: anche a livello progettuale i docenti ed i formatori utilizzati sono gli stessi che compongono il Comitato Tecnico-scientifico del Progetto e come tali ne definiscono il taglio e la conduzione delle attività, mentre il Comitato di Gestione, composto dai Capi di Istituto delle scuole consorziate, soddisfa le necessità a livello amministrativo-gestionale.

Il Progetto "Marconi", riproposto a livello europeo nell'ambito del Progetto "Helios II", ha suscitato interesse e riconoscimenti, tanto che una recente pubblicazione della UE ("the Role of Resource Centres in Supporting Integration in Education") comprende il modello di scuole "a rete" del Progetto "Marconi" fra i tre modelli organizzativi di base a cui far riferimento e la "Guida" della "buona prassi" delle esperienze europee, egualmente appena pubblicata, include il Progetto stesso, unico italiano, fra i 14 modelli europei di maggior rilievo. Naturalmente il Progetto "Marconi" non si chiude al solo ambito scolastico, ma interagisce fortemente con altre realtà. Realtà del territorio come il Comune di Bologna (attraverso il CUF, Centro Unificato di Formazione), la Provincia di Bologna e la Regione Emilia Romagna, l'IRRSAE e l'Università degli Studi.
Il nostro principale interlocutore è tuttavia il CNR, il cui ruolo, in rapporto alla scuola, può essere completamente ripensato, sulla base della nostra esperienza, a tutti i livelli ed in ogni ambito territoriale. Noi abbiamo trovato nel CNR, infatti, risorse tecniche e possibilità impensate ed inaspettabili. E' grazie al rapporto con il CNR che l'originaria attività di consulenza ai docenti di tutto il territorio provinciale, assicurata dalle scuole-polo del Progetto Marconi, si è allargata all'utilizzo della telematica, attraverso l'accesso gratuito al dorsale GARR concesso - appunto - dal CNR di Bologna.
Da un anno circa, sulla base di apposita convenzione, l'ITIS Belluzzi (un Istituto che possiede una grande potenzialità tecnologica) gestisce un server, direttamente connesso al CNR, e cura tutti gli aspetti operativi relativi alla gestione di pagine WEB ed a tutti i collegamenti delle scuole in INTERNET, con un'attività che è divenuta fondamentale e di supporto trasversale ai diversi sotto-progetti del Progetto "Marconi".
E' interessante, anche, evidenziare l'architettura di rete, che integra il Progetto "KidsLink", a cui fanno riferimento le scuole medie, il Progetto "IDA" (scuole elementari) ed il Progetto BellNet (ITIS Belluzzi) per le connessioni degli istituti superiori, secondo un positivo disegno di forte rapporto con le realtà del territorio. Basti pensare che, complessivamente fra pagine WEB del Provveditorato agli Studi e pagine WEB riservate al Progetto "Marconi", si superano a volte i 1000 contatti mensili, con prelievi che vanno dai 700 ai 900 mila byte.

Il Progetto "Marconi" si è progressivamente articolato in tre settori, espandendosi in modo notevole rispetto alla fase iniziale. Le aree di intervento riguardano oggi: l'handicap ed il disagio giovanile - che rappresentano il punto di partenza -, l'innovazione metodologico-didattica basata sulle tecnologie informatiche, multimediali e telematiche e l'innovazione comunicazionale e di sistema, che il Provveditorato vuole sperimentare in attesa della rete nazionale per la Pubblica Amministrazione.

Nel merito di queste tre aree, sulle quali è molto intensa l'attività sia didattica e di sperimentazione, sia di supporto e servizio, accennerò solo agli aspetti che maggiormente si collegano al tema di questa giornata: cioè la formazione dei docenti. Innanzi tutto vengono i corsi tradizionali, di primo e di secondo livello, svolti annualmente da 6/7 anni per i docenti che accedono per la prima volta alle tecnologie informatiche o che necessitano, comunque, di una formazione di base. Al loro fianco si svolgono attività di consulenza, presso i laboratori delle scuole aderenti al Progetto, ed attività di informazione, sia attraverso il bollettino "Hidea", sia attraverso INTERNET, su cui puntiamo in maggior misura le nostre risorse.
A scadenza biennale viene organizzata anche una Rassegna delle esperienze informatiche nella scuola bolognese, giunta quest'anno alla sua terza edizione. Pure la Rassegna si caratterizza per la "filosofia" che cercavo di evidenziare poc'anzi e consente ad oltre una cinquantina di scuole di essere protagoniste attive della manifestazione, partecipando con i propri alunni ed i propri docenti a dimostrazioni del lavoro svolto e socializzando così le proprie esperienze:
l'entusiasmo a la qualità delle presentazioni dimostrano quanto sia positivo l'interscambio fra scuole e quanto movimento vi sia, effettivamente, nella scuola bolognese.

Tornando alle attività più propriamente di formazione (ma anche la Rassegna è formazione), il modello organizzativo sul quale stiamo scommettendo è la ricerca-azione, pur con tutte le difficoltà che tale modalità comporta. L'esempio più significativo è la ricerca-azione avviata in collaborazione con il CNR, il Comune di Bologna e l'ASPHI: sono state coinvolte in una prima fase di lavoro, già sostanzialmente conclusa, 27 scuole (16 elementari ed 11 medie), per un totale di 62 docenti e 139 alunni con handicap, per ognuno dei quali sono stati approfonditi le caratteristiche diagnostiche ed i problemi di apprendimento, a fronte dei quali sono stati sperimentati 15 programmi diversi, utilizzando differenti modalità di approccio (tastiera, tavoletta tattile, ecc.). Ciò al fine di creare percorsi leggibili e documentabili, sui quali riflettere in relazione sia all'utilità ed alla utilizzabilità del software, in direzione della specificità dei bisogni degli alunni, s l'individualismo operativo ed il settorialismo culturale;

- offrire ai docenti un contributo didattico-operativo documentato, impostato sulla sperimentazione di Metodologie Attive;

- sviluppare percorsi pedagogici, in particolare basati su tecnologie multimediali;

- rappresentare un punto di riferimento territoriale di consulenza e formazione;

- promuovere e coordinare interventi per l'integrazione degli alunni handicappati e/o a rischio di dispersione scolastica, nomadi, extracomunitari.

Le aree di intervento riguardano quindi:

- il rapporto fra le nuove tecnologie e l'handicap ed il disagio scolastico;

- l'innovazione didattico-metodologica basata sulle nuove tecnologie;

- l'innovazione comunicazionale e di sistema .

L'interazione non episodica, infine, con altre Agenzie operanti nello stesso ambito, come il CUF del Comune di Bologna, il CNR, l'Università e l'IRRSAE, legittima dal punto di vista dei contenuti tecnico-scientifici una proposta formativa che non viene vissuta come eterogestita dagli operatori scolastici.

Fra le attività e le iniziative del Progetto Marconi, soprattutto destinate all'erogazione di servizi, si distinguono:

- il network MARCONITEL, finalizzato a promuovere l'utilizzo didattico della telematica, ma utilizzato a fini didattici (per lo più di dominio pubblico, mentre per i demo vengono date le indicazioni di reperibilità) non solo classificati e valutati, ma anche in buona parte già sperimentati nella scuola.

L'indicazione con la quale pare opportuno concludere riguarda la ripetibilità della nostra esperienza, in ragione delle contenute risorse finanziarie richieste, compensate dalle enormi potenzialità che la scuola può esprimere.

 

 

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