Tavola rotonda:
"Tecnologie del presente e prospettive del futuro."

 

Prof. Achille Ardigò - Coordinatore della tavola rotonda

"E ora la parola all'Assessore Regionale"


Gianluca Borghi - Assessore Regione Emilia Romagna

Intervento


"Mi pare evidente non solo da quanto ho sentito da chi mi ha preceduto ma mi è evidente dal fatto che conosco l'esperienze, che soprattutto in questa Regione l'entità qui rappresentata Handimatica, Ausilioteca, ASPHI, la ricerca universitaria, hanno realizzato stanno realizzando, mi pare che i lavori di queste vostre giornate lo testimonino, mi pare evidente lo... la distanza fra questo tipo di lavorazione fra questo di tipo di volontà, fra una pratica non è più soltanto elaborazione, mi pare concretizzazione già ora di alcune esperienze e la capacità di recepire da parte dell'amministrazione pubblica questo tipo di stimoli, questo tipo di necessità. Voglio dire più chiaramente, che sicuramente non stiamo facendo tutto quello che dovremmo, che potremmo fare per tentare di incontrare più e meglio queste eccellenze, per porre queste ed i risultati che queste possono fornire al servizio delle persone disabili della nostra Regione. Non stiamo facendo quanto forse potremmo, sicuramente in questo c'è la disponibilità, non soltanto da parte della Regione ma anche da parte del sistema dell'Autonomia dell'Emilia-Romagna a prestare ora un'attenzione sicuramente superiore a questo tipo di approccio per tentare di configurare e di sostanziare negli atti amministrativi una sorta di Welfare tettologico che sicuramente, come Regione, come comunità, come sistema di relazioni sociali in questa Regione può e deve essere non soltanto aiutato, ma essere valorizzato, anche dalle pubbliche amministrazioni, noi stiamo tentando di fare un passaggio e alcune modifiche legislative, innovative ritengo, degli anni scorsi dell'Emilia-Romagna dimostrano quanto sto per dire, stiamo tentando di passare da servizi alla persona, incentrati, servizi socio-assistenziali incentrati sulla istituzionalizzazione degli interventi a servizi che il più possibile, quando è possibile tentino di incentrarsi su l'HOME-CARE sulla responsabilizzazione familiare sulla valorizzazione del ruolo che la famiglia può dare nell'affrontare la disabilità di un proprio componente. Questo è importante la eccessiva rigidità dei servizi inevitabilmente si ripercuote anche sul sistema connotato da maggiori spese, da maggiori oneri che è sempre meno sopportabile, per tutto quanto è il quadro economico non solo di questa Regione, ma nazionale, per gli enti locali per il sistema dell'autonomia in senso lato. Non solo per questo vorremmo continuare a proseguire un discorso, che per esempio per quanto riguarda le persone anziane ha portato all'emanazione di un contributo, all'emanazione di una legge che prevede il contributo alle famiglie che accudiscono ai propri cari e sempre in questa legge sono previsti programmi - che purtroppo non abbiamo ancora realizzato, ma nel '97 sono fra le priorità dell'Assessorato, dell'intera giunta - programmi di azioni positive che in particolare dovranno riguardare l'utilizzo di sistemi informativi, sistemi telefonici, comunque di innovazione tecnologica anche nella individuazione di servizi agli anziani, in particolare dovremo iniziare un progetto con la comunità montana, una delle comunità montana delle località con il più alto indice di anzianità, mi riferisco a quella di Parma, per andare proprio all'introduzione di teleassistenza, di telesoccorso, con un modello che auspico potremmo tentare di diffondere poi successivamente anche ad altre parti della regione.

Per quanto riguarda i disabili poi in particolare sicuramente siamo in presenza anche in una regione come la nostra e mi pare di poter dire che non è fra le ultime in materia di servizi di opportunità per i disabili, ma anche questa nostra posizione di relativo privilegio all'interno del quadro nazionale è a mio avviso del tutto insufficiente rispetto alle attese alle richieste alle necessità che vengono poste con sempre maggiore frequenza dalle persone disabili, Anche in questa regione le opportunità lavorative per le persone disabili sono assolutamente non adeguate alla richiesta, sia da parte dell'ente pubblico, sia da parte del sistema di produzione privato, non è evidente, per usare un eufemismo, uno sforzo per andare all'attuazione concreta della legge nazionale che prevede invece la obbligatorietà dell'inserimento delle persone disabili, abbiamo provato per tentare di ovviare questa condizione difficilmente sostenibile di individuare all'interno della nuova legge sul lavoro approvata dalla Giunta, fatta dal collega Rivoli, collega che ha le competenze per la formazione per il lavoro, di individuare nuove e - ritengo significative opportunità dal punto di vista economico per le imprese, volte a favorire di più e meglio l'assunzione, l'immissione in un percorso formativo della persona disabile.

Anche in materia di servizi al di là delle risposte residenziali, semiresidenziali che sicuramente sono presenti nella quasi totalità del territorio dell'E-R per quanto riguarda i disabili possiamo e dobbiamo fare di più. Nelle prossime settimane dopo un lavoro di molti mesi, porterò all'approvazione della giunta una Legge riferita in particolare ai disabili, una legge volta soprattutto all'attuazione di una delle parti forse più significative della 104 ovvero la istituzione del servizio di aiuto alla persona, tenteremo di rendere possibile per i nostri enti locali la istituzione di questo servizio, tentando di supportare dal punto di vista economico adeguatamente, questa che è a nostro avviso una delle priorità politiche per i prossimi mesi, nel contesto di questa Legge, che entro 3/4 mesi il Consiglio approverà, sicuramente possono esser individuate e in questo senso mi rivolgo a quelli che sono attorno a questo tavolo a coloro che hanno relazionato e che rappresentano come dicevo all'inizio, esperienze significative, non soltanto a livello regionale in questo quadro, all'interno di questa nuova normativa regionale, penso che dovranno essere poste le basi per un lavoro che veda questo Network di innovazione solidale interagire col la Regione per far si che alcune delle molte cose che si possono fare e di cui avete discusso in questi giorni, possano tradursi in azione concreta amministrativa.

Tutto questo, penso sarà molto difficile, ma l'impegno che mi prendo ora che mi sono preso nei tanti incontri spero non del tutto infruttuosi che ci sono stati nei mesi scorsi con molte delle persone presenti oggi è quello di privilegiare in un contesto economico che per la Regione è "drammatico" privilegiare comunque questo tipo di realtà per far si che le politiche sul territorio possano essere riconvertite anche sull'innovazione. C'è una difficoltà strutturale orizzontale-verticale da parte delle amministrazioni a dialogare: orizzontale intendo è difficilissimo per la Giunta Regionale, ritengo anche di poter dire anche per gli altri livelli amministrativi mettere in sinergia in collegamento le politiche formative quelle scolastiche quelle dei servizi sociali faccio salvo fra integrazione e sanità che mi pare di poter dire, pur con molte difficoltà in questa regione è ormai un dato acquisito. È davvero rilevante la difficoltà, (diciamo di chi sta peggio?) che stiamo tentando di recuperare con una pratica di collegamento anche nella predisposizione negli atti amministrativi, degli atti legislativi che vede sempre più spesso intrecciarsi, ovviamente, le interrelazioni interassessorili all'interno del governo regionale, c'è una evidentissima difficoltà anche verticale nel rapporto intendo con questo sia il livello superiore, il governo, sia nel livello inferiore, comune e provincie e per la regione è molto difficile ad andare in una interlocuzione positiva propositiva che tenti di valorizzare tutte le esperienze le competenze ma alla fine comunque decidere, scegliere, progettare, innovare se è possibile. Cose significative da questo punto di vista mi pare si stiano cominciando a vedere da parte del Governo vedo un'attenzione forte nel ruolo delle regioni sempre più spesso nella definizione di interventi strutturali, tossicodipendenze ai minori, il governo finalmente ritiene necessario confrontare preventivamente con le regioni i propri atti, i propri indirizzi, le proprie volontà legislative e altrettanto importante e su questo vi sono comunque parimenti difficoltà per la regione andare ad una compartecipazione verso il basso rispetto ai comuni delle politiche.

Noi stiamo predisponendo questa settimana il Bilancio regionale. Il Bilancio lo stiamo facendo con un input che ci siamo autoassegnati, l'input è quello di ridurre ogni capitolo di spesa corrente del 5, del 10 e possibilmente del 15%, a tutto questo si aggiungerà nei prossimi mesi una nuova imposizione fiscale della regione che riguarderà tutti i cittadini dell'E-R, riguardante il gas metano, benzina, introdurremo anche altri tipi di oneri, con questo voglio dire che questa riduzione ha riguardato anche i capitoli del sociale, mi pare che da questo quadro possa determinarsi anche una opportunità noi come regione diremo ai nostri comuni verso i quali questo trasferimenti si realizzano che questa riduzione nei finanziamenti regionali dovrà comunque nonostante si tratta di riduzione comportare un miglioramento nella efficienza dei servizi. Non sembri questo un paradosso, noi trasferiremo le nostre risorse chiedendo ai Comuni di utilizzare queste risorse non più per l'ordinaria amministrazione non più per la gestione di servizi consolidati, ma soprattutto per individuare nuove modalità di approccio di gestione dei servizi e all'interno di questo quadro per individuare innovazione. Tutto questo è sicuramente più oneroso anche dal punto di vista dell'impegno, c'è chi dice che il nuovo modello di Welfare dovrà necessariamente, visto il contesto economico fare i conti e utilizzare una grande fantasia nella ricerca di soluzioni - voglio vederla così, in positivo - come una dinamica che dovrà e potrà consentirci una razionalizzazione, ma al contempo senza in alcun modo pregiudicare un livello di servizi che negli anni in questa regione, ha rappresentato e rappresenta una conquista che il tessuto sociale vive come essere importante, l'impegno mi pare che anche conseguentemente ad incontri come questo è indispensabile per chi rappresenta qualcosa in questa regione dal punto di vista amministrativo è quello di fare propria questa potenzialità, e sono d'accordo con il Prof. Ardigò, deve vedere pubblico e privato, e privato sociale concorrere per far si che i nostri servizi possano non solo essere migliori, ma addirittura più efficienti più solidali nell'innovazione."

 

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Convegni ed Atti  '97

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