Tavola rotonda:
"Tecnologie del presente e prospettive del futuro."

 

Prof. Achille Ardigò - Coordinatore della tavola rotonda

"E prima di dare la parola al rappresentante del Ministro della Sanità Solidarietà Sociale, vorrei far una piccola osservazione a questo sforzo che certamente è notevole che sta facendo l'Assessore e con lui la giunta, c'è una esigenza però che vorrei sottolineare: è possibile tentare degli esperimenti nei quali sia possibile spaccare tutte le suddivisioni per Assessorati che sono le verticalizzazioni dello sforzo, cioè noi non possiamo superare la crisi di questo Welfare specialmente sanitario e non solo sanitario regionale, se noi manteniamo tutte le verticalità rigide che intervengono poi sul territorio che è fatto poi sempre anche di interconnessioni, perché non tentiamo qualche esperimento che non sia addebitabile a nessun tipo di Assessorato, ma che li coinvolga tutti in diversi livelli, perché non facciamo uno sforzo di questo genere anche di un solo ambito di montagne uno di una zona che è più vicino alla preoccupazione che viene qui e sposta,

però sinceramente vogliamo pensare che nella struttura amministrativa dello Stato locale c'è qualche cosa può essere un impedimento questo noi lo avvertiamo autocriticamente nella Sanità, però vale la pena di tentare qualche esempio non dico tutti per non rischiare grosso, comunque è certo che lo sforzo che va fatto giustamente sottolineato è di particolare difficoltà.

Ed ora la parola al Dott. Giuffrè il rappresentante del Ministro per la Solidarietà Sociale."


Italo Giuffrè - Rappresentante del Ministro per la Solidarietà Sociale

Intervento


"Grazie, io credo che sia emerso dal dibattito un valore importante, cioè che la diversità non costituisce una condizione di inferiorità, ma è una componente valoriale della persona e questo credo che sia stato chiarito e sia emerso in tutti gli interventi. Emerso anche un altro punto credo, per raggiungere l'obiettivo per far si che veramente poi la persona in situazione di disagio non abbia a subire ancora maggiore disagio, nel momento in cui si integra nella società, e quale è? Quello che faceva presente proprio adesso il Professore, cioè quello di costruire realmente uno stato sociale e, uno stato sociale presuppone per la sua costruzione che tutti siano dei soggetti attivi, che tutti siano dei soggetti, quindi non più uno stato che vede da una parte le Istituzioni per dirla in termini più semplici, l'amministrazione dello Stato cioè i Ministeri e poi dall'altra parte l'Ente Regione, l'Ente locale, le USL, il volontariato, il privato sociale, il mondo economico, il mondo della cooperazione sociale, questo non è uno Stato sociale, lo sforzo è proprio di far si che tutti si sentano soggetti attivi e allora forse in quel caso nessuno si sentirà meno solo, non si sentiranno sole le Regione e non si sentiranno soli neppure i Comuni e a volte non si sentiranno soli neppure i Ministeri che dall'altra parte sembrano proiettati in un mondo a parte lontano da quella che è la realtà e a volte le esigenze stesse non riescono neppure a comprendere quali sono le reali esigenze dell'utente, ecco un altro termine nuovo di uno Stato Sociale, l'utente in questo caso è il disabile, ma io direi che poi questo convegno non si differisca soltanto al disabile sarebbe già restrittivo ritorneremmo di nuovo a considerare il disabile come una categoria a se stante, io credo che questo convegno si riferisca a tutti, ecco quella integrazioni di cui forse accennava prima il Professore, come si fa a parlare di integrazione scolastica come qualcosa di a se stante e poi di integrazione lavorativa come qualcosa di a se stante, poi premettiamo che ci deve essere anche una formazione prima dell'integrazione lavorativa, perché altrimenti il dramma che è successo in questi ultimi tempi è stato proprio questo, si formavano da una parte culturalmente e non riuscivano a integrarsi al lavoro dall'altra, perché non avevano la professionalità per il lavoro, e, non ci fermiamo lì ci deve essere poi anche una formazione culturale permanente perché noi oggi ci troviamo di fronte ad una nuova realtà, che molte persone arrivate a 40, 50 anni devono cambiare lavoro e se questa formazione non è permanente si troveranno pure discostati dalla realtà lavorativa e allora ecco che anche qui l'ausilio è importante la conoscenza degli ausiliotecnici dei mezzi tecnici perché molto spesso non ci si riesce neppure ad integrare in una nuova attività lavorativa perché si abituati ancora alla penna e ancora al calamaio e oggi ci troviamo di fronte a delle nuove realtà anche questo credo che è importante. Quali sono gli sforzi che la Ministra sta compiendo? Il primo sforzo è quello di fare in modo che non si parli soltanto di politica dell'handicap come di una politica se stante, ma si parli di una politica sociale che coinvolga tutti e quindi tra questi anche le persone con una disabilità, perché si trovano in una situazione di disagio nei confronti di altro, ma solo per il disagio, non perché vi è una differenza nella persona, veniva centrato molto bene da uno dei relatori la centralità della persona, quindi anche quando parliamo io credo di ausilio di mezzo tecnico è vero che l'ausilio di riferisce a tutti ma in alcuni casi deve essere anche centrato sulla persona, perché altrimenti potrebbe anche svilire la persona a cui si riferisce, non lo fa sentire poi agevole nel momenti in cui lo deve utilizzare. È questo uno dei primi punti della Ministra è stato questo proprio di focalizzare un'attenzione a grande raggio su quelle che sono le tematiche del sociale, coinvolgendo direttamente le Regioni, i Comuni, perché ormai è lì che dovrà trovare attuazione concreta, poi la politica sociale sul territorio, ma contemporaneamente coinvolgendo quello che oggi chiamiamo il privato sociale, il mondo del volontariato e tutti gli altri soggetti che fanno parte di una comunità.

Indubbiamente un altro punto importante è stato quello di cominciare a portare avanti una politica attuativa della normativa vigente e infatti prima mi si faceva proprio riferimenti alla normativa vigente, noi abbiamo una normativa nel caso della disabilità che è molto avanzata rispetto alle altre in Europa, purtroppo però non sempre si è realizzata si è concretizzata realmente e quindi anche taluni aspetti come quello proprio della possibilità di usufruire di ausili tecnici, non si è concretizzata ancora. Ecco uno degli sforzi del Ministro e dei suoi uffici sarà proprio quello di cominciare ad individuare quali sono gli aspetti che ancora non hanno trovato una soluzione per fare in modo che possano essere avviati a soluzioni a concretizzazione nel più breve tempo, indubbiamente ci sono delle difficoltà che possono esser per taluni aspetti di mancanza di risorse finanziarie, per altri aspetti consentitemelo per una mancanza di sensibilità pure da parte da chi dovrebbe realizzare questi interventi, perché molto spesso come diceva all'inizio si vede ancora come nel caso dell'handicap, in specie l'handicap come una condizione di inferiorità e quindi non c'è quella sensibilità. Indubbiamente questo dev'essere superato e dev'essere anche integrato attraverso le varie amministrazioni dello Stato. Ecco quando si parla di integrazione scolastica io mi rendo conto di quelle che sono le difficoltà per portare avanti le integrazioni scolastica, perché non è soltanto il prendere un alunno con una disabilità e proiettarlo nella scuola, ma bisogna anche porre in essere tanti di quei rapporti interistituzionali a livello locale tra la scuola e le altre componenti che sono sul territorio, quindi c'è realmente un lavoro non facile e poi soprattutto c'è anche un lavoro di formazione professionale di chi deve agire nell'ambito della scuola, anche questo è uno degli aspetti, noi parliamo adesso di informatizzazione, di tecnici, di ausili, ma chiediamoci anche, poi chi dovrà provvedere alla formazione di queste nuove professionalità, questo sarà uno degli aspetti, sarà la Regione, il Comune, gli Enti, lo Stato, questo sicuramente sarà uno dei problemi che dovrà essere individuato, ma io credo forse nell'ambito di una riforma dei servizi sociali, dove si comincerà veramente a comprendere quali saranno i servizi da chi devono essere erogati e quali saranno le professionalità.

Giustamente mi si faceva notare, ci sono ancora delle differenziazioni per l'I.V.A. non parliamo ancora del nomenclatore tariffario, e giustamente è vero molto spesso ci sono stati dei ritardi. Oggi viaggiamo in aereo, col Pendolino quando non si guasta e da certi altri punti di vista andiamo ancora in carrozza e con delle strade non asfaltate. È giusto, è vero, nel nomenclatore ci sono degli ausili che possono essere anche utili e possono essere anche ausili che entrano nell'ordinario della vita quotidiana ed è giusto che siano considerati, ma sarebbe anche giusto e questo è un accenno che così va fatto alle regioni a cui tra poco andrà quest'onere "forse" gravoso del nomenclatore tariffario, di cominciare a considerare anche delle voci nuove che entrano nella vita comune di tutti i giorni e quindi avere un telefono di cui possa usufruire un non-udente io credo che non sia più un fatto straordinario ma dovrebbe essere nell'ordinario, proprio nel considerare l'ordinario di quella persona, così come per altri.

Per quanto riguarda l'I.V.A. forse per questa materia ci saranno dei cambiamenti perché ci sono alcuni decreti da parte del Ministro Visco che dovrebbe riconsiderare la materia anche per quanto attiene il mondo delle Associazioni, si avrà una certa possibilità di fare in modo che non ci siano queste discordanze tra due ausili che hanno la stessa finalità, però su uno viene conteggiata un'I.V.A. più alta e forse senza neppure tener conto di quale poi sia il più importante quello che maggiormente rientra nella vita vita quitidiana di una persona e che gli da la possibilità di vivere quotidianamente quindi di qaulificare la sua vita.

Io mi fermerei qui, c'era un altro punto che condivido e quello che le singole linee giustamente di integrazione si devono integrare e questo nel momento in cui si sarà realizzato questo, io credo che abbiamo già realizzato buona parte dello Stato Sociale."

 

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