Convegno
Dall’ausilio sognato a quello vero III:
Mario riesce a scrivere …

Proposte concrete di ausili tecnologici nell’esperienza dei Centri

 

Claudio Bitelli - Ausilioteca A.I.A.S. Bologna (Coordinatore)

"INTRODUZIONE"


Benvenuti a tutti, io sono Claudio Bitelli, poi, avremo modo ognuno di presentarci nel corso delle comunicazioni che faremo, il mio compito è introdurre e coordinare il convegno di oggi, è un convegno promosso dal Glic, dal gruppo di lavoro interregionale dei centri che si occupano di ausili informatici ed elettronici. Prima di tutto grazie agli organizzatori che ci hanno concesso questo spazio di riflessione e ci hanno concesso anche come gruppo di lavoro dei centri uno stand per dare visibilità a questa realtà che si sta consolidando e poi, chiunque di voi potrà passare di là all’interno dell’area espositiva. Brevissima introduzione di commento al titolo: il titolo continua, la serie dall’ausilio sognato a quello vero, c’è stata la vendetta, il ritorno ecc. ecc. e già siamo dall’ausilio sognato a quello vero, perché continua questo titolo? Perché la linea dei centri continua proprio ad essere quella di cercare di mettere in piedi tutte quelle misure, tutte quelle operazioni di servizio di modello di studio che servono per fare diventare un po’ più concreta questa prospettiva di autonomia mediante gli ausili tecnologici; quindi il passaggio dal sogno alla realtà concreta, quindi alla fruizione nella situazione reale degli ausili. Nelle due precedenti edizioni, ci siamo occupati di presentare la prima volta, (è stata la prima edizione di Handimatica) abbiamo presentato una riflessione sulla situazione italiana nel settore degli ausili informatici e l’abbozzo di quello che era questa costituenda rete di centri e nella seconda edizione ci siamo occupati anche di presentare un’esperienza europea con la quale ci siamo confrontati, è un’esperienza francese che ci ha dato elementi importanti di riflessione riguardo alle metodologie di erogazione e i modelli di servizi per l’erogazione di ausili in Francia, era una proposta che non ha avuto poi seguito concreto, però credo sia stato un forte spunto di riflessione. Il titolo di oggi, il sottotitolo, (ce ne sono due di sottotitoli in realtà): Mario riesce a scrivere, è il primo, mentre il secondo dice. Proposte concrete di ausili tecnologici nell’esperienza dei centri. Allora Mario riesce a scrivere è un modo per dire: oggi parliamo di cose concrete non parliamo di modelli, ne parleremo anche, ma poco, parliamo di esperienze reali, di soluzioni calate nella vita delle persone e di quello che vuol dire arrivare ad individuare, a proporre, a supportare l’uso degli ausili tecnologici nella reale situazione di vita; quindi il nostro Mario è un Mario immaginario, non ci poniamo il problema di affermare che le tecnologie lo possono aiutare a scrivere, questo ormai lo diamo un po’ come assodato. Quello che ci interessa capire è come, a quali condizioni si può arrivare a far sì che Mario riesca a scrivere e questo lo vedremo attraverso una serie di presentazioni, sono cinque casi studio, presentati da altrettanti centri italiani, che riguardano casi di persone con disabilità diverse: da disabilità congenite a disabilità acquisite, età infantile, età adulta, problematiche motorie e problematiche cognitive.

Abbiamo cercato, pur nella sintesi di pochi interventi di proporre un ventaglio di esperienze per rendere conto del percorso necessario; mi fermo qua e passo la parola al primo relatore che è il centro Clivia di Genova, i relatori si autopresentano.

 

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