Convegno Europeo
L'EDCL in Europa e in Italia

 

Giulio Occhini: Coordinatore

Adesso io darei la parola al professor Filippazzi che è il responsabile italiano del programma ECDL perché ci dica come questo programma si sta sviluppando nel nostro paese.


Franco Filippazzi - Associazione Italiana per il Calcolo Automatico

"LA CERTIFICAZIONE ECDL IN ITALIA"


Bene buon pomeriggio a tutti, il mio collega vi ha dato una panoramica generale di che cosa è questa patente del computer, dove è nata, che diffusione sta avendo, l’organizzazione, il concetto standard. Io approfondirò adesso questa panoramica relativamente al nostro paese, che cosa sta avvenendo per quanto riguarda l’ECDL in Italia, qualche numero, alcune indicazioni di tipo generale.

L’ECDL è stata annunciata in Italia circa tre anni fa, quindi in ritardo rispetto ai paesi del nord che in questo campo sono sempre un po’ all’avanguardia; è nata in Finlandia infatti poi si è estesa in Svezia, in Norvegia ecc. nei primi due anni di vita di questa certificazione, la diffusione è andata abbastanza a rilento. Una svolta è avvenuta alla fine dell’anno scorso, possiamo essere precisi, quando nel dicembre del 1999 è stato firmato un protocollo di accordo tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l’AICA; questo protocollo di accordo prevedeva alcuni punti, il primo dei quali era la diffusione della certificazione ECDL in tutti gli istituti di istruzione media superiore, quindi non solo gli istituti tecnici, ma anche i licei, sono circa 3600 istituti d’istruzione superiore in Italia.

Ecco, in tutto quest’ambito è stato avviato un programma di utilizzo e di diffusione del concetto e della certificazione ECDL; questo ha dato una visibilità a questa certificazione che prima non c’era ed ha veramente accelerato, ha cambiato la pendenza della diffusione di questa certificazione in Italia.

Un particolare effetto di quello che sto dicendo è avvenuto nell’ambito della pubblica amministrazione; se andate sul sito www.palazzochigi.it/fsi che vuol dire Foro della Società dell’Informazione, voi trovate quello che viene chiamato il piano per l’E_Governement.

Ormai la E, se volete, messa davanti a tante parole dà un significato che tutti conosciamo: allora, questo piano di E_Government che è stato emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel giugno scorso, dà un quadro di tutte le attività che sono proposte e pianificate per migliorare l’utilizzazione dell’informatica in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione; è un documento lungo di una sessantina di pagine a schermo ed è fatto di una dozzina di capitoli, quindi va dall’uso che so, dalla firma elettronica a come organizzare le reti di informatica nell’ambito pubblico e così via. Uno dei capitoli è dedicato alle attività di formazione e in particolare, si parla della cosiddetta alfabetizzazione informatica; e, testualmente si dice che tutti i dipendenti pubblici dovranno acquisire una capacità sulla norma dell’ECDL, cioè l’ECDL è il modello di riferimento per l’alfabetizzazione dei dipendenti pubblici.

C’è una prima tranche di dipendenti su cui va effettuata quest’alfabetizzazione, una tranche di ben 400.000 persone, questo è detto in questo documento che voi potete vedere sul sito web del governo.

Questo piano di alfabetizzazione sta partendo, (proprio in questi giorni viene definito il capitolato tecnico che servirà poi per fare le gare) per fare il cosiddetto piano pilota: cioè, c’è un piano su poche migliaia di persone, dipendenti pubblici in alcune amministrazioni scelte opportunamente, per provare, prima di diffonderlo, su centinaia di migliaia di persone questo piano che, ovviamente prevede la formazione, però di questo noi non ce ne occupiamo e però la susseguente certificazione e di questo ci occupiamo e sarà una certificazione del tutto coerente con l’ECDL.

Ecco, ho dato questa indicazione come riferimenti istituzionali dell’ECDL perché come ho già detto, questi hanno dato una visibilità a questa certificazione che prima non c’era, visibilità e dei riferimenti formali che ovviamente aiutano a introdurre meglio la certificazione da noi.

A seguito in particolare di questa evoluzione, si è accelerato il processo di diffusione dell’ECDL in tutto il paese! Il mio collega ha già citato il fatto che ci sono 800 test center in funzione, praticamente in tutte le parti d’Italia e di questi fra l’altro fra questi ce ne sono adesso circa 400 istituti di istruzione pubblica statali o legalmente riconosciuti e, praticamente, si coprono un po’ tutte le aree in cui questa certificazione può essere utilizzata; nelle università.

Oggi, molte università fanno addirittura quasi come corso preliminare (è accaduto recentemente al Politecnico di Milano in cui tutte le matricole del corso di disegno industriale, quindi 800 ragazzi hanno fatto due settimane di ECDL e adesso stanno facendo gli esami). Citare altri nomi… Bocconi di Milano, ma… Università di Catania, Università di Trento, cioè, Bologna, dimenticavo, è un test center ECDL, quindi nelle Università e l’ECDL vale come credito formativo per l’esame di informatica che, anche nelle facoltà non specificatamente tecniche, ormai è inserito nei curricula.

Ho già citato gli istituti scolastici, ecco, nelle aziende l’ECDL sta prendendo piede, un po’ in ritardo e qui c’è una differenza fra quello che è avvenuto ad esempio nei paesi del nord dove l’ECDL è partita dalle aziende e poi si è diffusa negli altri settori, mentre da noi c’è un processo un po’ inverso, parte dalla scuola per arrivare nelle aziende.

Questo dipende un po’ dalla cultura aziendale, dalla cultura industriale che è diversa nei vari paesi; comunque la visibilità che ormai questa certificazione ha raggiunto è arrivata anche alle aziende, ci sono enti, (ne cito uno): ENEL che è test center ECDL e pensa di far fare a tappeto su decine di migliaia di persone questa certificazione, ci sono enti, aziende del settore della IBM o altri che sono entrati in questo contesto e così via.

Quindi, anche nel campo aziendale le cose stanno maturando abbastanza velocemente; la pubblica amministrazione, ho accennato prima, c’è questo piano che riguarda sia la pubblica amministrazione centrale, sia quella locale.

Ecco, qui nell’elenco del test center è importante sottolineare che esistono anche dei centri come l’Asphi, che ci ospita qui oggi, che è un test center ECDL con statuto speciale perché è un test center per persone con disabilità.

All’Asphi fanno capo altri enti con obiettivi simili e nella struttura gerarchica che è già stata accennata di avere degli enti di riferimento e degli enti associati in modo da avere dei sinergismi e facilitare le comunicazioni e migliorare i problemi organizzativi e logistici dal punto di vista dell’AICA in particolare.

E’ stato già detto e vale la pena ripeterlo che l’ECDL costituisce uno standard.

Allora forse vale anche la pena riandare velocissimamente all’origine di quelli che sono i due documenti di base che qui sono citati, il Sillabus e il Q.T.P. documenti di base di tutto questo programma.

Quando il CEPIS ha impostato questo progetto e ha creato una task force, un gruppo di lavoro internazionale, ha posto a questo gruppo due problemi:

  • uno è che cosa significa saper usare il computer: è una frase molto generica a cui spesso e volentieri, purtroppo, c’è una risposta generica, anche in buona fede e con tutta la buona volontà.

Allora il gruppo di lavoro ha dovuto rispondere prima di tutto a questa domanda e ha definito quello che si chiama il Sillabus ECDL: esso è nient’altro che l’insieme delle abilità richieste per ottenere questa certificazione; quindi, è l’insieme delle cose che il candidato deve conoscere e saper fare; conoscere si riferisce in particolare al primo modulo che è di tipo teorico, saper fare agli altri sei che sono di tipo pratico; ecco, il Sillabus è il documento di riferimento, è il programma degli esami.

  • La seconda domanda è: come può un candidato dimostrare di avere queste abilità?

A questo punto si è creato un insieme di test question and test base è l’insieme dei test a cui vengono sottoposti i candidati in fase di esame, in fase di certificazione; quindi, i test misurano la capacità, l’abilità del candidato in rapporto al Sillabus che è il punto di riferimento per tutti.

Qui poi, Lena Gudéhn vi parlerà più in particolare di che cosa significano questi due documenti in un’ottica di persone disabili; il concetto di base comunque che posso anticipare è questo: i contenuti della patente rimangono gli stessi, quello che varia sono le procedure operative in funzione delle capacità delle persone; banalmente, i tempi ad esempio richiesti per eseguire certi compiti possono essere diversi, però i compiti rimangono gli stessi!

Comunque di questo vi parlerà poi Lena.

Brevissimamente perché ne abbiamo già parlato; l’ECDL costituisce uno standard e le caratteristiche, le peculiarità che definiscono lo standard sono quelle qui elencate, cioè indipendenza da specifici prodotti da specifici fornitori, test identici in tutti i paesi; esiste una sorgente unica che è la fondazione ECDL che sta a Dublino che con il concorso di tutte le associazioni nazionali che partecipano al progetto, ma con fonte unica di riferimento, emette il Sillabus e il Q.T.P. di cui abbiamo parlato prima e, coerentemente questa fondazione fa uno sviluppo e un monitoraggio che, per quanto detto prima sono centralizzati; quindi questo garantisce che i test ECDL siano uguali, coerenti dovunque.

Vi faccio vedere qui per chi non ancora avesse visto, il documento di base che viene rilasciato al candidato: questa è la cosiddetta Skills Card, cioè la carta delle abilità, possiamo dire la patente ed è… (possiamo vedere l’altra per favore); ecco, questo era l’esterno, questo è l’interno e qui sono indicati i sette esami a cui il mio collega aveva accennato: cioè, c’è il primo che è di natura teorica, cos’è l’informatica in senso lato e poi tutti questi esami di tipo pratico che vengono fatti, lavorando sul computer, eseguendo dei compiti proprio come avviene in un normale ambiente di lavoro e qui, quando il candidato ha superato tutti questi test viene rilasciato il certificato, adesso quello attuale è bilingue, come bilingue era il patentino, sarebbe il libretto universitario quello precedente il libretto esami che viene dato ad ogni candidato.

Ancora due parole per parlare molto brevemente del futuro.

Tra i vari filoni che si stanno sviluppando vorrei citarne due: uno riguarda una patente di grado superiore, possiamo chiamarla così, si chiama adesso in gergo, il nome interno è ECDL Advance (quindi l’ECDL avanzato), che non riguarda come per l’altro la grande massa degli utenti di primo livello, quelli che devono saper usare il computer, a un livello di base, ma riguarda la fascia più ristretta di persone che pur restando utenti, (qui non parliamo ancora di specialisti), non siamo ancora nel campo della certificazione EPIC di cui ha parlato prima il mio collega, qui siamo ancora a livello di utenti, ma utenti più raffinati, utenti che fanno da riferimento nell’ambito delle organizzazioni e i loro colleghi, utenti per esempio che sono in grado di gestire a un certo livello cioè, non da specialisti per esempio, una rete locale, una piccola o media organizzazione: cioè là dove per esempio non ha senso avere degli specialisti di informatica; ecco, questa è una cosa che si sta progettando.

L’altro è l’automazione dei test; questo è un discorso molto importante che noi in Italia stiamo sviluppando autonomamente, esistono anche negli altri paesi dei sistemi di test, che cosa vuol dire sistema automatico di test? Significa che il candidato si mette davanti alla tastiera, si identifica ovviamente, chiede quale esame vuol fare, gli viene fornito tutto l’insieme dei test costituenti l’esame, lui svolge le attività che vengono richieste, alla fine viene automaticamente valutato e gli viene detto se ha superato l’esame oppure no e anzi volendo può sapere in quale compito non è andato bene e quale invece ha fatto bene.

Ecco, questo sistema di automazione è molto importante soprattutto quando ci sono, come sta avvenendo, molti esami da fare: ci sono ad esempio è una richiesta delle Università, quando ci sono 3000 matricole ragazzi per 7 esami, fate i conti cosa significa proprio in termini di tempo per fare gli esami e allora c’è una richiesta che in particolare da enti come questi, viene di avere un sistema automatico; noi stiamo implementando questo sistema e già agli inizi dell’anno prossimo sarà disponibile in forma sperimentale e poi lo diffonderemo in tutto il paese.

Ecco, come vedete ho fatto un quadro molto veloce di quello che stiamo facendo, ho lasciato tutto quello che riguarda più specificamente il tema di questo convegno a Lena Gudéhn che vi parlerà adesso e… la introduce lei?

 

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