Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

 

Giovanni Anversa - Giornalista (Coordinatore)

"APERTURA TAVOLA ROTONDA"


Il tavolo di questa mattinata è molto nutrito di ospiti: potremmo definirlo quasi come gli stati generali del mondo del lavoro versus persone disabili, ma preferirei dire che sono gli stati generali del lavoro e basta!

Grazie ad Asphi intanto e alla Confédération Européenne pour l’Employ des Handicappés di aver dato a voi e a me la possibilità intanto di aggiornarci, perché per una volta parliamo di novità, non guardiamo indietro, non ci lamentiamo, non piangiamo su noi stessi, non ci lamentiamo contro nessuno e forse, direi celebriamo quasi una vittoria linguistica e un traguardo sociale.

La vittoria linguistica è che finalmente usciamo da quella specie di schiavitù che è la parola "obbligo" e ci appropriamo in un’altra parola che si chiama "opportunità".

Mi fa particolare piacere non solo dal punto di vista semantico ma anche dal punto di vista della soddisfazione personale perché all’interno della comunicazione televisiva, ho cercato di dare una mano a molte delle associazioni, delle organizzazioni sociali e sindacali a fare in modo che questo passaggio terminologico fosse anche un’autentica di presa di coscienza, un vero e proprio cambio di mentalità.

Direi che noi dobbiamo affrontare con il sorriso sulle labbra questa mattinata e con la piena consapevolezza di parlare di grandi opportunità e di un traguardo sociale perché non solo ci sono delle leggi a disposizione, ma anche perché finalmente abbiamo a disposizione delle macchine: "e la macchina si è alleata" diceva il celebre inno de "L’Internazionale".

In questo caso, credo che quest’alleanza ci sia, sia importante sottolinearla, segnalarla perché offre opportunità non solo a chi ha minori abilità, ma credo che offra opportunità a tutti, anche perché il processo di alfabetizzazione dei linguaggi informatici credo debba riguardare l’intera società italiana.

Tantopiù approfittiamo del fatto di questi amici che hanno minori abilità per diventare un po’ più intelligenti tutti di queste nuove tecnologie!

Quindi ribadisco è come quando si parla di urbanistica, di mobilità nelle città; il fatto che il problema venga posto da persone che hanno problemi di movimento all’interno della città, la loro battaglia, il raggiungimento di una loro vittoria lo è per tutti: per gli anziani, per i bambini, per persone che hanno difficoltà di deambulazione.

Ecco quindi che il cosiddetto mondo dell’handicap o delle minori abilità o della disabilità non è altro che un volano determinante, strategico per migliorare la qualità della vita di tutti, per migliorare il livello dei diritti sociali di tutti!

Ecco perché noi stamattina parliamo di un inserimento lavorativo che può avere grandi opportunità per tutti, perché ci fa capire come il mercato del lavoro sia estremamente interessante da questo punto di vista e lo guardiamo da questo particolare punto di osservazione, che se può apparire settoriale e parziale in realtà ci apre uno squarcio vasto a largo raggio sulle dinamiche del mercato del lavoro e sui cambiamenti.

Ecco perché ho fatto questa lunga introduzione per spiegarvi il fatto che ci sono molte persone a questo tavolo e vicino a loro ci sono dei lavoratori, perché sarebbe stato assolutamente improponibile che vi avessimo tediato tutta la mattinata a ragionare sulle magnifiche sorti progressive delle tecnologie informatiche senza poi capire chi le usa, come le usa, a cosa servono e come servono a loro per fare business oppure semplicemente per avere un posto di lavoro dignitoso e remunerato secondo legge. Quindi detto questo, ve li presento, ma tanto poi ci sarà modo di conoscerli anche meglio: comincio da Gianfranco Testi che è un professionista che rappresenta credo forse il punto di novità più interessante che è quello del lavoro interinale.

Vicino a Testi c’è Raimondo Lino che rappresenta qui l’Inail, vicino a lui c’è il Ministero del Lavoro nella persona di Mario Conclave. Credo si stia avvicinando Davide Cervellin; non lo conosco di persona, ma intuisco che possa essere lui, era l’unico mancante, cioè l’imprenditoria! Benvenuto!

Poi qui vicino a me abbiamo invece Gianpaolo Barbieri, un economista, rappresenta tutto il settore della creazione d’impresa, quindi molto strategica la sua presenza soprattutto proiettata sulle dimensioni future.

Alla mia destra Anna Contardi Associazione Italiana Persone Down; evidentemente anche con lei parleremo di un inserimento lavorativo che può presentare qualche problema in più quando chiamiamo in causa problemi di handicap mentale, ma invece capiremo che in realtà anche qui ci sono interessanti esperienze. Abbiamo le organizzazioni sindacali, il sindacato è rappresentato da Alessandro Alberani, credo che i Bolognesi, gli Emiliano-Romagnoli lo conoscano bene perché ha responsabilità provinciali nel sindacato, ma credo, nella città s’impegni da tempo su questo tema dell’inserimento lavorativo.

Davide Cervellin testimonial imprenditore direi, perché avevo letto la sua storia su questo libro che era legato al materiale stampa, ovvero handicap e computer, devo dire una storia molto interessante di self made men come direbbero gli Americani, ma che ha interessanti cose da dire non solo su come si può diventare imprenditori, ma anche su come davvero le nuove tecnologie possono essere estremamente utili non solo per il mercato, ma anche per la qualità della vita delle persone.

Da ultimo, ma non meno importante, il nostro Marotta che rappresenta le imprese sociali, la cooperazione sociale, anche questa ha un ruolo e forse lo avrà ancora di più in Maurizio Marotta nelle prospettive che si aprono con le nuove opportunità legislative, ma non solo.

Volevo presentarvi anche i nostri tre amici collocati a lato del nostro tavolo, che sono: Carlo Venturelli un libero professionista e imprenditore, o se volete un fantasista del lavoro (mi verrebbe da dire). Vicino a lui invece Filippo Castorri che invece ha un rapporto chiaro preciso, è un lavoratore dipendente credo, anche se poi fa esperienze tra l’azienda e il telelavoro ed è per questo motivo che lo sentiremo. Poi c’è Andrea Morello che invece grazie ad Asphi, credo ad un corso di formazione è riuscito a creare una sua esperienza imprenditoriale con Mediacom che è una impresa da lui creata, e stiamo aspettando invece un ragazzo egiziano, anche lui ha seguito un corso Asphi e, credo invece sia più legato al tipo di esperienze di cui si può far portatore Marotta con le imprese sociali.

 

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