Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

 

Giovanni Anversa: Coordinatore

Io comincerei subito, non per sussiego, ma perché forse è importante capire anche quali sono le novità normative e a cosa si devono con il Ministero del Lavoro in particolare con Mario Conclave; a lei il compito di rompere il ghiaccio!


Mario Conclave - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale


Illustrare le novità normative dopo un po’ di tempo dall’approvazione della legge, può essere utile per rinfrescarci la memoria, proprio perché c’è stato un processo successivo che non è andato del tutto in maniera lineare.

il tipo di normativa, effettivamente è profondamente innovativa rispetto all’assetto precedente incentrato sul del collocamento obbligatorio.

Effettuiamo una breve rassegna, con l’apporto di qualche motivazione..

la prima questione è l’approccio: la legge fa proprio un concetto, un principio, quello dell’inserimento mirato.

l’inserimento mirato, per chi opera all’interno delle problematiche del lavoro e più specificamente, in rapporto all’handicap, non è una novità; esperienze in questo senso ci sono state in precedenza.

La legge si basa su questo principio e fa scaturire una serie di conseguenze. In primo luogo si attenua, quello che è stato gioia e dolore nel movimento dei disabili, la categorizzazione.

Questa serpeggia ancora, perché non fa parete di quelle cose che si superano da un momento all’altro.

La seconda novità importante è l’atteggiamento nei confronti dei datori di lavoro: i datori di lavoro innanzitutto vengono responsabilizzati maggiormente rispetto a prima.

Prima le fasce di imprese interessate erano quelle da 35 in su; adesso ci sono ulteriori categorie di datori di lavoro: le piccole imprese. questo è un elemento nuovo che comporta qualche preoccupazione. comunque la legge in questa direzione c’è e coglie il fatto che la struttura produttiva italiana è una struttura produttiva di piccole, piccolissime e medie imprese piuttosto che da grandi imprese. quindi se vogliamo l’inserimento lavorativo in maniera diffusa, occorre rivolgersi ad un ampio spettro di imprenditoria, facilmente intercettabile nell’ambito territoriale.

Correlate all’inserimento mirato ci sono le modalità dell’assolvimento dell’obbligo: la chiamata numerica non scompare, però ormai prevale la chiamata nominativa.

Viene valorizzato, non dico introdotto, in maniera più articolata, lo strumento delle convenzioni ai fini dell’inserimento lavorativo. esperienze di convenzioni tra servizi per l’impiego, datori di lavoro, soggetti disabili per l’inserimento lavorativo stanno procedendo in emilia romagna così come in altre parti.

Un’ulteriore novità è quella forma di esternalizzazione dell’obbligo: è previsto che gli imprenditori per far fronte all’obbligo possono rivolgersi a cooperative sociali o a professionisti disabili, affidando commesse in grado di coprire i costi retributivi e contributivi del lavoratore disabile; quindi è una forma di affidamento. anche questa si basa su esperienze precedenti a cui si tenta di dare alcuni connotati di regolarizzazione.

Nuovo in questo approccio è il sistema di agevolazioni, col fondo nazionale e i fondi regionali.

Gli Incentivi sono mirati sia ad abbattere gli oneri contributivi ed assicurativi dei disabili, , sia a far fronte ai costi di riorganizzazione, compreso il finanziamento del telelavoro, di innovazioni tecnologiche ed organizzative.

Questo processo si inserisce nell’ambito del riassetto istituzionale del mercato del lavoro secondo il quale tutta la politica del lavoro, comprese le normative sui disabili, vengono ormai consegnate al sistema regionale e provinciale per evitare anche quella separazione che c’era stata in precedenza tra l’ordinario e l’obbligatorio.

Oggi si riunifica tutto intorno al sistema regionale e provinciale, ai centri per l’impiego, prevedendo, nella funzione di inserire i soggetti disabili, anche supporti nei comitati tecnici.

Altri aspetti sono interessanti, come per esempio, le nuove procedure per la definizione dell’invalidità civile che fanno da presupposto all’inserimento mirato del soggetto disabile.

 

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