Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

Osservazioni finali

Mario Conclave


Questa legge è stata approvata all’unanimità dal parlamento.

Quello, quindi, che dirò è merito o demerito di tutti, è sintetizzabile in quattro punti di difficoltà.

Proprio perché è innovativa e proprio perché in sede parlamentare non si è potuto scavare in maniera approfondita, altrimenti bisognava aspettare altre legislature.

La prima questione è quella delle molte lacune in merito alle regole., queste lacune sono state dalla legge rinviate tutte ad una successiva fase applicativa e quindi in questa sede si è dovuto colmare ciò che non ha fatto il parlamento: la presidenza del consiglio per quanto riguarda l’atto d’indirizzo, il Ministero del Lavoro per quanto riguarda altri provvedimenti. provvedimenti che, in fase politica elaborati circa un anno fa col consenso delle Regioni, delle Province, delle parti. alcuni soltanto recentemente sono stati pubblicati in gazzetta, altri ancora stanno lì appesi, perché la legge nel dispositivo dava la delega ed i tempi, ma poi subordinava tutto a successivi momenti di controllo. Quindi questioni applicative già a livello centrale.

Abbiamo cercato di supplire i tempi lunghi nel varo degli atti, con circolari, anche se non è la stessa cosa.

Nello stesso tempo ad ogni un buco normativo si sono attivate le dinamiche tra i nostalgici del collocamento obbligatorio, che sono tanti, E gli assertori dell’inserimento del disabile su base volontaria da parte dell’impresa. Questi ultimi molto diffusi tra le associazioni imprenditoriali.

La seconda questione è collegata agli aspetti istituzionali: questa è una legge che ormai conferma allo stato centrale, compiti di coordinamento, di orientamento. Il potere di normazione viene conferito a livello regionale. La direzione generale dell’impiego ha fatto una ricognizione dalla quale risulta che nemmeno la metà delle Regioni ha fatto le leggi di recepimento. se poi andiamo a vedere gli aspetti qualitativi della legge, i servizi, e l’istituzione del comitato tecnico, sono stati costituiti da tre o quattro Regioni.

La terza questione è quella della cultura dell'inserimento mirato. questa cultura non è diffusa ed È da costruire.

la normativa presenta istituti che utilizzati bene sono funzionali agli obiettivi; utilizzati male sono una elusione, una svalutazione della normativa. Ad esempio, le convenzioni possono essere un efficace progetto d’inserimento. utilizzate male, tuttavia, esprimono: "Rimandiamo a domani il problema, perché il disabile per me non è una risorsa, ma è un peso e quindi è meglio che rinviamo la cosa".

La quarta questione è quella dei finanziamenti. La norma prevede stanziamenti solo per le agevolazioni all’inserimento. Non alla qualificazione dei servizi.

I primi sono limitati e stiamo operando per il rifinanziamento del fondo nazionale.

I secondi, oltre a rientrare nelle disponibilità dei servizi, sono oggetto di interventi triennali del fondo sociale europeo.

 

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