Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

Osservazioni finali

Raimondo Lino


Ora vi parlerò della realizzazione del progetto di reinserimento lavorativo, prima a livello generale e poi, portandovi la testimonianza di ciò che invece , più specificamente, abbiamo fatto come Centro Protesi.

A livello generale i progetti che noi, come INAIL, prenderemo in considerazione, che sosterremo e finanzieremo sono progetti formativi di riqualificazione professionale, progetti di incubazione d’impresa, mirati a creare nuove attività imprenditoriali, progetti di abbattimento delle barriere architettoniche ed altri progetti sperimentali che potrebbero essere anche diversi da quelli che ho appena elencato.

Ecco, le finalità che noi ci proponiamo sono:

  • reinserire il lavoratore infortunato o tecnopatico nella stessa realtà aziendale da cui proveniva, preferibilmente, occupandolo nelle stesse mansioni cui era dedicato, ovviamente ricorrendo anche ad interventi di adattamento del posto di lavoro, di abbattimento delle barriere architettoniche, di reingresso nella stessa azienda qualora il lavoratore ne sia uscito,

  • oppure di favorire l’ingresso in un’altra azienda,

  • di promuovere nuova occupazione e nuova imprenditorialità, orientando tutti i settori produttivi verso l’utilizzo e l’impiego delle persone disabili.

L’Inail s’impegna a mettere a disposizione i finanziamenti che derivano dalla lotta all’evasione contributiva (questo è un esempio concreto di quello che definivo prima il welfare attivo) quindi risorse che non vengono destinate solo ed esclusivamente per l’assistenza, l’indennizzo e il risarcimento, ma che vengono impiegate anche per attivare un percorso, un circuito virtuoso finalizzato la miglior "utilizzo" della risorsa umana.

L’Istututo si propone inoltre di consolidare il proprio modello operativo, sfruttando quindi quella rete di punti disciplinari, posti sul territorio nazionale, di implementare e utilizzare al massimo le banche dati sui disabili e sul mercato del lavoro, per metterle poi a disposizione di tutti coloro che sono interessati e infine di svolgere un ruolo di attivatore e facilitatore di questi processi, stringendo rapporti di collaborazione con soggetti istituzionali quali la Regione e gli Enti locali.

Ecco, due parole per quanto riguarda invece un’esperienza concreta che, già da qualche anno, abbiamo fatto nel campo del reinserimento, come Centro Protesi di Budrio , struttura di cui sono il Direttore. E’ un’esperienza che per noi è stata estremamente importante, molto significativa. Non solo, perché abbiamo contribuito alla realizzazione dei corsi insieme ad Asphi , corsi di cui sono stati citati qui i progetti, in modo particolare il progetto Top, ma anche il corso per Cad Cam e un altro ancora, per operatore di "consulenza alla pari" per fornitura di ausili tecnici; non solo, perché i testimoni che abbiamo qui sul palco sono stati nostri ospiti al Centro di Budrio: abbiamo fornito ogni tipo di assistenza, la residenzialità, le risorse sia umane, sia tecniche per il buon successo dell’iniziativa. Ma e’ stata per noi un’esperienza importante, dicevo, anche perché abbiamo avuto la conferma che il lavoro che stiamo facendo al Centro Protesi va proprio nella direzione giusta e cioè che non è tanto importante fornire un tipo di servizio se questo è settorializzato, ma è importante fornire un complesso unitario di servizi che corrispondono esattamente ai bisogni delle persone e alle potenzialità che queste possono esprimere, anche concretamente e in termini di ricchezza per la società.

Grazie

 

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