Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

 

Giovanni Anversa: Coordinatore

Allora credo che questa prima tornata possa essere conclusa in maniera forse interessante per chi ha avuto modo di ascoltare tutti, da Gianfranco Testi che rappresenta quest’agenzia interinale: Ali, credo abbia raccolto sollecitazioni e strumenti forse utilissimi per il suo lavoro, perché lui deve unire in qualche modo domanda e offerta, quindi credo che forse a questo punto ci interessa proprio sapere il suo punto di vista, che cosa l’ha stimolata e poi magari se ha anche qualche idea da lanciare?


Gianfranco Testi - Ali


Sì, personalmente ho incontrato Asphi circa un anno fa, perché stavamo elaborando e adesso siamo nella fase di realizzazione in quanto ci sembra che le condizioni sia legislative, sia normative, ma anche di mercato del lavoro, consentano di apportare anche attraverso l’interinale quello che è stato chiamato delle nuove opportunità di occupazione. In particolare noi proporremo nelle prossime settimane proprio all’Asphi un progetto basato sul telelavoro e quindi in un tipo di telelavoro multiplo: nel senso che si può fare da casa, si possono costituire dei centri di telelavoro a servizio multiplo dove per esempio possono starci sia liberi professionisti, sia lavoratori dipendenti, sia lavoratori interinali, sia lavoratori dipendenti di imprese che danno in outsoursing un certo servizio e anche quello di realizzare delle sale multimediali per poter offrire servizi d’impresa chiavi in mano e voglio dire che aveva ragione chi sosteneva (mi sembra il dottor Barbieri), che oggi se c’è un impedimento alla flessibilità e quindi una flessibilità regolamentata non la flessibilità senza regole e al telelavoro, è proprio il management.

Non ci sono cioè delle barriere né architettoniche e direi che tra le persone, nemmeno di tipo culturale.

Oggi è proprio la difficoltà grande che si trova in questa espansione delle possibilità e dietro c’è la scusa, (non c’è la legge), quando invece abbiamo già due grandi accordi, il commercio e il pubblico impiego consentono già oggi, anzi da qualche mese l’inizio anche del telelavoro in fette di mercato che sono abbastanza ampie, con delle gamme di possibilità molto importanti. Dicevo quindi che c’è un lavoro da fare che è di sostegno a tutte le forme possibili di inserimento di queste forme di lavoro.

L’interinale come può entrare?

Se lo guardiamo come due anni fa, era semplicemente la sostituzione di una persona, era occasionale, episodico e in quel senso debbo dire che anch’io che ci lavoro da un anno in questo settore, poteva rappresentare una specie di precarietà, come era precario il lavoro a tempo determinato: il datore di lavoro sceglieva la persona, sceglieva il periodo poi, arrivederci e grazie.

Oggi invece l’interinale può servire in tre occasioni che voglio qui rappresentare anche perché nell’esperienza precedente a questa, l’ho vissuta di persona: una è quella del primo inserimento, avvalendosi anche e finalmente del fondo di formazione proprio dell’interinale, che può essere coniugato per esempio con l’Asphi per quanto riguarda i progetti formativi per un lavoro interinale verso determinate categorie di lavoratori; che poi siano disabili o abili per me non è la questione.

Il secondo aspetto è quello del reinserimento, perché vale per tutti il problema della flessibilità non solo del lavoro: oggi se non esiste più per nessuno di poter stare in un’azienda per quarant’anni a fare lo stesso lavoro, esiste per persone abili, disabili, meno abili e meno disabili e il problema del reinserimento va costruito attraverso dei percorsi che siano orientati al reinserimento proprio.

Un terzo aspetto è quello della libertà di scelta del lavoratore!

Quindi la flessibilità va vista sotto tutti e tre questi aspetti e in tal senso l’interinale può servire; è una delle forme non è la forma, in quanto non ci può essere il lavoro interinale a vita.

Io voglio dare due dati che possono rappresentare che cos’è oggi il lavoro interinale nel mercato del lavoro.

Se diamo una dimensione economica per esempio verso i contributi Inps, oggi la stima del 2000 riguardante il lavoro interinale è di oltre 3000 miliardi di retribuzioni più contribuzioni e sono quindi circa 100.000 persone al giorno che vengono utilizzate, di queste siccome la media dell’interinale è di circa tre mesi, significa che già movimenta 400 500 mila persone all’anno; di queste circa un terzo poi viene assunto direttamente dalle imprese.

Quindi vuol dire che è una contribuzione specie nel tessuto come qui veniva richiamato poi termino, da altri interventi, nel tessuto industriale ed economico del nostro paese che è fatto di piccole e medie imprese, ma soprattutto in funzione di start-up, la legge consente per esempio che un’azienda pur non avendo un lavoratore dipendente o avendone uno, può utilizzarne fino a cinque e può essere quindi la costituzione di un team, che se poi il progetto va bene quelli diventano i promotori di altre attività.

Ecco, ho voluto dire questo perché credo che proprio perché ci deve essere parità di opportunità per tutti, anche questa formula può rappresentare una nuova occasione se appunto viene gestita correttamente secondo le regole che hanno instaurato questa forma di lavoro flessibile.

Per dare un ulteriore dato e finisco, se guardiamo la realtà dell’Europa, noi possiamo pensare che anche nel nostro paese nei prossimi quattro anni il dato che ho fornito si moltiplicherà per sei o sette volte, grazie.

 

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