Tavola rotonda
Le diverse modalità di inserimento lavorativo delle persone disabili

 

Giovanni Anversa: Coordinatore

Allora prima di sentire Davide Cervellin, vorrei che un altro degli amici che sta da quella parte, un libero professionista l’ho definito all’inizio, cioè Carlo Venturelli, raccontasse invece la sua esperienza, perché credo s’incastri bene tra quello che ha detto adesso Barbieri e quello che presumo possa dire Cervellin tra un po’; Venturelli.


Carlo Venturelli

"TESTIMONIANZA"


Io sono Venturelli, sono uno dei sopravvissuti al corso Top, in quanto è stato fatto molto bene, però è stato altrettanto duro, ce l’ho fatta e sono contento.

A parte gli scherzi, sulla questione del tempo, ho dovuto meditare molto, facendo il libero professionista perché poi quando devo dare dei prezzi sulla base di un lavoro è chiaro che non posso applicare i miei tempi, devo tenermi aggiornato su quello che fa la concorrenza, fare una media fra difficoltà del lavoro e la mia abilità e poi vendere il lavoro per le ore standard, poi se ci rimetto altre dieci in più sono fatti miei, questa è una delle problematiche che può incontrare un libero professionista che decide di operare in un settore dove la velocità è tutto ;perché adesso i nuovi calcolatori fanno miliardi di operazioni in pochi secondi, per cui un disabile che utilizza queste tecnologie è un po’ un paradosso. Invece bisogna puntare sulla qualità, per cui il discorso che faceva Barbieri è lo stesso; la qualità penso che sia poi l’elemento diversificatore che il mercato chiede; offrire servizi in più a prezzi contenuti può voler anche dire, (farò una piccola battuta, ma poi forse tanto battuta non è, riguardo l’inserimento delle persone con difficoltà: non è vero che siamo poi così difficilmente collocabili, io conosco tanti liberi professionisti con grosse difficoltà intellettive che però fanno un lavoro di grande qualità).

Grazie .

 

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