Seminario
SE QUESTO È POCO …
esperienze d'uso di strumenti informatici con handicap mentale adulto

 

Tiziana Roppoli - Anffas, Bologna

"CLICCARE SULLA DIGNITA': computer, affettività e mezzo educativo"


Il mio intervento vuole sottolineare come lo strumento computer si sia rivelato un mezzo educativo estremamente stimolante per una fascia di utenti "adulti" ai quali, l’utilizzo di una "macchina" di uso comune nel mondo del lavoro rimanda ad un’immagine di normalità e potenzia l’identità di adulto.

Voglio inoltre mettere in evidenza l’efficacia dello "strumento informatico" a supporto degli apprendimenti cognitivi o socio-riabilitativi di quegli utenti per i quali la relazione individuale con l’educatore genera inibizione di competenze.

Ovvero, il computer come strumento relazionale "anaffettivo" (la segnalazione dell’errore non acquista mai valenze frustanti per l’utente), impedisce il passaggio di messaggi ansiogeni palesi (es.: "hai sbagliato ancora! Possibile che non capisci…") o nascosti (espressioni non verbali significanti frustrazione, delusione ecc.) tipici di una relazione educativa individuale.

 

Premessa

La "lunga adolescenza" del disabile mentale adulto, la ricerca di un’identità personale e sociale, il diritto ad una "formazione permanente".

L’esperienza del Laboratorio Azzurroprato è nata diciassette anni fa dall’esigenza di fornire risposte mirate ad adolescenti e tardo adolescenti portatori di handicap mentale che, terminato l’iter scolastico, a causa di problematiche comportamentali e relazionali non avrebbero potuto trovare risposte di intervento adeguate ai loro bisogni evolutivi, né nei centri di orientamento professionale, né nei centri socioriabilitativi diurni.

L’obiettivo generale del progetto è quello di costruire un’identità personale e sociale adulta favorendo la sperimentazione e il raggiungimento di un’immagine di sé integrata nella società. A tale scopo il progetto Azzurroprato prevede un percorso formativo evolutivo in cui l’intervento terapeutico-riabilitativo e l’intervento formativo-lavorativo si coniugano, per ogni utente in maniera differenziata e con tempi e predominanza diversi, sulla base dei bisogni e del grado di consapevolezza di sé, per "accompagnarlo" gradualmente verso l’acquisizione di un’identità personale e professionale.

Tale percorso, potrà terminare con un inserimento nel mondo del lavoro, oppure orientarsi verso situazioni di lavoro protetto, la durata prevista è difficilmente quantificabile in uno stesso periodo di anni uguale per tutti, ed è strettamente correlata al raggiungimento di un’identità personale e sociale adulta.

Il disabile mentale che si avvicina ad Azzurroprato non sempre possiede sufficienti risorse intellettive che gli consentano di affrontare un periodo così ricco di cambiamenti e trasformazioni quale l’adolescenza e per la famiglia, la scuola e la società non è facile fornire adeguati contenitori e stabili modelli d’identificazione.

Ciò rende più difficile e talvolta doloroso il processo di formazione dell’identità personale e sociale che ovviamente si protrae per un periodo più lungo della norma.

Questo non sancisce però che il disabile mentale sia un eterno bambino o adolescente ma sicuramente non si può ritenere che l’adolescenza per lui si concluda a 18 anni.

Lavorare sulle capacità cognitive, sociali e relazionali non è esclusivo compito della scuola, il disabile mentale adulto, necessita di formazione permanente ed è in grado di ricevere stimoli e apprendimenti nuovi a

25- 30 anni ed oltre, ne è un esempio l’esperienza di seguito illustrata.

L’esperienza condotta in collaborazione con l’Asphi, ha permesso la scoperta, da parte degli educatori e degli utenti di un mezzo che, per la sua elasticità e polifunzionalità ha potuto essere utilizzato in diversi campi d’intervento e non esclusivamente nell’ambito cognitivo.

 

Il contesto

La possibilità di utilizzare i locali dell’Asphi , nata dall’esigenza di condurre attività in piccolo gruppo, ha messo in evidenza l’importanza che ha il contesto ambientale nel fare sperimentare al disabile mentale una "nuova immagine di sé", un immagine adulta e integrata nella società.

L’ambiente e la sua funzione rimandano ad un utilizzo aperto a tutti, ad un’immagine di normalità che favorisce l’interesse per l’attività stessa e favorisce il processo di autostima.

 

Perché usare il computer

- Il computer costituisce un simbolo che fa ormai parte della realtà sociale e quindi può diventare fonte d’interesse e di curiosità per il disabile mentale facendolo sentire più importante e "dentro" al tempo in cui vive.

- Il computer permette al disabile di aprire una finestra comunicativa in più e gli consente spesso un’espressione grafica, linguistica e logica che dal punto di vista della qualità del risultato può essere per lui più gratificante, con caratteristiche estetiche più elevate rispetto alla produzione tradizionale con carta e penna, dandogli così l’occasione di creare "prodotti migliori".

- Il computer è logico ma soprattutto anaffettivo, non si arrabbia, non ha fretta, non trasmette ansia, aspettative ,delusione e nonostante questo crea relazione, anzi, in situazioni di gravi patologie relazionali quali psicosi e/o autismo la facilita.

- Il computer non è magico, il semplice utilizzo non garantisce sui risultati, è necessario rigore metodologico, competenze specifiche e la stesura di programmi individualizzati calibrati sulle singole competenze potenzialità e difficoltà dell’allievo disabile mentale.

 

Storia di Alessio

Alessio ha 24 anni ed è affetto da sindrome di Down, frequenta il Centro scuola terapeutico riabilitativo di formazione lavoro di Azzurroprato dal settembre 1991.

Il suo ingresso ad AZP è stato successivo ad almeno due tentativi di inserimento in altre situazioni più specificatamente formative che Alessio , per le sue difficoltà sia relazionali che cognitive, non è stato in grado di affrontare.

Il forte senso di fallimento ha reso notevolmente difficile il lavoro e il perseguimento di obiettivi educativi per almeno i primi tre anni a causa dell’atteggiamento depressivo e sfiduciato di Alessio sia nell’ambito dell’area formativa al lavoro che in quello socio-riabilitativo.

All’attuale Alessio si mostra visibilmente meno insicuro di sè ma resta ipersensibile all’insuccesso e soprattutto al giudizio, continuando a vivere qualsiasi evento nuovo come una sorta di esame da superare nella paura di "fare brutta figura".

Benchè diminuiti sensibilmente nel corso degli anni, permangono, in presenza di richieste impegnative, comportamenti ossessivi sia verbali che gestuali (parole, suoni o domande reiterate; gesti stereotipati ).

All’interno di AZP, Alessio è inserito nel Reparto propedeutico, contesto più intensamente formativo rispetto alla produzione del lavoro, una parte del quale (es.: assemblaggio, imbustatura per spedizioni) viene commissionato da aziende del territorio.

Una manualità ancora grossolana e il suo particolare timore di sbagliare rendono abbastanza difficile l’approccio con le nuove lavorazioni. E’ quindi sempre necessario un atteggiamento sereno e fiducioso da parte dell’educatore atto a contenere i tentativi di Alessio a non sperimentarsi.

Alessio frequenta le attività socio-riabilitative previste dal progetto: il Mousikè (laboratorio di danza e musica), il nuoto, l’ippoterapia, un corso di fotografia.

Ogni giorno, Alessio, percorre da solo tutto il tragitto abitazione-struttura utilizzando mezzi di trasporto pubblici. Il raggiungimento di questa autonomia è stato fondamentale per il potenziamento della fragile autostima del ragazzo.

Nel tempo libero, insieme ad un gruppo di pari, Alessio partecipa ad uscite serali con volontari dell’ANFFAS.

Alessio ha buone abilità di base, ad eccezione di quelle relative all’ambito dei rapporti sociali più specificatamente integranti (uso dei servizi pubblici, uso del telefono, del denaro e dell’orologio)

Alessio presenta ancora notevoli lacune relative all’area linguistica (scrive in corsivo sotto dettatura di sillabe ma non sa leggere), all’area logico-matematica (riconosce i numeri entro la decina ma non possiede competenze relative alle principali operazioni). Risulta problematica la comprensione dei concetti spaziali (difficoltà nell’individuare correttamente destra e sinistra, dietro-davanti, lontano-vicino, alto-basso ecc.) e temporali (pur connotando i giorni della settimana a seconda delle "attività" fatica ad orientarsi correttamente, tende infatti a collocare gli eventi nel tempo a seconda dell’importanza emotiva che hanno per lui).

Alessio aveva , in passato, utilizzato il computer, durante il tempo libero, presso l’associazione Club Insieme, ma dell’esperienza, conclusa da parecchi anni, non esiste una documentazione in merito.

Lo strumento computer sembrava particolarmente indicato per Alessio in quanto il rapporto "anaffettivo" con la macchina avrebbe diminuito il carico emozionale, tipico della relazione individuale educativa, scatenante in Alessio l’inibizione delle competenze e la riproposizione di comportamenti provocatori attivati dall’ansia di non essere all’altezza del compito.

Si sono così individuati alcuni software volti al raggiungimento degli obiettivi prefissati: per il rafforzamento del concetto causa effetto e per il potenziamento della manualità si è utilizzato "Coniglio". Per potenziare in Alessio l’acquisizione dei concetti di sequenza semplice e di scansione spazio-temporale si è pensato di creare tavole personalizzate utilizzando "Contatto" (frecce, settimana, stagioni, vestiti maschili, ecc.); o di proporgli "Metti a posto".

Per il potenziamento delle competenze nell’area dell’alfabetizzazione si sono individuati i software "Imparo a leggere", "Lettura", "Combina le parole".

Infine, per l’acquisizione di capacità cognitive utili per la lettura dell’orologio e per il riconoscimento del denaro è stato proposto l’utilizzo di "Orologio" e "Denaro"(sw da utilizzare con la tavoletta tattile).

L’attività ha avuto luogo nei locali dell’ASPHI, contesto nuovo e sconosciuto ad Alessio, gli incontri si sono svolti in una situazione di piccolo gruppo (tre allievi, due educatori più un obiettore di coscienza) , ogni incontro della durata di 50 minuti circa, ha avuto cadenza settimanale.

Nell’avvicinarsi all’esperienza del computer, Alessio, ha avuto bisogno di continue rassicurazioni da parte dell’educatrice. Gli è stato infatti più volte ricordato che lui era stato scelto proprio per le sue capacità e che queste non sarebbero state messe in discussione qualsiasi fosse stato l’esito di questa nuova esperienza.

Da subito si sono evidenziate grosse difficoltà relative alla coordinazione oculo-manuale ed alla manualità fine (orientamento del mouse e delle frecce direzionali, pressione delle dita sui tasti o sul mouse).

Parallelamente permaneva il forte bisogno di rassicurazione che si esplicitava soprattutto alla fine di ogni incontro: Alessio si mostrava esausto non riusciva a formulare una valutazione positiva del suo operato, attivava, nel percorso di ritorno alla struttura, tutta la performance di comportamenti regressivi e provocatori in suo possesso.

Superati i primissimi momenti d’impasse, Alessio ha dimostrato di comprendere molto bene le consegne del sw, di riuscire a concentrarsi per 30-40 minuti di seguito, non apparendo mai sfiduciato di fronte agli errori. E’ stata vincente la strategia di affiancargli l’obiettore di c. , una figura quasi amichevole che lo supportava ma dalla quale Alessio non si sentiva "giudicato"; è inoltre stato rassicurante che eventuali errori gli venissero sottolineati dal computer stesso piuttosto che dall’educatrice presente.

Sono stati proposti soprattutto sw che utilizzassero le frecce direzionali, la tastiera o la tavoletta tattile piuttosto che il mouse, questo per permettere un approccio più rilassato ai programmi viste le oggettive difficoltà di coordinazione e manualità fine di Alessio.

Durante tutta la durata dell’esperienza Alessio ha mostrato sempre di gradire l’attività, verbalizzando il desiderio di non interromperla anche durante le vacanze di Natale.

Da gennaio sono stati proposti sw che, attraverso esercizi di crescente difficoltà, potenziassero le competenze relative all’alfabetizzazione

(Lettura, Imparo a leggere, Combina..). Alessio, che aveva accusato stanchezza e un calo d’interesse per gli esercizi precedenti da svolgere con l’ausilio della tavoletta tattile, ha esplicitato chiaramente il gradimento e la volontà di "lavorare" per "imparare a leggere bene". Sempre più concentrato e attento, al termine di ogni incontro, alla domanda : "come ti sembra che sia andata?" rispondeva sorridente: "bene!"

Contemporaneamente diminuivano notevolmente gli atteggiamenti provocatori sul percorso di ritorno.

La proposta costante, (circa 5 mesi) di sw relativi all’alfabetizzazione, non ha mai fatto accusare ad A. segni di stanchezza.

Sembrava che lavorare su obiettivi chiari quali leggere parole a più sillabe o scrivere autonomamente, lo coinvolgesse maggiormente. La forte motivazione ad impegnarsi per "imparare a leggere", unita a piccoli costanti successi settimanali, incoraggiava moltissimo il ragazzo, potenziava la sua autostima, lo rinforzava rispetto alla sua paura di sbagliare.

I sw adottati permettevano, quasi tutti, un approccio autonomo al programma; ovvero, l’intervento dell’educatrice era richiesto unicamente per accedervi , ma lo svolgimento dello stesso poteva essere eseguito autonomamente da A. utilizzando i cursori e la tastiera e seguendo le indicazioni verbali del sw

Si creava così una "relazione" tra A. e il computer quasi totalmente anaffettiva, e quindi non ansiogena, tale da non permettere atteggiamenti provocatori e regressivi.

Sono passati quasi tre anni dall’inizio dell' "avventura informatica" di Alessio.

E’ importante sottolineare la sorprendente positività di questo percorso educativo supportato da sw

A. ha un approccio decisamente più sereno al computer e, durante l’attività sono completamente scomparse le performances regressivo-provocatorie.

A. utilizza la tastiera con sicurezza, dosando correttamente la pressione delle dita.

Si orienta con più disinvoltura sul video procedendo autonomamente in alcuni programmi (imparo a leggere/lettura).

Sono migliorate le competenze relative ai concetti spazio-temporali (destra- sinistra, sopra-sotto, vicino-lontano, prima-dopo, scansione settimanale ).

Nell’area dell’alfabetizzazione, A. riesce a leggere parole bisillabe, copia parole a più sillabe, le scrive autonomamente (solo se molto brevi) dopo averle "lette" per alcuni secondi.

In tutti i programmi A. ha dimostrato di comprendere bene le consegne ed ha mostrato entusiasmo nell’affrontare nuove proposte, manifestando di preferire quei sw che utilizzavano la tastiera piuttosto che la tavoletta tattile.

Sono migliorati anche i tempi di attenzione relativi ad ogni incontro e il ruolo dell’educatrice è sempre più marginale.

Quando parla della sua esperienza informatica Alessio dice sorridendo: "…il computer è una cosa con i tasti e con la voce… che non si arrabbia mai."

 

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