Convegno
I servizi telematici e l'accessibilità per i disabili

 

Franco Bomprezzi - Giornalista (Coordinatore)

"INTRODUZIONE AL CONVEGNO"


Buongiorno e ben arrivati!

Come avete visto, erano in distribuzione le cuffie per la traduzione simultanea, serviranno fra un po’, per chi non ha piena e totale dimestichezza con l’inglese, quindi chi non avesse pensato di prenderle può approfittarne adesso nei momenti introduttivi dei nostri lavori, che saranno sicuramente intensi e ricchi di contenuti, spero interessanti per tutti e intanto, davvero, mi sembra di poter sottolineare come queste giornate possano essere considerate una grande soddisfazione per l’ASPHI prima di tutto, e per i partner di ASPHI che credono ad Handimatica come ad un appuntamento ormai necessario. Quando una iniziativa diventa necessaria vuol dire che ha conquistato un suo spazio preciso e risponde ad esigenze reali e non soltanto alle utopie illuminate di una piccola schiera di persone, ma sempre più alle esigenze di tutti; per "tutti", intendiamo veramente la generalità dei cittadini, nella convinzione che le soluzioni, le proposte, i progetti, le tecniche per risolvere le questioni legate alle diverse forme di disabilità sono soluzioni intelligenti per il genere umano; e, mai come adesso, nel momento in cui la nostra economia globale, il mercato globale sembra porre problemi quasi sempre e soltanto orientati dalle necessità del mercato, credo che i problemi che derivano invece dalla nostra esperienza concreta di accessibilità, (cerco di parlare chiaro anche per consentire all’interprete dei segni di svolgere il lavoro con assoluta tranquillità), mai come adesso ci rendiamo conto che invece dal nostro mondo, dalle nostre esperienze possono venire indicazioni e soluzioni utili per dare qualità, per dare sostanza a quelli che sono unicamente dei "mezzi".

Avete visto il tema: i servizi telematici e l’accessibilità per i disabili. Potrebbe sembrare un approccio puramente tecnologico: cioè, come se noi oggi volessimo parlare unicamente di un sistema di soluzioni tecniche per risolvere un aspetto contingente, ma non è così.

L’idea che è alla base di questo convegno è che l’accessibilità per i disabili nel campo dei servizi telematici è un tema assai più complesso, è un tema culturale, e desideriamo porre la questione nei suoi termini più profondi e più globali, proprio per non correre il rischio di pensare che basti qualche piccolo stratagemma tecnico per venire incontro a soluzioni per minoranze.

Parliamo con estrema chiarezza, sta succedendo una cosa che nessuno di noi voleva accadesse. Nel campo della telematica, dell’informatica e in particolare della diffusione della rete di Internet, stiamo cominciando a parlare esattamente come quando abbiamo dovuto affrontare il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche. E’ una tragedia alla quale speravamo di non dover assistere due volte, pensavamo che chi è già dotato di cultura specialistica informatica, ingegneristica, avesse la sensibilità (questo dico anche a livello di grandi produttori di hardware e di software) di pensare in termini globali, di avere quella cultura capace di eliminare le differenze, le diversità, le barriere; non sta andando così.

Qualche segnale lo avevamo avuto, specialmente dai nostri amici non vedenti, che già nel momento del passaggio dalle modalità DOS al mondo di Windows, ci avevano messo in guardia rispetto ai rischi connessi a questo cambiamento globale di comunicazione e il guaio è che anche i successivi sviluppi, quelli che tuttora noi non siamo in grado di ipotizzare, ma che siamo solo certi che avverranno, potrebbero prescindere totalmente, nell’ideologia di fondo, nell’impostazione culturale e mentale, dal problema reale e concreto di mettere tutti in condizione di non essere discriminati!

E quindi assistiamo all’avvio di politiche anti-discriminazione, di politiche contro le barriere e già il termine "contro", capite bene come ci ponga in una situazione ben diversa, una situazione di difesa, una situazione nella quale ogni giorno bisogna combattere per evitare storture e per individuare soluzioni e per spiegare ogni volta, ogni anno, ogni momento quello che per noi è un dato acquisito da sempre.

Del resto, a dir la verità, la stessa situazione si verifica quando parliamo di barriere architettoniche, sembra incredibile, ma siamo ormai alla fine del 2000 eppure vediamo che le barriere architettoniche invece di diminuire, cambiano pelle, camaleonticamente, si ripresentano, spesso si complicano, perfino si annidano fra i nuovi accorgimenti tecnologici determinati dalle ragioni di sicurezza dei cittadini, penso a tutto il sistema per l’accesso alle banche, che invece di diventare una soluzione più intelligente diventa una soluzione più complicata, più complessa, tanto per parlare solo delle questioni più evidenti per tutti!

E quindi, in questa breve premessa, che cosa vi vorrei trasmettere come messaggio di comunicazione? Perché alla fine, in questa sede noi vogliamo soprattutto poter comunicare idee che aiutino poi a combattere le nostre battaglie. E’ giusto essere molto attenti agli aspetti tecnologici, agli aspetti concreti, agli aspetti pragmatici, ma è come a volte vuotare l’oceano con un cucchiaino; noi dobbiamo fare cultura, dobbiamo riuscire ogni volta a far capire il problema in termini generali e comprensibili a tutti, in maniera da avere nella società civile, negli operatori dell’informazione, nei grandi operatori delle tecnologie e, adesso, nei grandi realizzatori di portali e di nuove soluzioni di comunicazione, avere degli alleati, avere delle persone consapevoli del problema e consapevoli del fatto che da quella soluzione verrà un plus, verrà un qualcosa in più che aggiungerà valore e che non complicherà la vita e non sarà soltanto un vincolo, un costo, un peso o peggio un obbligo morale di solidarietà.

Credo che questo mondo abbia dimostrato in questi anni, anche grazie alle attività come quella di ASPHI, che non è solidarietà che andiamo cercando, ma andiamo cercando diritti di cittadinanza. Ai diritti si associano i doveri, quando però si è in condizione di espletare i diritti: e questo è un concetto credo sul quale non potremo mai stancarci di riflettere, perché purtroppo la sua attuazione è tuttora assai nebulosa e contraddittoria.

Ecco, io credo che possiamo procedere con i nostri lavori; c’è qualche lieve modifica alla scaletta del convegno che avete nel programma, ma perché non è presente Franco Pannuti, l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna, ma è presente Fausto Ameli che interverrà anche in rappresentanza di Franco Pannuti; non sarà presente Alfredo Violante, Direttore del settore di riabilitazione e protesi dell’Inail, per un impegno al Ministero proprio per la trattativa riguardante l’attuazione della legge 68 per l’inserimento lavorativo, e mi ha delegato in quanto anch’io partecipe del progetto che l’Inail sta realizzando nel campo delle tecnologie al servizio dei disabili, di portarvi il contributo di quest’esperienza che è in corso, mentre sono confermati tutti gli altri interventi e avremo anche alcune comunicazioni già preordinate in queste ultime ore di grande interesse, come un contributo dell’Inps che sta realizzando una esperienza assai significativa per quanto riguarda l’accessibilità piena dei servizi erogati dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, avremo la testimonianza di un progetto che si svolge a Milano con una persona con disabilità, l’amico Malafarina, che interverrà dopo e comunque avremo la possibilità di avere interventi da parte vostra, se riusciremo a mantenere i tempi dei nostri lavori.

 

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