Convegno
I servizi telematici e l'accessibilità per i disabili

 

Franco Bomprezzi: Coordinatore

Grazie Carlo, è lo stesso dispiacere di prima, avrei voluto che andasse avanti ancora un po’, ma siamo all’una meno un quarto, credo che, in effetti sia stata una cavalcata attraverso i temi che ci eravamo prefissi di valutare, estremamente significativa.

Come vi avevo detto, io vorrei chiudere all’una, lo dico subito così abbiamo un ultimo quarto d’ora, ho tre richieste di comunicazione che vorrei assolutamente consentire proprio perché arricchiscono ulteriormente la nostra mattinata, do quindi la parola senz’altro all’amico Malafarina di Milano che ci presenta la sua esperienza.


Malafarina - Ospedale San Paolo – Milano

"ESPERIENZA"


Io vorrei innanzitutto ringraziare Handimatica per la possibilità che è stata data, cercherò di essere molto breve anche se devo dire che c’è un po’ di amarezza in me perché vorrei che iniziative di questo tipo fin tanto che c’è un organismo che difende questa categoria, vuol dire che c’è ignoranza o quanto meno c’è ancora di più una forma di discriminazione. Allora veniamo alla mia esperienza: la mia è un’esperienza particolare, un’esperienza di lavoro che ha preso il via qualche mese fa, all’interno di un settore che si occupa di disabili, veniamo a cosa consiste, mi è stata data la possibilità di collaborare con questa unità funzionale che è stata aperta recentemente presso l’ospedale San Paolo, uno dei maggiori di Milano in collaborazione con la regione di Milano e con la stessa Università degli Studi.

Mi è stata offerta questa possibilità perché io possa realizzarmi, perché la mia esperienza di disabile possa essere messa al servizio di altri disabili, di cosa si occupa questa unità funzionale?

Si occupa di assistere dal punto di vista medico tutte quelle persone che hanno un grave problema di handicap motorio e spesse volte anche psicologico. Spesso queste persone, come potete immaginare, sono assistite presso le proprie famiglie, quando queste persone hanno un problema di emergenza, prima di tutto, nella maggior parte dei casi non riescono a comunicarlo, in secondo luogo, qualora riescano, i parenti che di solito li assistono non sono in grado d’intervenire.

A questo punto, entra in gioco questa unità funzionale che si promette di riuscire a fornire un intervento rapido affinché possa essere fatta nel più breve tempo possibile una diagnosi affinché la famiglia e il disabile vengano sgravati dal problema che in quel momento è contingente.

Il mio ruolo è quello di collaborare in questa unità perché innanzitutto, la mia esperienza venga messa a frutto e poi, perchè io stesso possa realizzarmi e questo è di notevole importanza perché rappresenta un obiettivo che oggi giorno si sta cercando e in qualche modo si riesce a perseguire a raggiungere sempre di più, ovvero quello del reinserimento del disabile nel campo lavorativo; tenendo presente come è già stato detto da quelli che mi hanno preceduto, del disabile deve essere messa in luce la sua abilità, le sue capacità. Concludo qui dicendo che per chi volesse informazioni su questo progetto, detto progetto Dama, potrà trovarle presso di me, quindi tutto quello che è il materiale informativo lo potrà trovare presso di me.

Ringrazio ancora per la possibilità offertami, grazie.

 

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