Convegno
“Gli strumenti informatici e il loro impiego nelle difficoltà di apprendimento”

 

Lucio Stanca - Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie

"Saluto del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie"


Il mio intervento è solo un saluto poiché credo che stiate assistendo ad un interessante seminario e, quindi, non voglio togliervi tempo utile.

Volevo innanzitutto fare i complimenti agli organizzatori di questa manifestazione. Credo che vadano veramente premiati per l’attività che stanno facendo in un campo così importante e per il successo che ha avuto la stessa manifestazione.

Io sono responsabile a livello di governo, di promuovere l’innovazione tecnologica in Italia. Credo che abbiamo certamente dei ritardi e dobbiamo saper sfruttare al meglio le opportunità che questi straordinari progressi della tecnologia, soprattutto delle tecnologie digitali ci danno per un mondo migliore, per una vita di miglior qualità oltre e anche per un’opportunità di sviluppo e di benessere economico.

Nel disegnare le politiche e le strategie di questo giovanissimo ministero – perché mai in Italia si è avuto un ministro esclusivamente incaricato di coordinare l’attività del governo su questo tema dell’innovazione tecnologica – ci siamo posti degli obiettivi molto precisi: uno tra i più importanti, se non il più importante, è nella costruzione della cosiddetta Società dell’Informazione, una società che si avvarrà sempre più di queste tecnologie digitali, quindi dell’informatica delle telecomunicazioni.

In questa costruzione della società dell’informazione, l’obiettivo fondamentale (perché altrimenti avremmo davvero fallito), è quello di creare una società dell’informazione inclusiva, in cui tutti possono partecipare e beneficiare di queste straordinarie opportunità offerte dalla tecnologia. Oggi pensiamo soprattutto al futuro.

Queste tecnologie è vero che stanno con noi da qualche decennio, ma stanno accelerando il loro potenziale di cambiamento, di trasformazione e le avremo con noi nei prossimi decenni, è importante quindi comprenderne a pieno le potenzialità e, quindi, disegnare le strategie e le politiche del Paese.

Nella inclusione, la mia attenzione è soprattutto rivolta alle categorie deboli ed è quanto abbiamo definito, creando un’apposita commissione a livello interministeriale, per cui la materia è interdisciplinare e sono coinvolti vari miei colleghi.

Ma ho voluto indicare in modo specifico tre categorie: in primo luogo, i ragazzi e i bambini, perché queste sono tecnologie e strumenti di straordinaria possibilità di sviluppo, di educazione delle loro personalità; però nello stesso tempo, sappiamo benissimo che Internet e queste tecnologie possono anche avere degli aspetti pericolosi per lo sviluppo della personalità di un bambino, lasciato solo a navigare in modo inconsapevole su Internet e quindi dobbiamo proteggere, aiutare i bambini, i nostri figli a gioire e a crescere utilizzando queste tecnologie.

In secondo luogo, gli anziani, perché rischiano di rimanere esclusi. Questa è la prima innovazione tecnologica il cui apprendimento non è cominciato come tutte le altre, partendo dagli adulti e man mano scendendo ai meno adulti e ai giovani. Questa è la prima grande innovazione tecnologica che ha capovolto il processo di apprendimento: i più bravi sono i più giovani e i meno bravi sono le persone anziane e quindi il rischio è che esse restino ai margini di questa società dell’informazione.

Ho lasciato per ultima la categoria dei deboli, non perché sia la meno importante, ma volevo proprio dire, perché è il motivo di compiacimento di questa manifestazione. Sono i deboli, le persone sfortunate portatrici di handicap, io ne sono convinto, ma non da oggi, non per le responsabilità che ho oggi nel governo del nostro Paese, ma perché per tutta l’attività che ho svolto nella mia vita professionale, sono convinto pienamente che queste tecnologie possano veramente aiutare a rimuovere in tutto o in parte l’handicap che le persone meno fortunate hanno e quindi dobbiamo, in tutti i modi sfruttare sia le possibilità offerte oggi sia quelle future per mettere a disposizione dei portatori di handicap e dei disabili queste tecnologie.

Questo è un nostro obiettivo preciso e quindi abbiamo già messo in atto tutta una serie di interventi cominceremo ad implementare: per esempio, visto che la pubblica amministrazione fa parte della nostra vita quotidiana e che man mano si sta portando in rete e quindi il cittadino può interagire con essa “on line”, attraverso una direttiva, ho stabilito che tutti i siti della pubblica amministrazione si dotino di quelle tecnologie che consentono più largo accesso ai portatori di handicap; per esempio, sto lavorando ad un libro bianco sulla situazione complessiva del Paese che sarà pronto nel giro di poche settimane (penso che fra gennaio e febbraio lo presenteremo), che fa la fotografia del Paese e che affronta proprio il rapporto fra disabilità e tecnologie digitali, in modo da capire dove siamo, quali sono i problemi e quali le politiche da attuare. Un lavoro che non è stato mai fatto a livello governativo nel nostro Paese.

Sto pensando a interventi a favore di chi sviluppa nuove tecnologie specializzate per le persone disabili e per i portatori di handicap che devono avere più facilità, più opportunità di acquisire e utilizzare queste tecnologie.

Un intervento, quindi anche a sostegno di chi ha bisogno di queste tecnologie per fare parte della società in modo attivo e pieno; aiuto a chi deve aiutare i docenti, a chi deve sostenere, sviluppare e introdurre queste tecnologie nei processi formativi piuttosto che nel mondo del lavoro.

Ecco, tutta una serie di iniziative che vanno messe in campo, su cui per certi aspetti il nostro Paese è stato anche un po’ disattento e quindi dobbiamo recuperare il terreno perduto e imparare anche dagli altri Paesi, soprattutto nel campo europeo. Ecco, questo in brevissima sintesi, ciò che ho avviato come responsabile dell’innovazione tecnologica.

L’anno venturo, il 2003, è l’anno europeo del disabile e quindi avremo molta attenzione in Italia, anche perché siamo presidenti dell’Unione Europea nel secondo semestre. Avremo l’occasione di ritornare in termini istituzionali a livello europeo su questo grande tema che è la disabilità e il rapporto con le tecnologie.

In sintesi volevo darvi queste informazioni, ma soprattutto, dare un saluto, fare ancora una volta i complimenti a tutti quelli che partecipano, dagli organizzatori a tutti quelli presenti negli stand e che offrono veramente una speranza concreta a chi è stato meno fortunato o diciamo la verità, sfortunato nei confronti di altri, affinché possa partecipare in modo più pieno alla comunità, alla società attraverso l’uso di queste tecnologie.

Grazie e buon lavoro.

 

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