Seminario
“Accessibilità a internet: quello che si deve, si può e si vuole fare”

 

Franco Bomprezzi - SuperAbile.it  (www.superabile.it)

"Il punto di vista di chi deve fornire quotidianamente un servizio"


Avevo fumato qualcosa di particolarmente buono, quando ho trovato il nome della testata. Scherzo, naturalmente, anche perché non fumo… Si vede che l’idea mi è venuta in bagno… Questo ve lo posso confessare, le idee migliori vengono nell’unico luogo nel quale si è soli, almeno in genere… 

Comunque io cerco se possibile di essere da solo, e di essere in un bagno la cui accessibilità non vada a scapito della qualità umana, del comfort: questo è un altro problema, non c’entra con l’accessibilità web, ma l’accessibilità del bagno per esempio, era uno dei primi problemi che si sono posti nel mondo della disabilità ed è stato risolto con le regole che hanno rovinato i bagni accessibili, facendoli diventare degli ospedali viaggianti e negli alberghi abbiamo queste stanze magari belle, poi entri nel bagno e ti viene da piangere, perché hai un water alto così, maniglioni dappertutto, sparsi anche senza nessun nesso con le funzioni per le quali dovresti usare quei maniglioni, magari lo specchio è rimasto alto e comunque non ti ci vedi, però quella è la stanza attrezzata è fatta apposta per… e l’albergatore in genere si stupisce quando io dico: “scusi, mi date una stanza normale, perché se ci passo dalla porta del bagno con la mia carrozzina, la preferisco”. E questo per dire che le regole sono importanti, ma le regole servono a risolvere problemi.

Difatti negli interventi competenti e partecipi di De Vanna e Graziani, questo abbiamo sentito: non la difesa burocratica delle regole, ma l’idea che le regole dell’accessibilità servono per dare delle idee utili a risolvere dei problemi.

Vado velocemente con delle cifre, perché sono nove mesi che siamo on line e lo so per certo, perché proprio oggi mi è arrivato un sms della Project Manager dello sviluppo del portale, che oggi ha avuto un bambino. Quindi sono passati nove mesi, eravamo on line il cinque marzo e lei appunto poi mi confessò che probabilmente in quelle giornate un po’ di euforia, la sua vita era cambiata e di questo siamo stati tutti molto contenti.

Come vedete a parte l’inizio, c’è stato proprio un balzo dopo l’estate, cioè se noi siamo a 36000 o 40000 visite al mese adesso, non abbiamo tolto niente a disabili.com, anzi, credo che anche il loro sito sia cresciuto in questo periodo.

Quindi è giusto sfatare un luogo comune, quello della concorrenza: credo che sia molto importante che ci siano varie esperienze di siti sulla disabilità e attorno alla disabilità, magari ce ne fossero ancora.

Il pluralismo dell’informazione vale anche per e sulla disabilità, credo che sia importante. Però, come vedete dai dati, secondo me c’è un nesso tra i navigatori e le pagine da poter vedere, cioè noi siamo cresciuti nei contenuti, durante questi mesi, e il numero di pagine viste aumenta fino ad aver superato le 10000 pagine viste al giorno (che sono tante) e la permanenza nel sito media è di 15 minuti e 40 secondi: Carlini, tu  sai meglio di me che nei siti normalmente ci si sta due minuti, un minuto e mezzo, tre minuti, si arriva a quattro in rarissimi casi. Evidentemente chi entra in superabile.it ci sta, non perché sia difficile navigarci (spero), ma ci sta perché cerca delle cose, le vuole leggere, si mette a leggere.

L’accessibilità non si fa affidandola ai tecnici e basta: l’accessibilità è un problema tecnico, ma è anche un problema di volontà, che deve coinvolgere i navigatori sin dalla fase della progettazione.

Credo che questo già sarebbe un ruolo delle persone disabili importantissimo e fondamentale, perché non c’è solo un problema di regole, ma di fare un sito pratico: per esempio, alcune cose del W3c sono non del tutto necessarie e probabilmente rispetto a un certo uso di alcuni sistemi operativi, penso a jaws piuttosto che a Opera o Links, non è detto che la struttura formale di un sito accessibile sia utile rispetto ad una navigazione aggiornata: è chiara, è perfettamente chiara, però richiede tutta una serie di passaggi per arrivare alle novità.

Noi abbiamo rovesciato, portando prima di tutto gli aggiornamenti delle pagine e poi la bottoniera o pulsantiera; capite che questo aiuta per esempio il non vedente a non perdere tempo, si trova immediatamente ciò che è nuovo. Abbiamo scelto di fare anche la versione ‘profilata’ che però è poco utilizzata: l’abbiamo fatta per rispetto, diciamo la verità, perché ritenevamo doveroso fornire uno strumento per ‘non vedenti pigri’…diciamo così.

La cosa più importante, secondo me, è che fatto il minor ricorso possibile alla grafica: non serve quasi mai, e abbiamo posto una estrema attenzione nello spiegare bene tutto quello che c’è, quindi gli alternate sulle foto, cosa banalissima, e per noi sono le didascalie.

Cioè è normale, non vedo perché negli altri siti, ci sia scritto foto 1, jpeg o niente: cosa ci vuole a mettere una didascalia?

Io vorrei che quello che è stato fatto in siti come il nostro, servisse di esempio e fosse diffuso, perché sono esempi utili per tutti, per chiunque faccia comunicazione sul web.

Uno dei problemi che abbiamo dovuto affrontare era quello di avere un portale totalmente giornalistico; allora: se si fa un quotidiano, è un quotidiano. Vuol dire che più volte al giorno, ripetutamente, al di là delle sezioni di servizio che sono meno aggiornate dinamicamente (nel senso che è ovvio che non tutti i giorni ci sono argomenti, schede e approfondimenti tecnici sui temi delle barriere architettoniche, delle leggi, del tempo libero, dello sport, anche se in realtà, tutti i giorni abbiamo elementi di novità), è ovvio che la parte di aggiornamento di sincronizzazione quotidiana è assolutamente fondamentale e noi lo facciamo tutti i giorni almeno sei volte al giorno e abbiamo ogni giorno circa venti pezzi nuovi.

Voi capite che a volte mi sento scrivere o dire per telefono:  “non trovo più quella notizia”… beh, perché probabilmente dopo tre giorni non compare più nella homepage, e nemmeno nella homepage di sezione, per cui bisogna andarla a cercare in archivio.

Ecco, a proposito di accessibilità: attenzione, parliamo anche del linguaggio!

Nel web si sta diffondendo un gergo pericolosissimo; io mi rivolgo a tutti quelli che scrivono nelle chat e nei forum: smettetela di risparmiare sulle lettere! I non vedenti fanno fatica secondo me: perché scrivere chiosco con k?

Chiosco si scrive con ch, ci metterete due secondi di più.

Mi sembra diventato un fenomeno che crea un’ulteriore barriera: la divisione fra chi è veloce e chi è lento; ecco io introdurrei questo ulteriore elemento, la nuova barriera architettonica è il tempo. E’ una barriera il tempo, perché discrimina chi è più lento e questo riguarda non tanto e non solo i disabili visivi, ma moltissimi disabili motori, i quali sono spesso espulsi dalle comunità, sono espulsi dalle chat, sono in difficoltà nel lavorare sul web, perché il lavoro non lo si trova in quanto viene valutato per la velocità, non per la qualità. Il pubblico, poi, che legge, è eterogeneo: non saranno mica solo esperti! Allora noi cerchiamo proprio di fare divulgazione. Per fare divulgazione occorre parlare con un linguaggio giornalistico che spesso non è preciso.

Anche con gli esperti, abbiamo dovuto lavorare per convincerli a “sporcarsi” un po’ le mani.

Un esperto di leggi non mi può mettere “de cuius”; ecco, quando io vedo il “de cuius” insorgo e telefono all’avvocato e gli dico: “No, lei mi metta pure ‘de cuius’, ma spiega che cosa vuol dire!”

Senza Inail questo portale non ci sarebbe, senza Inail questo portale non ci sarà e spero che Inail continui a investire su questa esperienza. Credo che il mondo della disabilità dovrebbe forse anche tener conto di queste cose, non sono così facili né casuali; Inail si occupa in fondo di infortunati sul lavoro.

Allora, stiamo facendo un portale che dà informazioni e servizi agli infortunati sul lavoro, ma dà informazioni e servizi a tutta la disabilità. Inail poteva benissimo farne a meno!

A volte si valuta tutto come scontato, ma non è scontato affatto e non è detto che nel futuro sia tutto così facile, per cui noi stiamo combattendo per far crescere SuperAbile perché crediamo che sia importante.

Ecco, scusate, ma io lancio una piccola provocazione al mondo della disabilità. Purtroppo, molto spesso, noto anche nei forum, nella community, negli articoli, nelle richieste, che i disabili sono molto autoreferenziali.

Le persone disabili tendono in genere a volere essere politicamente corrette a ogni costo, insorgono con una piccola arroganza nei confronti di chi non è disabile. Spesso leggo frasi del tipo: “Ma tu non puoi capire”… Ma chi te l’ha detto? Tu spiegami e poi io cercherò di capire.

Allora credo che questo atteggiamento per così dire “laico” sia fondamentale e sia un’altra questione legata in parte all’accessibilità: spiegare le ragioni dell’accessibilità non è facile, bisogna mettersi d’impegno a spiegarlo a tutti, quindi anche a chi non ci capisce niente, con pazienza, con umiltà.

Un’altra cosa importante, le persone disabili e le associazioni dei disabili spesso pensano alla propria disabilità e basta.

Ho visto siti, non dico di quali patologie, totalmente inaccessibili, pieni di flash, effetti speciali, movimenti. Dicono: “Ma tanto mica siamo ciechi noi…”: Ma che vuol dire? Cioè: volete pensare solo a voi? Cambiate mentalità! Fate cose più semplici! Pensate che comunque gli effetti speciali rallentano la navigazione e quindi sono comunque un ostacolo a chi non ha un Pentium 4, a chi non ha una connessione a banda larga. Dai dati raccolti abbiamo comunque visto dagli  oltre 2500 utenti registrati, che la connessione media è a 56 k e che la risoluzione dello schermo è 800 per 600. Non arrivano a 1024, come magari faccio io per lavorare meglio. E quindi dobbiamo pensare a cose semplici, molto semplici: la semplicità vince!

Voglio segnalare questa integrazione del sistema SuperAbile con altri due servizi che sono ad alta accessibilità anche culturale. Uno è il Call Center.

Noi senza il background dell’esperienza di oltre un anno del Call Center Superabile dell’Inail - numero verde 800 810 810 - , non avremmo individuato correttamente le aree tematiche su cui sviluppare il portale e non avremmo alle spalle la possibilità di indirizzare i nostri navigatori verso una risposta semplice, telefonica e personalizzata. Si tratta di un grosso lavoro.

L’altro servizio, più recente, è il portale vocale e questo è veramente unico in Europa a quello che mi consta. Con il numero verde che vedete: 800 810 811, in pratica si naviga a voce.

Io credo che accessibilità vuol dire credere veramente nel diritto di tutti a navigare nel modo migliore e più facile. Se non ci si crede, lo si considera un peso; bisogna invece ascoltare le critiche, sforzarsi di cambiare e migliorare sempre.

A volte ci arrivano insulti… benissimo! Dagli insulti c’è sempre qualche barlume di dialogo. Poi si migliora, si passa a darsi del tu, a dialogare con i tecnici per trovare le soluzioni più pratiche e fattibili.

I tecnici a volte sono convinti di sapere tutto e non sempre è così. Un’ultima considerazione, ma fondamentale: ricordarsi di essere al servizio. Allora: nel web si è in rete, il web è un servizio, e con questa logica, credo, tutti facciamo un grande passo in avanti.

 

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