Seminario
“Accessibilità a internet: quello che si deve, si può e si vuole fare”

 

Antonio Capoduro - Portale Onlus

"Il punto di vista di un Utente"


Buongiorno a tutti, mi chiamo Antonio Capoduro, sono libero professionista e faccio parte di una piccola cooperativa chiama Portale Onlus che si occupa di innovazione tecnologica al servizio delle categorie protette.

I suoi interventi, rivolti ai giovani e alle categorie svantaggiate, si attuano prevalentemente con Internet utilizzando le tecnologie più moderne informatiche e multimediali: istruzione per operatori addetti all’addestramento all’uso di ausili, formazione per comunità e gruppi in e-learning, DataBase e gruppi di discussione on line per l’identificazione degli ausili più adatti.

Inizio il mio intervento con il citare una definizione di accessibilità data da Tommaso Tozzi in un recente convegno, che mi sembra particolarmente efficace:

"Costruire un'interfaccia il cui uso sia accessibile a tutti. Un'interfaccia che dunque non faccia uso di tecnologie il cui uso implichi attrezzature o software particolarmente costosi, complessi o con caratteristiche che ne impediscono l'uso anche solo ad alcuni.

Garantire l'accesso alle informazioni di tipo pubblico senza alcun limite o discriminazione verso gruppi o individui. L'informazione vuole essere libera: appartiene a tutto il mondo, essa è prodotta da e per tutto il mondo e l'accesso all'informazione non deve più essere diritto esclusivo di un'elite o di un gruppo privilegiato."

Questa definizione racchiude molto bene tutti gli aspetti dell’accessibilità. Accessibilità significa libertà di accesso alle informazioni, alle idee, agli spazi virtuali.

In questi ultimi due anni, sono stati fatti innumerevoli sforzi soprattutto da parte dei Webmaster nel tentativo di rendere accessibili i loro siti. In effetti, grazie alla Circolare 13 marzo 2001, n. 3/2001, emessa dall’allora Ministro della Funzione Pubblica, On. Franco Bassanini che, sensibilizzato al problema, invita i webmaster dei siti della pubblica amministrazione a rendere accessibili le loro pagine web.

Nel 1999 il W3C, il consorzio internazionale che stabilisce le regole e i linguaggi per il web, ha redatto un documento che fornisce l’insieme delle regole fondamentali per la costruzione delle pagine Internet accessibili. Questo importante documento è chiamato: Linee guida per l’accessibilità ai contenuti del Web.

Conviene qui fare un cenno preliminare ai problemi specifici di accesso agli elaboratori da parte delle varie categorie di persone disabili.

Gli utenti con disabilità possono essere classificati nel seguenti profili:

  • Disabilità sensoriali (vista e udito),

  • Disabilità motorie,

  • Disabilità psichiche e cognitive.

All’interno della disabilità della vista è possibile incontrare due classi di utenti:

  • i non vedenti

  • gli ipovedenti.

Questa suddivisione è necessaria poiché le problematiche di accesso all’elaboratore sono profondamente distinte nei due casi.

Le persone ipovedenti usano un normale monitor come dispositivo d’uscita dell’informazione, grazie all’applicazione di particolari accorgimenti quali:

  • l’aumento della dimensione dei font,

  • l’utilizzo di software di ingrandimento dello schermo,

  • l’impostazione di colori che aumentano il contrasto delle varie parti del testo a video.

Per le persone non vedenti è necessario il ricorso ad altri dispositivi di output, fisicamente differenti dal monitor. Questi sistemi alternativi sono basati sull’uso degli altri sensi. Vengono utilizzati infatti:

  • un’uscita audio, come un sintetizzatore vocale,

  • un’uscita tattile, come una barra Braille.

In ambedue i casi è necessario un’operazione di filtraggio e di ristrutturazione delle informazioni presenti sul monitor.

L’operazione di filtraggio permette di selezionare e “rileggere” in forma sequenziale ciò che un normale utente riesce a vedere in modo panoramico sullo schermo.

I software che permettono l’operazione di rilettura del contenuto dello schermo vengono chiamati Screen Reader.

Gli screen reader traducono il contenuto dello schermo in un testo sequenziale che può essere “letto”, a seconda delle abitudini e capacità dell’utente, sia attraverso la sintesi vocale, sia attraverso la barra Braille.

Nonostante la tecnologia e i programmatori abbiano messo a punto sistemi, come gli screen reader, in grado di interpretare e distinguere il testo su ambienti grafici, come Windows, Linux e Mac, molti utenti non vedenti preferiscono operare ancora in ambienti testuali, come DOS e Unix. Questo perché i sistemi operativi testuali garantiscono loro un accesso pressoché totale rispetto a quelli di tipo grafico, di più recente concezione.

Esistono, a questo scopo, degli ottimi prodotti per tali ambienti operativi, come ad esempio lynx, che garantisce un’ottima navigazione all’interno di Internet.

Lynx è un browsrer testuale, che non tiene conto della parte grafica di un sito web.

Le difficoltà degli utenti con disabilità dell’udito, sia essa totale o parziale, sono da mettere in relazione con il crescente impiego di componenti audio nelle presentazioni multimediali di un sito, mediante l’utilizzo di file sonori che si integrano completamente con la parte grafica.

Si pensi, ad esempio, alle numerose presentazioni dei siti realizzate sfruttando la tecnologia Flash.

E’ consigliato, quando i suoni forniscono informazioni importanti, come segnali d’allarme o altro, accompagnarli con un messaggio visivo ben evidenti.

Una conversazione o la colonna sonora di un filmato possono essere rese accessibili a una persona non udente, attraverso i sottotitoli.

Le disabilità fisiche possono essere di differenti tipologie. Si considerano infatti i casi: di una modesta paralisi su un arto, all’incapacità di controllare i propri movimenti a causa di distonie, sino ad arrivare al peggiore dei casi: la mobilità residua quasi nulla che permette di interagire con il computer mediante un solo comando d’assenso che può essere il battito dell’occhio o un soffio dentro una cannuccia per selezionare l’azione proposta dal computer con un elenco di possibilità.

Nel caso delle disabilità fisiche quindi, le difficoltà riguardano per lo più i dispositivi di ingresso per interagire con il computer.

Anche in questo ambito, la tecnologia ha messo a punto numerosi dispositivi che permettono una maggiore operatività da parte di queste persone. Questi dispositivi, possono essere: tastiere espanse, emulatori di mouse, sistemi di riconoscimento vocale, sensori ottici, ecc.

Circa la possibilità di interazione con interfacce grafiche, poiché la difficoltà maggiore risiede nella capacità di selezionare “oggetti” da parte degli utenti con disabilità fisiche, risulta evidente come la scelta di elementi con dimensioni troppo piccola e vicini  tra loro, comporta difficoltà non indifferenti. Allo stesso modo tutte quelle operazioni a tempo, posso rappresentare gravi ostacoli.

Anche il campo delle disabilità psichiche è vasto e differenziato, tuttavia è possibile trovare degli elementi comuni a tutte le tipologie.

L’utente affetto da disabilità psichiche farà fatica a capire pagine web troppo complesse, o pagine in cui le componenti in movimento risultano eccessivamente veloci.

Per aiutare questi utenti, occorre tenere in considerazione alcune regole:

  • Riassumere un lungo testo scritto con una immagine sintetica e chiara.

  • Evitare effetti lampeggianti, che potrebbero mandare in confusione questi utenti.

A volte sarebbero sufficienti solo alcuni accorgimenti per consentire a tutti l’accesso alle informazioni. In particolare, le persone che sono totalmente prive o hanno funzionalità ridotte della vista risentono maggiormente della mancanza di accessibilità alle informazioni contenute nei siti.

Il sito “ideale” e accessibile da tutti non esiste. Occorre trovare un giusto compromesso ed equilibrio. Questo, può essere trovato con l’acquisizione dell’esperienza di progettazioni.

Quello che mi interessa evidenziare qui è che il concetto di accessibilità va applicato, non soltanto per semplificare la vita alle persone con disabilità, ma deve essere visto come uno sprono ad aumentare gli sforzi alla sensibilizzazione di una questione profonda: fare cioè in modo che nessuno si senta escluso.

Le linee guida forniscono degli esempi e qui vorrei riprenderne alcuni per rendere più chiaro quanto ho appena detto. Se per veicolare un’informazione i Webmaster utilizzano una tecnologia recente, e per visualizzarla occorre scaricare un determinato plug-in, si opera una discriminazione. Non tutti hanno la possibilità e le competenze necessarie per scaricare ed installare il plug-in in questione.

Altro esempio fornito dalle linee guida è mantenere uniforme il linguaggio, se in un sito in italiano si fanno dei collegamenti a pagine in un’altra lingua, si escludono tutti coloro che non conoscono la lingua.

Un sito internet dovrebbe avere lo scopo di fornire al maggior numero di persone possibile una determinata informazione. Se questa non è in grado di essere trasmessa a tutte le persone, viene meno lo scopo per cui è stata pensato Internet.

I siti di informazione generale per eccellenza, come i siti dei quotidiani e delle agenzie stampa, dovrebbero essere in grado di garantire l’accessibilità, per consentire a tutte le persone di essere aggiornate, ma la navigazione all’interno delle notizie è infastidita e resa difficile da messaggi pubblicitari invadenti e con aperture di nuove pagine.

Il business pubblicitario è importante per la sopravvivenza di molti siti, evidentemente la maggior parte dei siti di informazione sono maggiormente interessati al mercato pubblicitario, piuttosto che alla possibilità della diffusione delle informazioni senza escludere nessuno.

L’opportunità di veicolare le informazioni senza limitazione alcuna è un fattore di libertà di espressione e di cultura. Sono convinto che si può fare e deve di più affinché il concetto di accessibilità diventi un bene comune della società.

Questo vale per Internet, ma vale anche per tutte le cose della vita, dall’abbattimento delle barriere architettoniche al rendere i videoregistratori strumenti di facile accesso per tutti, disabili e non.

 

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