Seminario
“Accessibilità a internet: quello che si deve, si può e si vuole fare”

 

Valentina Polati - Disabili.com (www.disabili.com)

"Il punto di vista di chi deve fornire quotidianamente un servizio"


Buongiorno
Allora intanto vi dico brevemente cosa è disabili.com.
E’ una testata giornalistica; c’è una redazione con dei giornalisti professionisti che aggiornano quotidianamente il sito e tentano di rendere fruibile tutte le notizie che arrivano ad una redazione classicamente intesa di fare e di rendere fruibile a un utenza disabile, ma anche a tutto “l’indotto”, quindi genitori, insegnanti, assistenti sociali, volontari ecc.
E’ il primo progetto in Internet interamente dedicato ai disabili, on-line da quattro anni. Il primo, ma poi ne sono arrivati altri, belli e utili con caratteristiche simili, ma anche diversi e io dico fortunatamente. E' visitato ogni mese da 50.000 visitatori - e parlo di utenti unici - e quindi insomma, i numeri danno l’idea forse di quanto ci fosse bisogno di un sito come questo, che è una testata giornalistica, ma a tutti gli effetti poi è un sito di servizio.

Abbiamo una serie di aree tematiche, dei forum molto attivi dove i navigatori si scambiano informazioni, una chat frequentata da centinaia di navigatori tutti i giorni, una rassegna stampa, una newsletter alla quale sono iscritti 3.500 navigatori e poi una serie di speciali che la redazione cura man mano sempre per i navigatori, riguardano i viaggi, tematiche di tipo fiscale, ma anche poi il tempo libero, abbiamo un calendario di eventi accessibili, naturalmente dietro a tutte queste cose c’è un grosso lavoro perché è difficile trovare già pronto, confezionato qualcosa di accessibile, qualsiasi iniziativa che sia grande o piccola, non è quasi mai pensata per i disabili: dal concerto, alla partita di calcio, spesso magari anche ad avvenimenti, tipo convegni ecc. la caratteristica nel nostro sito è l’interattività e questo perché si è creata questa grossa comunity.

Quello che all’inizio ci ha stupito adesso non più di tanto è che i nostri navigatori sentono questo sito come loro, quindi alla fine noi siamo quasi degli spettatori, però l’interattività secondo me va a braccetto con l’accessibilità, questo perché per esempio nel nostro caso, molti di noi non sono disabili, quindi è chiaro che parlare di cose che non conosci direttamente è sempre difficile, quindi il problema iniziale è stato quello proprio chiaramente di essere accessibili, perché insomma, farebbe sorridere non esserlo, essendo poi un sito che si chiama disabili.com.

Quindi qualsiasi cosa noi facciamo e poi offerta al nostro pubblico ai nostri navigatori e la richiesta è quella che loro verifichino.

Un esempio per tutti, siccome essere accessibili se non si hanno finanziamenti pubblici, se si ha una testata come la nostra che vive di sponsorizzazioni quindi per lo più di aziende e per lo più legate al tema della disabilità che hanno interesse ad acquistare dei banner pubblicitari nel nostro sito, cosa che ovviamente ci consente di finanziare la stessa testata, dicevo che costa comunque essere accessibili perché comunque si diceva prima appunto che un po’ resta magari la sensibilità dei Web-master, però io penso anche a tutti i corsi che ci sono, quelli del fondo sociale europeo, basta girarsi un attimo attorno, chiunque potrebbe fare un corso per diventare Webmaster, spesso tra l’altro questi corsi sono un business perché non dico una cosa nuova, io vorrei capire, vorrei sapere, non lo so quanti di questi corsi prevedono che il Webmaster poi diventi anche un “esperto” o comunque abbia delle conoscenze a livello di costruzioni di pagine accessibili e lo dico perché noi che abbiamo cambiato nel corso di quattro anni almeno quattro volte layout, abbiamo cercato di affidarci a chi fa software a un certo livello e adesso per esempio, abbiamo dei problemi con la chat, perché noi la testiamo adesso che finalmente dovremmo avere una chat nostra, abbiamo provato a metterla ondine a chiedere ai nostri navigatori e per ora è stata bocciata, ma vi assicuro che è una guerra con chi ci fornisce il software che ripeto, noi paghiamo per farvi capire cosa serve ai nostri navigatori.

Quindi tutto questo passaggio che magari i navigatori non vedono c’è.

Appunto, l’interattività è fondamentale per questo motivo, perché comunque ti consente di migliorarti continuamente, adesso noi abbiamo in redazione una ragazza, abbiamo anche dei redattori comunque che sono naturalmente disabili, abbiamo una stagista in questo momento non udente e abbiamo una collaborazione in piedi con un’azienda specializzata nella costruzione di siti Pa quindi siti accessibili, un’azienda che (ha assunto dopo uno stage una ragazza non vedente che è diventata poi l’esperta di quest’azienda che fattura molti milioni di euro), quindi insomma, è diventata l’esperta per l’accessibilità.

Questo anche secondo me è importante perché stabilisce una specie di linea di demarcazione tra il fatto che i disabili, dapprima utenti di Internet, diventino anche esperti in un certo senso di Internet. In quest’azienda per esempio, dove l’età media è 27 anni, quindi tutti bravissimi a navigare, un’azienda bella insomma, c’è un loft, i ragazzi lavorano tutti, mi diceva questa ragazza giovanissima ha 22 anni, è diventata esperta per conto suo e poi ha partecipato a dei corsi, lei non avrebbe mai immaginato di poter essere assunta in un’azienda di questo tipo, perché pensava che ovviamente l’immagine fosse fondamentale specie in questo caso, in realtà c’è bisogno di competenza e c’è bisogno anche di suggerimenti.

Mi è venuto in mente un esempio, a parte i siti delle pubbliche amministrazioni e siti come i nostri, nell’ultimo panorama web c’è un’inchiesta sulle banche online. Il problema secondo me è che non si considera l’utente disabile come consumatore, quindi una fetta di mercato importante, forse ragionando poi in termini economici, si arriverebbe più lontani, penso anche ai viaggi accessibili. Noi abbiamo un’area che poi è diventata anche quella praticamente ancora dei navigatori in cui inizialmente una nostra navigatrice ha invitato gli altri navigatori a fare dei reportages, cioè un navigatore disabile viaggia munito di telecamerina o macchina fotografica, torna e fa il suo reportage e mette a disposizione degli altri navigatori quello che ha visto in giro, questo perché?

E’ chiaro che uno, non è che magari vuole andare solo a Lourdes o in posti… cioè vuole andare alle Mauritius, magari ha anche i soldi per andarci e quindi queste informazioni sono fondamentali.

Quindi al di là, è giusto ovviamente che i siti di pubblica utilità delle Pa siano accessibili, ma comunque poi si dovrebbe arrivare insomma oltre perché è chiaro che io un conto online ce l’ho ed è molto comodo, un cieco un non vedente che volesse avere un conto ondine ha delle grosse difficoltà.

Vi dicevo di questa inchiesta di Panorama web, solo Banco posta tiene conto dei disabili.

Praticamente c’è una versione per i non udenti per il 2003 e ce n’è già una per i non vedenti; quindi insomma, non credo che le banche poi non abbiano soldi per avere accesso a dei software magari più accessibili, mi posso anche fermare qui.

Grazie

 

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