Seminario
“Adulti con deficit mentale e tecnologie - si può fare se...”

 

Elisa Pergreffi - Comune di Modena Coop.va Gulliver, Centro diurno “Tintori”

"Tecnologie informatiche e rete dei servizi per disabili adulti sul territorio modenese: linee di intervento ed esperienze"


Salve a tutti io sono Elisa e sono coordinatrice di un centro diurno per disabili, è un centro socio-riabilitativo per disabili adulti definiti gravi o medio gravi.

Mi è stato chiesto di portare un paio di esperienze a livello esemplificativo, m’interessava  definire un po’ quella che è la cornice di riferimento che noi utilizziamo sia in relazione alle attività di tipo informatico, sia in relazione a tutte le altre attività che svolgiamo all’interno del nostro centro.

 Come molti di voi faranno anche all’interno delle loro realtà, noi lavoriamo per progetti individuali. Penso che sia  importante sottolineare questo aspetto perché rappresenta la parte fondante del nostro modo di lavorare; abbiamo dei progetti individuali su ogni utente, questi progetti individuali hanno alcuni obbiettivi che si prefiggono di raggiungere, e noi utilizziamo il computer e l’attività informatica per raggiungere questi obbiettivi. Quindi per noi il computer è uno strumento, così come sono strumenti le altre attività che proponiamo ai ragazzi nel corso delle giornate. All’interno del nostro centro, si possono individuare due tipi principali di attività informatiche, quelle individuali e quelle  di gruppo.

All’interno delle attività di gruppo rientrano le attività del tempo libero.

Queste ultime sono delle proposte che vengono fatte a tutti gli utenti del territorio per avere delle alternative per impiegare il proprio tempo libero. Il criterio principale che utilizziamo rispetto alle attività del tempo libero è quello che l’attività deve essere scelta dal ragazzo: le A.T.L. sono attività che hanno una finalità  ludica e ricreativa, quindi sono attività che devono piacere, e vengono scelte proprio perché interessano o perché piacciono alle persone  che decidono di farle.

Voglio descrivervi due momenti in particolare uno relativo ad attività di tipo individuale, l’altro che riguarda una attività di gruppo. 

Per quel che riguarda le attività individuali noi ci diamo come obbiettivi quello dello sviluppo delle competenze cognitive e quello della comunicazione dell’espressione.

La cosa che mi interessava sottolineare oggi era soprattutto la parte relativa all’espressione. Noi lavoriamo con ragazzi che non hanno in realtà delle grosse difficoltà ad esprimersi attraverso il linguaggio verbale, quindi sono in grado di parlare e di farsi capire. Quello che ci ha di più interessato, è stato cercare di utilizzare il computer per aiutare i ragazzi ad essere più consapevoli dei loro vissuti emotivi, non c’è la ricerca di una metodologia diversa per riuscire a comunicare con i ragazzi, ma c’è l’interesse ad  aiutarli a raggiungere una consapevolezza più alta rispetto a quelle che sono le loro paure, le loro ansie, i loro timori, i loro vissuti emotivi, e nel riuscire ad esprimerli. 

A questo proposito vi porto l’esempio del diario che abbiamo fatto con Anna.

Anna è una ragazza che frequenta il nostro centro da diversi anni e che ha un ritardo mentale medio; la cosa che ci interessava maggiormente, era aiutarla ad essere più consapevole di quello che le succedeva a livello emotivo : A. aveva tante cose che voleva dire che voleva raccontare e che voleva anche capire, ma che non riusciva a trasmetterci.

Questo si traduceva  in momenti in cui scoppiava a piangere, in momenti di rabbia in cui smetteva di fare l’attività che stava portando avanti. Abbiamo pensato di offrirle il computer come strumento per aiutarla a raggiungere questo tipo di consapevolezza. Può sembrare un po’ strano utilizzare un computer, che è così poco affettivo, per parlare di contenuti emotivi ed affettivi, in realtà, a volte avere di fronte un altro che è per definizione un altro non giudicante può avere un effetto facilitante e favorire l’espressione di alcuni contenuti. Nella nostra esperienza abbiamo visto  che può aiutare.

L’utilizzo del computer è stato per Anna molto gratificante, in quanto lei ha delle competenze molto alte rispetto per esempio alla lettura e alla scrittura, quindi è riuscita da subito ad utilizzare bene la macchina e questo è stato l’aspetto di gratificazione immediata.

L’aspetto relativo al contenuto emotivo è venuto un po’ col tempo, siamo partiti da situazioni più descrittive dove il diario era un modo per dire: Chi sono, come sono fatta, cosa faccio, soprattutto in relazione ad aspetti esteriori.

Siamo poi passati a  momenti in cui invece si aveva una riflessione maggiore su come sto, come mi sento e come si chiama questo mio sentire; si chiama rabbia, si chiama paura, si chiama tristezza arrivando così  ad un aumento della consapevolezza relativa  a questi vissuti.

Stare davanti al computer e riflettere su di sé, è stato per lei molto utile, siamo poi riusciti a trasportare  questo diario anche in momenti altri, in momenti esterni al centro, nel senso che lei a casa il computer non ce l’ha, però scrive un diario su un quaderno e questo è un modo che comunque l’ha aiutata, nei momenti in cui si sentiva più in difficoltà a mettersi davanti al quaderno aperto anche se si trovava i un contesto diverso, per scrivere quello che sentiva e quello che pensava.

Un altro tipo di progetto che portiamo avanti rispetto alle attività individuali, sono i progetti legati in modo particolare alle attività di tipo occupazionale.

Abbiamo lavorato rispetto a quest’attività occupazionale con un ragazzo che abbiamo chiamato Massimo che aveva dei piccoli compiti all’interno del centro che consideravamo come compiti di aiuto  all’educatore e al coordinatore nella gestione della quotidianità: come per esempio,  registrare le presenze degli utenti e registrare le spese che vengono fatte quotidianamente per cui abbiamo degli scontrini che devono poi essere rendicontati alla fine del mese. Inizialmente Massimo  si occupava di  quest’attività scrivendo su un quaderno le cose che erano necessarie, presenze ed assenze, cose legate agli scontrini: in questo modo però il suo lavoro non era completo, nel senso che  il lavoro che lui faceva veniva poi gestito dall’operatore, cioè tradotto  in maniera più leggibile, su quelle che sono le nostre schede  sono adibite  alla raccolta delle presenze oppure alla raccolta degli scontrini che poi dobbiamo consegnare in cooperativa o in comune .

Introducendo per Massimo l’utilizzo del computer abbiamo potuto fare in modo che il suo percorso occupazionale fosse completo, nel senso che lui si occupa in autonomia di registrare su una tabella di Word (una tabella molto semplice), le presenze e le assenze dei suoi compagni per tutto il mese: abbiamo una tabella dove sulle righe ci sono i nomi degli utenti, sulle colonne ci sono i giorni del mese e lui tutti i giorni segna le presenze e le assenze dei suoi compagni.

Alla fine del mese questo foglio viene stampato da lui e viene portato sempre da lui in comune.

Questo ha aiutato moltissimo Massimo a capire e a valorizzare , l’importanza dei gesti quotidiani, cose molto piccole molto semplici come registrare una presenza o tenere conto degli scontrini che si producono sono diventate per lui un impegno lavorativo, quasi di tipo occupazionale, la consapevolezza di ciò che fa per noi ha aumentato la sua autostima; lui si sente utile a noi, al coordinatore e all’educatore, ma si sente utile anche ai  suoi compagni del centro perché sente di fare qualcosa di importante e ha aumentato quindi anche l’interesse la voglia e la disponibilità con cui poi frequenta il nostro centro. Quelle riportate sono due delle attività che abbiamo proposto e che utilizzano il computer come strumento d’espressione per raggiungere  alcuni  degli obbiettivi legati  ai progetti individuali costruiti per ogni utente.

Un altro tipo di attività che proponiamo, sono  le attività di gruppo. Anche rispetto alle attività di gruppo c’è  una attenzione relativa  sia all’acquisizione/mantenimento  di competenze informatiche, all’uso dello strumento e della macchina che un’attenzione relativa all’acquisizione di abilità di tipo socio-relazionale.

Di nuovo usiamo il computer e l’informatica come una scusa per imparare a stare insieme, per imparare a condividere un momento di gruppo; stare in gruppo sembra semplice, ma in realtà no lo è, soprattutto se si tratta di lavorare dentro al gruppo; bisogna imparare non soltanto ad ascoltare e a rispettare i propri ritmi e i propri tempi, ma anche i ritmi e i tempi delle persone che stanno insieme a noi. All’interno di questo progetto abbiamo proposto la costruzione di un giornalino, che comporta il fatto che è importante l’articolo che io scrivo (quindi il mio pezzo) per arrivare poi alla composizione del prodotto finale, ma è importante anche che io sappia aspettare gli altri nella costruzione del loro pezzo e anche  aiutarli nel momento in cui io ho finito, rendermi utile per qualcun altro per aiutarlo a finire il suo percorso.

Il  giornalino che è stato fatto dai ragazzi del centro Tintori e dai ragazzi del centro Pisano che è un altro centro del comune di Modena. Noi chiamiamo queste attività, attività intercentri, nel senso che abbiamo  iniziato a lavorare in questa ottica: aprire degli spazi rispetto alle competenze che abbiamo e condividerli con gli altri. Nel nostro centro c’è la sala computer, quindi rendiamo fruibile quella sala per tutte le persone che hanno desiderio, necessità o voglia di fare quel tipo di attività. Gli altri centri rendono fruibili i loro spazi che hanno caratteristiche diverse: per esempio al Pisano c’è una palestra grande che noi, essendo in centro storico non abbiamo, per cui andiamo ad utilizzare la palestra di questo centro creando momenti di interazione e socializzazione, perché i ragazzi del nostro centro e degli altri centri si incontrano tra loro, si incontrano con operatori diversi da quelli che sono abituati a vedere quotidianamente all’interno del loro centro di appartenenza.

Abbiamo lavorato alla costruzione di questo giornalino con l’idea che potesse poi  essere distribuito alle persone interessate;  è stato per noi molto significativo il fatto di partire dagli interessi dei ragazzi, cioè chiedere ai ragazzi che cosa volevano mettere dentro al giornalino, quali erano i contenuti che volevano discutere, gli argomenti di cui parlare e su cui costruire gli articoli. Quello che è emerso è stato in molto interessante nel senso che la richiesta dei ragazzi è andata verso la socializzazione, verso la conoscenza del territorio, per cui per una volta eravamo noi che uscivamo e che andavamo a conoscere gli altri a vedere cosa fanno e come lo fanno e non erano gli altri che venivano a visitare noi. Un’altra cosa importante era proprio quella di integrarsi socialmente con il contesto proprio grazie al lavoro che dovevamo fare per costruire gli articoli.

Sono state fatte delle interviste ad alcuni dei gestori dei  bar più famosi di Modena, delle interviste a giocatori di pallavolo della squadra della città,  tutte queste informazioni sono state raccolte, sono state messe insieme e si sono tradotte in un prodotto  concreto. E’ stato molto importante partire dagli interessi dei ragazzi: quando si lavora con persone con ritardo mentale, di solito si tende a proporre tanto, tante volte noi proponiamo proponiamo proponiamo perché non consideriamo abbastanza il fatto che in realtà i ragazzi sono depositari di interessi e di competenze e che se gli lasciamo lo spazio per esprimerle loro lo fanno con grande partecipazione.

Grazie

 

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