Seminario a tema
“La domotica e le tecnologie per l'abitare nel progetto di autonomia della persona: strumenti, percorsi, esperienze”

 

Giulio Vaccari - Assoausili/Helpicare

"Aspetti rilevanti nella realizzazione di un sistema domotico: il rapporto tra tecnologie speciali e di mercato, la sostenibilità economica, le metodologie realizzative."


Grazie a tutti. Mi scuso per la voce ma avendo lo stand e parlando ininterrottamente non sono abituato a farlo sempre, mi è calata, quindi spero che il microfono mi aiuti in questo.

Quando Massimiliano mi ha invitato a parlare di questo titolo, mi sembrava un'impresa impossibile farlo in un quarto d'ora, è un titolo molto ricco e richiama molti aspetti del lavoro che facciamo quotidianamente. 

Come Helpicare abbiamo iniziato a occuparci di domotica un 6-7 anni fa, in realtà non proprio come helpicare io personalmente, iniziando dalle interfacce speciali. Erano le prime esperienze e naturalmente occupandosi di tecnologia assistiva in altri ambiti della vita delle persone disabili quali l'accessibilità al PC piuttosto che ad altri oggetti più o meno tecnologici o agli aspetti della comunicazione, questo andava a completare un po' il quadro di vita della persona e quindi sicuramente è la vita quotidiana, nell'aspetto di tutti i giorni era una cosa molto importante. Chiaramente abbiamo cominciato soprattutto occupandoci di interfacce, di interfacciamento speciale. La prima domanda che mi sono fatto è, da tecnico, e quindi, come dice Giovanni, i tecnici normalmente sono abituati a ragionare per certi paradigmi e non per altri, mi sono chiesto innanzitutto, secondo me una domanda che tutti i tecnici devono farsi quando si approcciano a questo campo, è "cosa ci facciamo con questa roba?" e quindi che idea abbiamo noi di vita quotidiana da persona disabile? Vogliamo che questa tecnologia supporti principalmente o in toto una funzione di assistenza a certe funzioni della vita quotidiana o vogliamo questa tecnologia vada a influire pesantemente sulla capacità di vivere autonomamente, di decidere autonomamente da cose semplici, come cambiare un canale della televisione quando si è fermi in un letto, a cose più complesse relative alla propria sicurezza o alle proprie relazioni di vita? Questa è una domanda molto importante perché anche per un tecnico quando si progetto un impianto poi tutto quello che viene fatto dopo pesa, cioè rispetto a come nelle percentuali noi pendiamo più dalla parte dell'assistenza piuttosto che dell'inclusione sociale, tutto il progetto va poi a evidenziare questo tipo di pensiero e di modalità di vedere il mondo, le cose e le persone disabili dentro questo mondo, dentro queste cose, come sono le case. Un'altra domanda fondamentale per un tecnico, che capita a tutti, è il discorso "chi include cosa". Mi è capitato appunto, sono d'accordissimo sul fatto che il problema non è la casa del futuro, non è la tecnologia del futuro, la domotica di tecnologia allo stato attuale del mercato ce n'è pura troppa e quindi paradossalmente la domotica per un tecnico non è un problema tecnologico quindi sembra un paradosso, ma in realtà è proprio così. Il lavoro che facciamo noi, quello più difficile, dopo vediamo il percorso che facciamo fare ai nostri clienti, è un percorso di discernimento che parte dal cercare di identificare meglio i propri bisogni rispetto all'idea che persone hanno della domotica fino ad arrivare alla soluzione concreta che la funzione sia affidabile e valga l'investimento che il cliente va sicuramente a spendere. So che per molti di voi probabilmente io non so chi ho di fronte, vedo molte facce di persone conosciute che già lavorano anche nel settore, però nel settore riabilitativo, educativo, didattico, sociale è normale pensare in un certo modo per i tecnici o comunque le figure tecniche che anche i riabilitatori e comunque le figure del mondo della riabilitazione e del sociale dovranno comunque interfacciarsi, devono sapere che loro dentro questi cubotti non sempre la pensano mettendo la persona-uomo che deve usare la tecnologia e non solo che le tecnologie influiscono su certi bisogni. Purtroppo nei primi anni di pubblicità, le grandi case di impianti, di impiantistica che hanno spinto commercialmente e anche culturalmente sull'idea di domotica hanno commesso dei grossissimi errori di comunicazione non solo per i disabili, ma complessivamente per il mondo degli utilizzatori a 360° e questo ha influito pesantemente sul mercato infatti tutti si lamentano che il picco di vendite di certi oggetti che doveva già essere stato realizzato entro già due anni fa, in realtà non si è realizzato, non perché queste soluzioni costano, è vero che costano, non è sbagliato dirlo, però non è principalmente per il motivo che le tecnologie sono costose e complesse, ma perché secondo me c'è stato anche un problema di comunicazione grossissimo. Si è puntato tutto sulla spettacolarizzazione di molte funzioni assolutamente inutili nella vita quotidiana di chiunque, quindi figuriamoci nella vita quotidiana delle persone disabili. Comunque andiamo avanti. 

Dopo mi sono chiesto com'era cambiata la mia competenza: io sono principalmente un tecnico e faccio un lavoro tecnico e quando nella famosa equipe che si va a costituire per dare risposta a un bisogno di una persona ecc., il mio ruolo è quello dello specialista dell'interfacciamento o delle interfacce speciali per le persone disabili. Però ho visto qual è la mia competenza, quindi sicuramente un tecnico che si approccia ha il discorso, padroneggia le tecniche di utilizzo di queste tecnologie e padroneggia gli strumenti e quindi la parte di destra e questa non gli può mancare altrimenti il suo ruolo, tecnico ovviamente cade, però è molto importante che questi tecnici conoscano e capiscano molto bene gli ambienti di vita, quindi conoscano le persone non perché sanno che cos'è la tetraplegia o che cos'è una paralisi alla quarta vertebra cervicale ecc., ma proprio conoscano quali sono le esigenze, i modelli di vita, gli stili di vita delle persone con un certo tipo di disbilità e conoscano poi quali sono le applicazioni, la ricaduta che questo tipo di soluzioni possono o potranno ipotizzare ricadano poi nell'applicazione pratica della loro vita quotidiana. Quindi se ristrutturare la casa in un certo modo permette di portar fuori una persona che vive da sola perché è rimasta da sola, vive un RSA anche se è giovane perché la Regione non ha saputo trovarle un posto migliore perché magari è un tetraplegico che si è trovato a essere solo al mondo e lo si porta magari in un contesto di un appartamento normale, chiaramente avrebbe bisogno di una certo tipo di assistenza perché da solo certe cose non riesce a farle, però con certi accorgimenti è possibile sicuramente influire pesantemente sullo stile di vita di questa persona. 

L'altra riflessione che mi è venuta è che purtroppo la domotica è stata fatta in questioni molto ai convegni poco in pratica, e la cosa che mi ha sorpreso moltissimo è quando, per es., alcuni colossi dell'impiantistica mi hanno chiamato come consulente di alcune soluzioni, mi sono chiesto "ma sono bravo io, oppure qui in pratica le cose ci sono poche persone che hanno messo in pratica le cose?" quindi sono in grado di dire la loro rispetto ad alcune questioni concrete che si trovano nei cantieri perché alla fine ci si trova nel cantiere a sbattere la testa contro il muro, certe volte, perché non si riesce a far funzionare una cosa. Io propendo per la seconda ipotesi, sicuramente la domotica dovrebbe, lo so che è un paradosso detto qui dal palco ed è una delle prime volte che mi trovo a parlare di questa cosa, però sicuramente dovrebbe parlare meno ai convegni e cercare che le persone inizino a metterle in campo. Sicuramente tutte le cose che sono state dette qui sono servite tantissimo, il servizio che ha fatto di informazione il democenter, tutto il lavoro del gruppo di Giovanni di Milano, sono cose che hanno portato avanti, però sono ancora operazioni di nicchia, anche il nostro piccolo lavoro che abbiamo fatto perché questa cosa si diffonda è necessario diffondere una conoscenza non solo tecnica, ma anche culturale rispetto anche agli operatori della sanità per es., i terapisti che hanno in mano le persone che escono dalle unità spinali ecc. Metterle a conoscenza di un certo tipo di possibilità effettivamente di incidere con queste soluzioni sulla vita concreta delle persone. Quindi, ribadisco, il concetto che la domotica non è un problema tecnologico, assolutamente, le tecnologie ormai sono abbastanza sviscerate e caso mai c'è un problema più di interfacciamento tra le diverse tecnologie, ma non è più un problema di inventare qualcosa, il problema è quello che diceva, che hanno detto tutti prima di me, è che noi ci siamo ritrovati anche se non siamo dei progettisti, ma siamo dei tecnici che mettono le soluzioni in pratica, bisogna mettere al centro la persona perché molte volte mi sono trovato a tanti tavoli dove molti produttori dicevano sicuramente questa tecnologia serve alle persone disabili e anziane, poi non si capiva perché i disabili vengono sempre accomunati con gli anziani, quando i bisogni sicuramente alcuni coincidono, ma altri sono molto diversi. Comunque mi trovavo a questi tavoli e dopo 2 o 3 battute avevo sviluppato una particolare abilità nel capire subito quali persone avevano mai visto un tetraplegico in vita loro per es. e quali invece avevano lo avevano visto probabilmente solo in televisione a qualche trasmissione di ora tarda, tipo rai educational o qualcosa del genere. In campo ci sono i due piani, sul fronte della tecnologia ci sono i produttori delle tecnologie domotiche che sono preoccupati di imporre i loro standard, di imporre il loro prodotto che sicuramente è sempre meglio di quello che hanno fatto prima, sicuramente meglio di quello che ha il produttore di fianco. Il problema principale dal lato tecnologico è che molte di queste tecnologie non tengono assolutamente conto dei bisogni dei nostri particolari clienti e quindi già hanno problemi molte volte di interfacciamento cosiddetto user friendly quindi già non sono orientate al potenziale utilizzatore, anche l'utenza ampliata che dovrà utilizzare, figuriamoci a persone con particolare esigenze come possono essere le persone non vedenti, le persone con tetraplegia più o meno grave. Dall'altra parte c'è la persona e pensare per es. di fare delle caselle di dire questa tecnologia strutturata in questo modo può servire a questa categoria è assolutamente assurdo e io non lo dico da teorico, ma lo dico perché noi siamo partiti da lì e ci siamo accorti, sbattendo la testa che è assolutamente assurdo pensarla in questo modo perché questi impianti sono, mentre un po' tutti gli ausili dovrebbero essere personalizzati, diciamo così, però per la tastiera si può a grandi linea ragionare per classi di problemi o classi di esigenze, quindi la domotica è molto difficile perché si va a toccare la casa che non è semplicemente il computer che è uno strumento di lavoro, ma si va a toccare la casa che è il proprio guscio di protezione e dove si vive, dove ci si va a rifugiare dal mondo esterno, dove si ricaricano le pile e così via, quindi da questo punti di vista è molto importante.

L'altro aspetto importante sono i tre fattori che mettiamo in campo sempre cioè bisogni, desideri, motivazioni, i limiti dell'ambiente e del budget. Molte persone dicono "ok, no al budget quindi mi fermo" E' vero, è importante perché queste tecnologie ancora costano parecchio di più di un impianto elettrico tradizionale, però i costi sono scesi moltissimo dal 99-2000 quando siamo partiti ad adesso i costi sono scesi, ma il problema principale è che non è che è si deve pensare che occorrono budget sterminati, occorrono budget in rapporto ai propri bisogni, desideri e ai propri limiti ambientali, quindi è chiaro che uno deve fare una scelta a monte e avere la consapevolezza che questo investimento, perché è un investimento, sono soldi, va a incidere in che modo sulla propria qualità di vita nei 10-15 anni successivi. Quindi il budget va considerato rispetto a quello e non va considerato dicendo "ok, costa tre volte tanto l'impianto elettrico tradizionale, ma sulla tua vita l'impianto elettrico tradizionale cosa incide, come incide? Ti va bene così ok. Ma se sei venuto, hai fatto una domanda e hai iniziato a esprimere un bisogno, un desiderio di impostare un certo tipo di funzione di vita in maniera diversa, sicuramente occorre spostare anche il peso": è vero, il budget pesa, ma molte volte chi ferma molti preventivi sono invece i limiti ambientali, paradossalmente magari la persona giovane un po' strana, molto motivata a riprendersi la propria vita in mano, a riprendersi l'autonomia di un certo tipo e magari ha pure i soldi perché l'assicurazione nella sfortuna gli ha pagato molti soldi per fare questo, ci si scontra sui limiti ambientali che non sono solo fisici della casa, ma sono anche relazionali della famiglia, dei parenti che vivono con lui, del condominio dove vive e quindi non crediate che molti di questi aspetti, i limiti ambientali dove ci si muove... Io dico, in termini nostri, una persona da noi ci chiede delle cose noi diamo delle risposte, molte volte il progetto piace, ma viene fermato non sempre per il budget, anzi il budget ultimamente, siccome le persone sono abbastanza preparate a dover investire un po' di denaro, non si spaventano per i 20-15 o i 35 mila euro, ma hanno idee, io faccio anche cifre perché bisogna iniziare a pensare che per mettere in campo soluzioni di un certo tipo gli impianti possono andare dalla semplice interfaccia tra due cose ma se si mettono in campo le cose che diceva Giovanni quindi un impianto di domotica integrato con un'intelligenza di un certo tipo, le cifre crescono, poi probabilmente scenderanno e speriamo che scenderanno. 

Il nostro lavoro è questo, riassunto in una slide, è trovare la quadra tra questo inghippo dal lato tecnologico insieme agli architetti, tutta l'equipe risponde alla domanda fondamentale "quale tecnologia utilizzare, come utilizzarla" e l'ha spiegato meglio Giovanni prima. Dall'altro, sulla persona-uomo abilità motorie residue, contesto, motivazione, fare in modo che siano una risorsa e non un ostacolo a questo tipo di discorso. E poi in mezzo ci sono le interfacce che sono degli strumenti attualmente prodotti appositamente per le persone con esigenze particolari, di vario tipo, ce ne sono abbastanza, sul mercato non sono tantissimi, sono aumentati rispetto a 5-6 anni fa, ma non tantissimo rispetto alle altre tecnologie per es. nel mondo dell'accessibilità al PC da 7 anni a questa parte l'offerta degli strumenti da parte del mercato è notevolmente aumentata, mentre in questo campo o anche nel campo delle interfacce speciali, c'è stata qualche novità, ma non novità pazzesche.

Questo è il percorso molto velocemente che facciamo fare alle persone: dal problema/esigenza, soprattutto è un aiuto a discernere meglio le proprie esigenze di vita rispetto a quello poi che si andrà a mettere in campo e molte volte si fanno dei compromessi appunto tra questo, i budget, i limiti e così via; progettare una soluzione insieme a un'equipe e quando c'è un architetto va di lusso nel senso che io lo dico da tecnico quando a creare, quel problema che diceva Giovanni della famosa regia, chi governa in tutta questa complessità e quando c'è un architetto è sicuramente la soluzione migliore. Quando ci sono figure intermedie o non c'è addirittura ed è il caso più specifico di vari tecnici che si devono autoprogrammare tra loro effettivamente possono nascere dei problemi seri.

Poi c'è l'installazione e messa in servizio che è il lavoro più concreto e poi molto importante l'assistenza/follow up, cioè è vero, come diceva Giovanni che non dobbiamo pensare che ci entra il computer in casa a governare le funzioni dell'impianto di casa nostra, però è anche vero che un certo potere l'informatica rispetto agli impianti della casa glielo diamo a questi impianti e quindi se uno pensa alle prime esperienze di windows quando doveva riavviare windows sette volte al giorno solo per scrivere una lettera e dice questi tipi di tecnologie andranno a governare funzioni più importanti come aprire e chiudere la porta, la mia sicurezza, l'uscita di gas, queste cose qua, corre sempre un brivido giù per la schiena se si pensa, siamo nell'immaginario collettivo qual è l'affidabilità informatica rispetto all'affidabilità di altre tecnologie sviluppate fino ad adesso. E' importante perché questo è un aspetto dal punto di vista dell'ansia che le persone portano immediatamente, cioè al di là del costo,che può essere più o meno alto, una delle paure più grandi delle persone che vogliono fare un impianto di domotica è questo è dire ma se io investo questo denaro, tra 3-4-5 anni chi mi aiuta se mi si rompe questa piccola cosa o non funziona quest'altra, se questo componente che scelgo adesso che tu mi dici essere migliore, tra 5 anni non esiste più, la ditta non lo supporta più ecc. Ci sono piccoli accorgimenti per evitare questo e compensare quest'ansia molto forte però non vi sto a tediare adesso perché sono frutto di.. cioè ci vorrebbe molto tempo per spiegare questi aspetti tecnici però c'è la possibilità di calmare o comunque compensare poco o molto questo tipo di esigenza perché qui quando si pensa non si pensa gli informatici dicono "ok, sviluppo questa tecnologia e poi tra tre anni si vede, tanto fra tre anni chissà" abbiamo cambiato già tutti PC, abbiamo già cambiato il telefonino due volte e così via. Qui si ragiona in tempi più geologici, minimo di fronte, ma minimo minimo, abbiamo dieci anni, ma 15-20 presumibilmente quindi bisogna pensarci bene prima di partire, quindi al di là dei soldi che costa, è proprio una roba che non è che possiamo metter mano a questo aspetto della nostra vita ogni tre anni come andare in un negozio a comprare un PC o comprare una tastiera nuova e così via. 

Due distinzioni sulla domotica semplice e la domotica integrata. Sono due scuole: nel nord Europa quando era partito tutto il movimento si usava una parola inglese enviroment control che è il controllo ambientale che, almeno io, riconduco più a una linea di domotica semplice quindi noi la distinguiamo su un aspetto molto concreto che è quello di mettere mano o no all'impianto della casa, quindi è possibile raggiungere un livello di domotizzazione semplice della propria vita e della propria condizione usando strumenti semplici che facciano una, poche o anche molte funzioni, dipende dalla tipologia, senza mettere mano agli impianti tecnologici della casa quindi stando fuori dalla casa inserendoli nella casa, ma mettendoli in relazione con gli impianti senza però aver bisogno dell'elettricista o dell'impiantista o comunque di interventi veramente minimi di adattamenti elettrici.

La domotica integrata invece è quella che vi ha spiegato molto bene prima l'architetto Del Zanna. 

Noi abbiamo un documento che forniamo quando le persone ci chiedono le domande, lo abbiamo sviluppato insieme a autobock. Cosa serve questo documento? Molte volte le persone non hanno ben chiaro qual è la loro domanda rispetto a questo tipo di tecnologia e allora questo documento tenta, non è proprio un questionario, ma una serie di domande e di chiarificazioni e di bivi rispetto alle cose che si considerano e da un lato aiuta la persona e il disabile che vuole un impianto di questo tipo a chiarificare meglio la propria idea rispetto a che cosa vuole ottenere da questa tecnologia e a noi aiuta a capire meglio le sue esigenze e dall'altro già a inquadrare minimamente quale tipo di tecnologie e soluzioni poi mettere in campo rispetto alle cose che la persona desidera e quindi bisogna ottenere.

Uno schema molto rapido, non sono così belli come quelli di Giovanni, questo schema però per sintetizzare un po' come è messo il mercato dell'interfacciamento speciale tra virgolette e questo riassume un po' le tipologie poi avevo messo anche due slide sui prodotti, ma le salto a piedi pari, a chi interessa abbiamo il workshop successivo al convegno che può approfondire, ma non è fondamentale l'importante è capire che allo stato attuale la tecnologia è questa, principalmente l'interfacciamento è dato da tecnologia IR che è quasi una tecnologia primitiva rispetto a molte tecnologie sul mercato, ed è dovuto principalmente a un problema di standard non è un problema tecnologico è un problema che le persone, i produttori, i gruppi di studi e di ricerca non si sono messi d'accordo tra di loro come sui PC e hanno detto "ok, usiamo tutti TCPP così i computer del mondo sia quelli del blocco sovietico di una volta che quelli del mondo occidentale parlano tutti la stessa lingua, siamo tutti contenti", qui ancora nel mondo domotico non esistono standard o processi di standardizzazione avanzata e quindi visto che il futuro non è sicuro ci leghiamo ancora alle tecnologie un po' vecchiotte come l'IR però è ancora molto efficace, flessibile e soprattutto economico.

Grazie dell'attenzione, spero di avere inquadrato più o meno cosa facciamo. 

Grazie a tutti.

(Testo  non rivisto dall’autore)

 

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