Seminario a tema
“La domotica e le tecnologie per l'abitare nel progetto di autonomia della persona: strumenti, percorsi, esperienze”

 

Massimiliano Malavasi - Ausilioteca AIAS Bo /Centro Regionale Ausili AUSL Bologna-RER

"La domotica sta mantenendo le sue promesse? Punti di forza e criticità della situazione attuale. 
La rete dei servizi in Emilia Romagna."


Adesso questo incontro che tratterà del tema della domotica e cercheremo di farlo anche andando a vedere un po' di aspetti anche abbastanza specifici in modo, se possibile, di rispondere agli interessi e alle domande del maggior numero possibile di persone. 

Comincio io, il mio ruolo sarà quello un po' di sollecitare il dibattito e in questi primi minuti di andare in qualche modo a inquadrare gli aspetti principali del problema. Quindi come vedrete cercheremo di capire, dopo gli appuntamenti che ci sono stati anche nelle Handimatica precedenti, cosa è successo in questi anni per quello che riguarda la domotica e cercheremo anche, a questo punto, di vedere se c'è stata un'evoluzione, quali sono le criticità e quant'altro. Vari relatori vedrete, cercheranno appunto di approfondire i vari aspetti.

Allora, vediamo un po' di iniziare ad andare a vedere di che cosa stiamo parlando fondamentalmente. Ecco, un po' la parola è ormai diventata, non siamo più all'inizio, è diventata in qualche modo un qualcosa di uso comune. Sapete tutti che questa nuova disciplina in qualche modo cerca di riunire i concetti di nuove tecnologie, quindi informatica, la parola di origine, una volta tanto non anglosassone, ma viene dalle lingue latine, e di casa. Purtroppo, e questo è uno dei primi punti di cui cercheremo di parlare oggi, spesso il messaggio è stato questo, cioè l'aspetto tecnologico ha completamente prevaricato quello che invece era l'aspetto più legato in qualche modo al tema dell'abitare. E forse anche proprio per questo c'è una consapevolezza riguardo a questo tema che sia fondamentalmente semplicemente una nuova tecnologia. Oggi cercheremo di vedere che non è così e l'approccio corretto che vorremmo dare è che queste nuove tecnologie siano applicate alla casa in modo diciamo paritetico e che finalmente ci possono consentire in qualche modo di vivere l'abitare all'interno delle nostre abitazioni, delle nostre case, in un modo un po' diverso, un po' migliore soprattutto che rispecchi le esigenze di tutti. Ma la prima domanda che potremmo porci è "ma alla fine, in pratica, di cosa si tratta?" be' se leggete molti degli articoli che sono stati fatti in questi anni anche negli ultimi mesi purtroppo culturalmente troppo spesso il messaggio che passa è che si tratti fondamentalmente di una tecnologia di una certa complessità. Purtroppo ancora oggi passa spesso il concetto di casa del futuro, avete visto probabilmente anche alla televisione questi servizi in cui si vedono case completamente automatizzate, con una miriade di funzioni integrate. E' un tema interessante, può servire in molte situazioni, però l'esigenza delle persone, e in particolar modo nell'ambito della disabilità, spesso sono esigenze semplici, cioè la casa va bene, mi manca qualcosa. Allora, il messaggio che vorremmo dare, la visione che abbiamo di domotica come centro regionale, ma in generale un po' credo che sia abbastanza condivisa nel settore, è che la domotica sia veramente una tecnologia pervasiva che contenga, certo soluzioni molto grandi e complesse, ma anche in qualche modo situazioni molto semplici, piccole applicazioni, cose singole che però mi riescono ad andare a risolvere un preciso problema, tutto molto flessibile, molto scalabile per cui si può cominciare con poco e finire con tanto, l'importante è che nulla viene buttato via, ma la rete domotica in una casa può crescere con le esigenze di chi la abita. Cominciamo un po' ad andare a vedere la lettura anche critica che oggi vogliamo dare. La domotica, lo sapete, in questi anni, chi si occupa un po' del settore, chi ne ha visto l'evolversi, ha fatto tante promesse, viene in mente i tanti convegni che sono stati fatti nel 2003, nell'anno della disabilità, sembrava veramente l'inizio di una nuova era, perché? Perché si capiva già che la domotica può fare molte cose, quindi consentire di aumentare drasticamente il livello di autonomia e di sicurezza per le persone in particolare con quelle esigenze speciali sa nell'ambito della casa, ma anche in ambito di edifici aperti al pubblico. E con un grandissimo obiettivo sicuramente molto importante e cioè permettere comunque a persone che ancora oggi vengono destinate, per tutta una serie di ragioni, a strutture residenziali assistite a poter permanere nella propria abitazione. Questo significa fondamentalmente andare a incidere in modo drastico sulla qualità di vita delle persone non, come si dice a volte, diminuendo, non è bello, non è il concetto giusto, diminuendo le necessità di assistenza, però possiamo dire sicuramente rimodulandole, passare magari da esigenze più di base a esigenze più di tipo sociale o culturali perché le esigenze di base in qualche modo vengono soppiantate da alcune funzioni presenti nella casa. E poi l'altra grande speranza, lo sappiamo tutti, è che questa tecnologia sia una tecnologia elettronica informatica in qualche modo sia a livello di costi, sia a livello di reperibilità, di facilità di installazione possa essere sfruttabile e utilizzabile da chiunque. E queste erano le promesse, le promesse che in qualche modo sono state in parte recepite, ma come vedremo non sempre attuate in pieno. 

Nella pratica, cominciamo a ragionare in soldoni a vedere che cosa può fare oggi in una casa vera, reale e concreta la domotica. Be' quello che diciamo che la domotica può rendere questa abitazione molto più flessibile e attiva nel rispondere alle esigenze di chi la abita, cosa vogliamo dire? che una struttura architettonica siamo abituati a pensarla come a una struttura rigida anche se ben progettata può offrire tante funzioni, questo è un elemento di grande flessibilità e soprattutto è una casa che può rispondere in modo attivo alle esigenze di chi la abita. Però un'esigenza può richiedere tutta una serie di risposte non a volte una singola funzione il che vorremmo lanciare già da oggi questo messaggio: cominciamo a parlare più che in qualche modo di funzionalità, ci piace parlare, introdurre il concetto di funzioni dell'abitare dove con questo possiamo andare a parlare di un qualcosa un pochino più complesso che può essere per es. la gestione dello spazio, la possibilità di uscire e entrare di casa in modo autonomo. Non sono funzioni, funzionalità singole, preferiamo parlare proprio di funzioni dell'abitare intendendo questo concetto un po' più ampliato. E, sempre per lanciare un po' la discussione che, come vedremo, gli specialisti intervenuti cercheranno di espandere un po' in dettaglio, qui c'è una breve carrellata delle cose che sono più utili. Più utili perché? Perché nell'esperienza nostra come centro regionale nell'accesso degli utenti, delle persone con disabilità, sono quelle più frequenti, più frequenti vuol dire più sentite. Un po' in ordine di importanza, la prima funzione dell'abitare che ci interessa è passare dal concetto di accessibilità, importantissimo, gli ultimi 20-30 anni hanno visto un grande sviluppo in questo campo, a un concetto di accessibilità in autonomia, cioè a volte la rampa può non bastare perché alla fine della rampa c'è un portone pesantissimo che una persona con difficoltà agli arti superiori non riesce a gestire. Allora è molto importante pensare che la fruibilità dello spazio non sia solo concessa a tutti, ma sia concessa a tutti in maniera autonoma. Poi c'è il grande tema dell'interazione con l'ambiente: chi ha difficoltà di vario tipo deve poter gestire tutte queste funzioni che gli vengono messe nell'abitazione e questo è un settore molto aperto, c'è ancora tanto da fare, il tema come si dice delle interfacce. Cioè, come è possibile che tutti, il maggior numero possibile di persone siano in grado di interagire in modo efficace con l'ambiente che li circonda? Dopo abbiamo il tema proprio di tutta una serie di funzioni che può essere utile da mettere nella propria abitazione. Vedete anche cose molto concrete: la luce, le persiane, le finestre, sono oggetti che tecnologicamente vengono risolti in maniera molto valida, che però possono cambiare drasticamente il modo di vivere la propria abitazione. Il tema, siamo si dice spesso nella società della comunicazione, comunicazione vuol dire varie forme di comunicazione può voler dire socialità, può voler dire anche lavoro a domicilio, può voler dire integrazione di vario tipo, e ancora una volta dal proprio ambiente che può essere ambiente domestico o di lavoro, una funzione dell'abitare molto importante è proprio quella della comunicazione, sia verso l'interno che verso l'esterno. Chi è confinato per molte ore della propria giornata, magari a letto in una stanza, può aver bisogno di comunicare con altre parti della propria abitazione e anche questa funzione è molto importante. E infine quando qualcosa va storto, sappiamo tutti che nelle case possono succedere piccole e grandi emergenze, a maggior ragione per garantire una vita autonoma nel proprio domicilio è importante andare a garantire che quando queste succedono sia possibile per la persona riuscire a risolverle, e questo spesso può essere fatto con le tecnologie moderne anche in modo automatico. Questa è una piccola carrellata, siamo andati molto veloci, però, come ripeto, sono proprio le cose concrete le cose a cui la domotica può dare risposta e a cui speriamo la sua diffusione possa agevolare in modo notevole anche negli anni vicini che ci aspettano. Vediamola quindi questa situazione attuale, un po' in questo filo che ci lega ai convegni delle edizioni scorse della fiera di Handimatica, quindi diciamo, be' la tecnologia, l'offerta del mercato è maturata molto, oggi io penso di poter dire senza problemi che si tratti di un settore maturo. La conoscenza tecnica è invece ancora abbastanza poco diffusa tra la gente, la domotica, se non per chi se ne occupa in maniera dettagliata, è ancora un po' una scatola nera. Però per fortuna la cultura è andata avanti e quindi la consapevolezza di ciò che può fare è sicuramente oggi molto più diffusa che due anni fa, che 4 anni fa. E la diffusione com'è stata? Sicuramente quello che viene chiamato la domotica semplice, il controllo ambientale quelle che dicevamo all'inizio, piccoli oggetti, singoli oggetti che vanno a risolvere una esigenza specifica. Questa diffusione per fortuna c'è stata: interfacce adattate, interfacce per l'accesso, dalla tv a piccole funzioni della casa è stata sicuramente un successo in questi anni. Purtroppo è difficile avere i dati, è una situazione molto diffusa sul territorio, però l'impressione un po' di tutti è che le case completamente domotizzate, quindi quelle fatte per rispondere alle esigenze più complesse, sono ancora molto poche, però si può dire con soddisfazione che chi è arrivato a realizzare una situazione di quel tipo ha sicuramente fatto qualcosa di estremamente qualificato con grande consapevolezza e anche con un livello tecnico molto valido. 

Invece, per quello che riguarda noi professionisti in generale che ci occupiamo di queste cose su ogni fronte, sociale, sanitario, tecnico, si può dire che la vera chiave di svolta che è quella di riuscire a lavorare in termini multidisciplinari, a parte qualche esperienza particolarmente felice, è ancora molto indietro, in particolare i due grandi settori diciamo socio-sanitario-educativo e quello tecnico, si parlano ancora veramente troppo poco.

Dove vorremmo andare? Questa potrebbe essere la strada che ci poniamo, gli obiettivi per i prossimi anni e potrebbero essere anche domande a cui gli esperti di oggi cercheranno in qualche modo di dare una visione critica. Vediamo, dal punto di vista di servizi, del pubblico, dei percorsi di autonomia che è poi l'obiettivo che ci interessa, bisogna crescere ancora come motore culturale, bisogna che siano sempre più diffuse queste prestazioni multidisciplinari rivolte a migliorare l'abitare delle persone e anche il tema dei contributi, delle agevolazioni oggi purtroppo in Italia è un po' a macchia di leopardo: ci sono situazioni, vedremo dopo un attimo in dettaglio, come l'Emilia ma altre regioni come l'Emilia Romagna, si sta facendo e si sta almeno cercando di fare, altre situazioni in cui si fa di meno è molto importante che questo settore cresca molto. A livello dell'ambito tecnologico-progettuale, di cui sentiremo delle voci oggi, si può crescere anche qui. Diciamo, una conoscenza molto più diffusa, che ci siano più persone che si occupano di queste cose. I due grandi filoni sono quelli di lavorare sia su strutture rivolte a più di una persona, quindi appartamenti dimostrativi di luoghi pubblici e quindi lavorare su quali possono essere le caratteristiche per es. per garantire a tutti un'accessibilità in autonomia, ma anche andare a migliorare quelli che sono i modelli progettuali di case rivolte alle singole esigenze, quasi come un vestito su misura. 

Al mercato cosa si può chiedere? Sicuramente che ci sia anche qui una diffusione molto maggiore di realtà che siano molto più competenti non tanto sulla domotica, ma sul tema della domotica per la disabilità, che cresca l'offerta di servizi integrati perché, diciamo, la persona spesso fa fatica, la persona e la sua famiglia, a gestire tutta una serie, un percorso che porti a una realizzazione di questo tipo in tutti i dettagli. Certo, migliorare ancora di più un po' il discorso dei prezzi, l'incremento della distribuzione, cioè a volte c'è proprio un ostacolo quasi fisico ad accedere a trovare fornitori di queste tecnologie. E poi lo dicevamo prima, il tema delle interfacce: più migliorerà, maggiore sarà la possibilità di fruizione da parte delle persone. 

Questa è un po' la fine della parte introduttiva, come abbiamo sentito all'inizio, l'assessore per impegni non è riuscito a venire a portarci un po' la sua parola, ci manda comunque i suoi saluti. Io parlerò un po' quindi della prima domanda che vedete, relativamente ai servizi e ai percorsi di autonomia, un'esperienza che può essere sicuramente interessante, che è cresciuta parecchio in questi ultimi due anni è quella della rete che si occupa proprio di questo tipo di esigenze all'interno della regione. E' stato definito un programma, il programma "Casa amica" che cerca di essere un po' un programma quadro relativamente all'esigenze dell'abitare e quindi vedete il sottotitolo è autonomia nell'ambiente domestico soprattutto rivolto alle esigenze di persone disabili e anziane. Questo programma si basa sulla legge 29 che concede finanziamenti, un punto importante, ma anche l'altro pilastro è quello di fornire competenze di tipo pubblico al cittadino che abbia bisogno di accedervi. La rete è formata su due livelli, quindi sono stati creati due centri: il Centro regionale Ausili, quello dove anch'io opero, che lavora proprio sul tema degli ausili in generale, quindi per lo spostamento, la mobilità, la vita quotidiana e l'adattamento del domicilio. E un secondo punto possiamo dire di eccellenza che si trova invece a Reggio Emilia che si occupa specificatamente, operato in collaborazione col Cerpa Italia, dei temi legati all'abbattimento e alla soluzione delle problematiche relative alle barriere architettoniche. Secondo livello che cosa vuol dire? Che fondamentalmente sono prettamente rivolte al mondo dei professionisti e indirettamente alle persone che, diciamo, questi professionisti hanno in carico. Di ogni settore, dal sociale, come dicevamo prima, al sanitario e al tecnico. 

Ciò che è cresciuto negli ultimi due anni, è partito anche un primo livello perché si è visto che in qualche modo le esigenze delle persone erano giustamente localizzate nel loro territorio. Due punti di accesso erano probabilmente pochi per rispondere a tutte le esigenze, quindi vedete, è nata la rete dei CAAD di cui dopo avremo anche delle testimonianze di alcune delle attività, e che si tratta semplicemente di centri rivolti alla persona che fanno una consulenza di primo livello e quindi a cui chiunque può accedere e trovare risposte a quelle che sono in qualche modo le esigenze. E a questo punto i centri di secondo livello fanno fondamentalmente da appoggio, da motore culturale, da soluzione per i casi più difficili in appoggio a questa rete, la rete è partita e le esigenze delle persone si è visto sono molte e il tema di rispondere è un tema importante e credo che sicuramente sarà uno dei temi significativi dei prossimi anni. 

Concludiamo quindi questo saluto e anche un po' questa spiegazione legata alla regione Emilia Romagna e lascio quindi la parola agli esperti che ci andranno a definire in qualche modo quali sono, ognuno vedete ha avuto un tema, l'avete già visto dal programma e cercherà di entrare un pochino nel dettaglio di quella che sono le problematiche che gli abbiamo proposto.

(Testo non rivisto dal relatore)

 

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