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HANDImatica 2008

Tecnologie informatiche e telematiche
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HANDImatica 2008

 

Comunicati Stampa
- Comunicato N. 04
(05 novembre)

 

COMUNICATO STAMPA N. 04 (05 novembre 2008)

 

TECNOLOGIE, VERSO L'ACCESSIBILITÀ?

INTERVISTA A MAURIZIO DÈCINA DEL POLITECNICO DI MILANO
"MOBILE E WIRELESS SONO LA VERA SFIDA DEL FUTURO"

La seconda giornata di HANDImatica è dedicata alle tecnologie. Quali sono stati i cambiamenti degli ultimi anni e cosa possiamo aspettarci per il futuro, soprattutto per quanto riguarda le persone disabili? Ne parliamo con Maurizio Dècina, professore ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria, presso il Dipartimento di Elettronica e Informazione

Le tecnologie si sviluppano freneticamente. Quali cambiamenti sono successi dall'ultima HANDImatica?
Negli ultimi due anni abbiamo assistito all'accelerazione della crescita dell'uso di Internet dovuta all'aumento degli utenti a larga banda fissi e al vero e proprio decollo della larga banda in mobilità con i sistemi cellulari 3G di tipo Hspa (High speed packet access) che permettono velocità di download di qualche Mbit/s. Nei prossimi anni il fenomeno del "mobile browsing" tramite telefonini del tipo iPhone e Pc portatili con chiavette Usb/Hspa diventerà dominante per la crescita del mercato delle telecomunicazioni. Per quanto riguarda lo sviluppo delle applicazioni in rete, i due più rilevanti fenomeni sono da un lato quello del Web 2.0, che per le imprese vuol dire Enterprise 2.0 e si focalizza sul tema delle comunicazioni unificate e della condivisione delle informazioni in ambito aziendale. D'altro lato, sempre per le imprese, c'è l'avvento del "Software as a service" (Saas), che indica l'erogazione dei servizi ai terminali con modalità retecentrica: "Cloud Computing", "World Wide Computing", "The Network is the Computer" e simili. Questa volta mi sembra che il fenomeno sia spinto dalla sempre più ampia disponibilità di banda nell'accesso alla rete, sia fermi che in mobilità, e i servizi come GoogleApps dimostrano la straordinaria capacità della rete a erogare servizi e applicazioni, il cui "software/hardware" di supporto risiede in rete. 

Quali sono a suo parere le maggiori opportunità che ne derivano? Quali, invece, i possibili aspetti negativi per gli utenti, come resistenze e rischi di esclusione?
Il diritto all'accessibilità da parte di tutti fa fatica ad affermarsi in un mondo tecnologico in tumultuosa progresso. Pensiamo soltanto all'evoluzione dei telefonini verso il paradigma introdotto con l'iPhone del dispositivo dotato di sensori di movimento (giroscopi), di schermo sensibile al contatto (touch screen) o di ricevitori Gps per il posizionamento: i problemi di accessibilità certamente diventano molto più complessi di prima. Ho l'impressione che con l'evoluzione delle tecnologie mobili e il loro progressivo ruolo dominante nella nostra società (nel 2015 si prevedono nel mondo 7 miliardi di utenze mobili, di cui 2 miliardi a larga banda, contro un miliardo di utenze fisse a larga banda), la battaglia per l'accessibilità alla rete di persone disabili, anziane o analfabeti informatici, stia progressivamente diventando quella dell'accessibilità e dell'usabilità dei servizi e delle applicazioni erogati in rete. In altre parole, l'inclusione deve permettere l'uso delle informazioni a cui si accede per ottenere gli scopi di consumo e di lavoro che si perseguono. 

A questo proposito, cosa significano soprattutto per le persone con disabilità, i termini entrati nel linguaggio comune di "mobile" e "wireless"?
Nel 2008 sono stati venduti un miliardo e duecento milioni di telefonini, a fine 2008 ci saranno quasi 4 miliardi di Sim attive nel mondo. I telefonini servono per telefonare, comunicare con gli Sms e progressivamente per accedere alla rete. I problemi di accessibilità all'Ict da parte dei disabili si spostano progressivamente dal Pc e dal Web verso il telefonino, che in realtà è un potente Pc portatile che può essere operato con una sola mano,tanto che i tedeschi lo chiamano "Handy". Nel futuro poi i telefonini avranno una funzionalità in più rispetto a oggi: saranno dotati di sensori capaci di interagire via radio con l'ambiente, con l'"Internet delle cose", serviranno per pagare parcheggi, ricevere informazioni locali, accedere a punti di pagamento. "Mobile" e "wireless" rappresentano la vera sfida del futuro dell'accessibilità all'Ict per l'inclusione delle persone disabili.

Una società accessibile: sulla carta esiste già ed è un diritto di tutti. Ma a che punto siamo nel cammino necessario per tradurre questa volontà legislativa in realtà?
Mi limito a commentare per quanto riguarda l'accessibilità alle tecnologie Ict, dove mi sembra che la strada da fare per soddisfare il diritto all'inclusione dei disabili è ancora lunga. La legge Stanca per l'accessibilità al Web ha rappresentato una pietra miliare di questa strada, ma la sua applicazione lascia ancora molto a desiderare, come mostrano i risultati delle rilevazioni. Certamente negli ultimi anni l'azione legislativa per la società accessibile è rallentata e il recente accorpamento del Ministero dell'Innovazione con quello della Funzione pubblica non ne favorisce per ora la rapidità di ripresa. Ripresa quanto mai necessaria visti i passi da gigante fatti dalla tecnologia Ict negli ultimi cinque anni, basti accennare ai temi della "mobilità" e del "wireless", per i quali non sono stati ancora individuati il percorso legislativo e soprattutto gli "stakeholders" governativi. Ma sono ottimista e mi aspetto che il dibattito sull'accessibilità all'Ict si accenda presto visto il recente riconoscimento del ruolo fondamentale che l'Ict può avere per la crescita del Paese.

Il prossimo futuro: cosa dovremmo aspettarci tra due anni, per HANDImatica 2010?
Mi auguro che tra due anni nel nostro Paese si sarà avviato un programma di alfabetizzazione informatica, uno stimolo alla domanda che ritengo indispensabile per allargare l'accessibilità e l'usabilità dei servizi Ict in rete a tutta la popolazione. In particolare, nella prospettiva che progressivamente i servizi di pubblica utilità verranno erogati obbligatoriamente soltanto in rete dalla pubblica amministrazione e dalle aziende concessionarie. In questo contesto, spero che avremo fatto progressi nella legislazione per la società accessibile, includendo anche le applicazioni Ict mobili. Nel frattempo, mi attendo sul mercato italiano da un lato il consolidamento delle applicazioni e dei servizi mobili per i consumatori e per le imprese, mentre d'altro lato un avvio dei servizi Saas orientati alle piccole e medie imprese.

Quali sono le innovazioni per ora solo in incubazione?
L'innovazione dietro l'angolo è l'"Internet delle cose", "The Internet of Things": i calcolatori diventano così piccoli, potenti ed economici da poter essere immersi negli oggetti che circondano, oggetti come le etichette intelligenti "Radio Frequency Identification", capaci di comunicare col mondo esterno via radio, "wireless", per realizzare quello che gli esperti chiamano le "wireless sensor networks". Ne parlavo illustrando il futuro dei telefonini come strumenti di accesso non solo alla rete, ma anche all'ambiente intelligente circostante, essendo quindi destinati a trasformarsi in dispositivi personali che integrano le funzioni di comunicazione, informazione e intrattenimento, con quelle del "portafoglio" per garantire l'identità personale e i pagamenti elettronici. 

Quale contributo potrebbero e dovrebbero dare Fondazione ASPHI e HANDImatica?
ASPHI e HANDImatica sono i luoghi dove c'è la conoscenza basata sull'esperienza dei problemi dell'accessibilità e dei percorsi pratici verso le loro soluzioni: la reputazione conquistata negli anni per le fattive attività svolte nel settore li qualifica come interlocutori naturali dei piani e dei programmi volti al compimento di una legislazione che garantisca l'evoluzione armonica verso l'accessibilità e usabilità dei servizi in rete.

Intervista tratta da ASPHInforma, numero 3 - 2008.

 

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