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HANDImatica 2008

Tecnologie informatiche e telematiche
per l’integrazione delle persone con disabilità

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HANDImatica 2008

 

Comunicati Stampa
- Comunicato N. 05
(06 novembre)

 

COMUNICATO STAMPA N. 05 (06 novembre 2008)

 

TECNOLOGIE E DISABILITÀ, IL SENSO DELLA PARTECIPAZIONE

INTERVISTA ALL'ASSESSORE PAOLA MANZINI
"QUALIFICARE I SERVIZI PER LE PERSONE DISABILI PUÒ RENDERE
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE MIGLIORE PER TUTTI"

La terza giornata di HANDImatica ha per tema la partecipazione. Su questo argomento abbiamo voluto confrontarci con la Regione Emilia-Romagna, che collabora con Asphi nella realizzazione della mostra-convegno. Ecco il parere di Paola Manzini, assessore scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità.

Il tema della partecipazione qualifica la terza giornata di HANDImatica. La partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla mostra-convegno si è manifestata innanzitutto nel creare un gruppo di lavoro che mette insieme più assessorati e direzioni. Lei che rappresenta il motore di questa iniziativa, non pensa che sia un'innovazione verso un approccio trasversale e più concreto a favore delle persone con disabilità?
La Giunta regionale ha fatto dell'integrazione tra le strutture uno specifico indirizzo politico-programmatico finalizzato a un più efficace conseguimento degli obiettivi fissati in sede di definizione delle politiche regionali. Il principio di integrazione caratterizza trasversalmente l'azione regionale, in particolare quando si tratta di programmare interventi a favore delle fasce più deboli. Gli obiettivi conseguiti nella precedente programmazione del Fondo sociale europeo sono stati il risultato anche di un'integrazione in particolare tra l'Assessorato scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità e l'Assessorato politiche sociali. Lavorare in sinergia credo sia l'unica strada che consenta alle politiche regionali di rispondere nella maniera più efficace ai bisogni della popolazione con disabilità. Particolarmente significativa in questo senso è stata la prima Conferenza regionale sull'integrazione lavorativa delle persone disabili, che si è svolta a Modena lo scorso maggio. La Conferenza, prevista dalla legge regionale n. 17/2005, ha rappresentato la sede in cui la Regione ha verificato le proprie azioni passate e delineato le strategie future per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

La Regione è presente a HANDImatica con più forze rispetto al passato. Ciò contribuirà a mantenere un alto livello di coerenza tra gli interventi regionali a favore dei disabili e le innovazioni che possano ulteriormente contribuire a sostenere tali politiche?
Indubbiamente le innovazioni tecnologiche hanno un forte impatto sulla vita delle persone disabili e sarebbe un errore non tenerne conto per migliorare i servizi. Per questo ritengo che sia importante mantenere una stretta collaborazione tra i diversi ambiti regionali che rispondono ai bisogni di questi cittadini. Qualificare i servizi non significa definire uno standard di prestazioni rigide e immutabili nel tempo, ma essere in grado di evolvere con i bisogni e con le mutazioni del contesto.

HANDImatica vuole essere un'azione di sistema, capace di incidere nel vasto sistema che si occupa di disabilità e che include disabili, familiari, insegnanti, operatori socio-sanitari, amministratori e via dicendo. L'Unione Europea ha sottolineato però la difficoltà nel realizzare vere azioni di sistema, chiedendo maggiore impegno per le azioni verso le persone. Qual è secondo lei il giusto equilibrio e quali sono gli orientamenti del suo Assessorato?
L'analisi ex-ante condotta per definire le priorità del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo 2007-2013 ha evidenziato che tra le aree di svantaggio sociale permane l'area delle persone che hanno difficoltà di collocamento stabile per motivi di invalidità. Per rispondere a queste problematiche si intende continuare ad attuare azioni diversificate, anche in integrazione con le politiche sociali in un'ottica di sistema. L'esperienza condotta negli anni precedenti ha infatti ribadito come sia indispensabile da un lato rispondere in maniera sinergica ai diversi bisogni delle persone disabili e, dall'altro, continuare a operare per aumentare la loro occupabilità, ragionando non tanto sull'handicap quanto sulla crescita delle potenzialità. Per questo la nuova programmazione prevede interventi che agiranno in sinergia con altri strumenti, finanziari e non, già disponibili per questo target. Nell'ambito degli altri assi in cui è declinata la programmazione del Fondo sociale europeo 2007-2013 (adattabilità, occupabilità, capitale umano, transnazionalità e interregionalità), l'attenzione verso le persone con disabilità si concretizzerà in opportune misure di sostegno alle attività formative e di accompagnamento al lavoro che consentano a tutti pari opportunità di accesso. Credo che la pluralità delle opportunità nonché la previsione di misure di personalizzazione siano elementi fondamentali per dare risposte efficaci e durature nel tempo.

Un noto scienziato sociale, educatore, ricercatore, docente di pedagogia speciale all'Università di Bologna, sottolinea che "sostituire gli operatori con delle macchine - ritenute docili (dimenticando che dietro di loro ci sono altri umani…) - potrebbe essere il sogno di chi ha il governo del 'sistema educazione' o del 'sistema cure'. Ma l'Educazione, come la Salute, sono imprese non finanziarie ma sociali e culturali". C'è secondo lei questo rischio?
Credo che il rischio ci sia nella misura in cui si privilegia una visione di ottimizzazione tarata esclusivamente su principi economici e di razionalizzazione dei tempi, ma credo anche che sia possibile ottimizzare senza sacrificare la qualità delle prestazioni. Se pensiamo a interventi a favore dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità, è evidente che un grosso vantaggio può venire dall'impiego di soluzioni tecnologiche, sia nella gestione dei dati per il collocamento, che nell'adattamento dei posti di lavoro, ma è altrettanto evidente la centralità della relazione che si instaura tra operatore e disabile. In questo senso gli sforzi di innovazione da noi sostenuti sono andati in entrambe le direzioni, cercando di razionalizzare le operazioni di gestione - mi riferisco ad esempio al sistema informativo che mette in rete gli enti coinvolti nel processo di accertamento delle disabilità, denominato "Rurer" (Repository Unico Regionale dell'Emilia-Romagna), che semplifica la comunicazione tra le istituzioni e collega i soggetti deputati alle attività di certificazione, assistenza e integrazione delle persone disabili -, ma continuando anche a favorire la qualificazione delle risorse umane, fattore che resta strategico per la buona qualità degli interventi.

L'ultima giornata di HANDImatica ospita il premio "PA Aperta", rivolto alle amministrazioni pubbliche sensibili nel favorire la fruibilità dei loro servizi verso le fasce svantaggiate. Lo slogan è che un'amministrazione aperta non è solo più funzionale per le persone in difficoltà, ma è migliore per tutti. Su questo tema vorremmo una sua riflessione.
L'esperienza condotta da questo Assessorato con il Fondo sociale europeo è paradigmatica di come, cercando di qualificare gli interventi nei confronti di specifici target, si finisca per sperimentare innovazione anche a favore della complessiva qualità del sistema. Per le persone svantaggiate sono stati messi a punto interventi di formazione e orientamento sempre più caratterizzati da personalizzazione e flessibilità, elementi che sono poi diventati una caratteristica di tutti gli interventi, indipendentemente dal target a cui si indirizzano. Così come, sul tema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, un approccio iniziale finalizzato alle pari opportunità di genere ha messo in luce bisogni di tutti. Sono quindi convinta che qualificare i servizi per alcune fasce spesso significhi effettivamente rendere la Pubblica amministrazione migliore per tutti.

Intervista tratta da ASPHInforma, numero 3 - 2008.

 

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